Scheda modello

Ferrari Daytona

La Ferrari Daytona, nome con cui è universalmente conosciuta la 365 GTB/4, è la gran turismo a motore V12 anteriore che tra il 1968 e il 1973 ha rappresentato il vertice della velocità stradale del Cavallino, diventando oggi una delle Ferrari classiche più ricercate dai collezionisti.

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Perché sì

  • Prestazioni da record per l'epoca: al debutto fu la Ferrari stradale più veloce mai realizzata
  • Equilibrio di guida superiore ai rivali a motore centrale, grazie al cambio in blocco al differenziale che bilancia i pesi tra gli assi
  • Design Pininfarina firmato da Leonardo Fioravanti, diventato un riferimento stilistico ancora citato dalla Ferrari moderna
  • Palmares sportivo concreto, con affermazioni di classe alla 24 Ore di Le Mans nel 1972, 1973 e 1974
  • Valore da bene da collezione, con quotazioni in costante crescita nel mercato dell'auto d'epoca

Da valutare

  • Guida impegnativa alle basse e medie velocità, con sterzo pesante e assetto rigido che si esprimono al meglio solo oltre certe andature
  • Meccanica e dotazioni di sicurezza tipiche della fine degli anni Sessanta, da valutare con la mentalità di un'auto d'epoca e non di una supercar moderna
  • Manutenzione e reperibilità dei ricambi costose, vista la rarità del modello e la complessità del V12 con sei carburatori
  • Produzione limitata che rende l'accesso al modello riservato a un mercato di nicchia con prezzi elevati

In sintesi

Segmento
Gran turismo sportiva
Carrozzeria
Berlinetta 2 porte / Spider
Anni di produzione
1968-1973
Motore
V12 anteriore 4390 cc
Potenza massima
352 CV a 7500 giri/min
Velocità massima
280 km/h
Cambio
Manuale a 5 marce, transaxle posteriore
Esemplari prodotti
Circa 1.400 unità complessive
Design
Pininfarina, Leonardo Fioravanti

Presentata al Salone di Parigi del 1968 come erede della 275 GTB/4, la vettura nacque con la sigla ufficiale 365 GTB/4: fu la stampa internazionale a battezzarla Daytona, in omaggio alla storica tripletta ottenuta da Ferrari nella 24 Ore di Daytona del 1967 con le sport prototipo 330 P3/4, 330 P4 e 412 P. Nonostante il nome non fosse mai stato adottato ufficialmente dalla Casa di Maranello, si impose rapidamente nell'uso comune fino a diventare l'appellativo con cui il modello è ricordato ancora oggi.

Il nome che non era ufficiale

Pochi sanno che "Daytona" non è mai stato il nome scelto da Ferrari per questo modello, la cui denominazione tecnica è sempre stata 365 GTB/4. Fu il pubblico e la stampa specializzata a coniare il soprannome, richiamando la storica prima fila tutta Ferrari conquistata nella 24 Ore di Daytona del 1967. Il nome piacque così tanto da restare per sempre legato alla vettura, tanto da essere oggi la denominazione più usata anche nei documenti storici e nei circuiti del collezionismo.

Motore

V12 anteriore 4390 cc

Motore e telaio: la ricetta della velocità

Al centro del progetto c'è il V12 Tipo 251 da 4390 cc, alimentato da sei carburatori doppio corpo Weber ed erogante 352 CV a 7.500 giri, per una velocità massima dichiarata di 280 km/h. Una scelta controcorrente rispetto alla tendenza del periodo verso il motore centrale, compensata da una soluzione tecnica che si sarebbe rivelata vincente.

  • Cambio manuale a 5 marce abbinato al differenziale autobloccante, montato in blocco sull'asse posteriore
  • Distribuzione dei pesi quasi paritaria tra i due assi, a beneficio della stabilità alle alte velocità
  • Telaio tubolare centrale con sospensioni posteriori indipendenti a quadrilateri sovrapposti

Il risultato è un'auto che regala il massimo sopra certe andature sostenute, quando lo sterzo si alleggerisce e l'assetto trova il suo equilibrio, mentre nella guida cittadina rivela tutta la sua natura di gran turismo pensata per il gran viaggio ad alta velocità piuttosto che per la maneggevolezza a basso regime.

Potenza massima

352 CV a 7500 giri/min

Le versioni: Berlinetta, Spider e Competizione

Nel corso della produzione la Daytona si è evoluta in diverse varianti, distinte soprattutto dai fari anteriori e dalla carrozzeria.

  • Le prime berlinette, prodotte dal 1968, montavano i fari fissi coperti da una calotta in plexiglass, tratto distintivo del design originale di Fioravanti
  • Dal 1971 il restyling introdusse i fari a scomparsa, resi necessari da una nuova normativa di sicurezza statunitense che vietava le coperture trasparenti sui proiettori
  • La versione Spider, denominata 365 GTS/4, arrivò nel 1971 pensata soprattutto per il mercato nordamericano e fu realizzata in appena 122 esemplari
  • In parallelo furono costruite 15 vetture Competizione, con carrozzeria in alluminio e vetroresina e potenza portata fino a 450 CV, impiegate con successo nelle gare di durata

Velocità massima

280 km/h

Eredità, cultura pop e mercato del collezionismo

Oltre ai successi in pista, la Daytona ha costruito la propria fama anche fuori dai circuiti: nel 1971 Dan Gurney e Brock Yates la guidarono nella traversata record degli Stati Uniti che ispirò il film Cannonball Run, mentre negli anni Ottanta una sua imitazione basata su una Corvette apparve nella serie Miami Vice, prima che Ferrari ne facesse ritirare l'uso per tutela del marchio. Il fascino del nome è tale che Ferrari lo ha richiamato nel 2022 per la Daytona SP3, la limited edition della serie Icona ispirata alle sport prototipo degli anni Sessanta, pur trattandosi di una vettura completamente diversa dalla 365 GTB/4 originale. Oggi la Daytona classica è un pezzo ricercato dal collezionismo internazionale, con quotazioni che partono da alcune centinaia di migliaia di euro per gli esemplari in buone condizioni e possono superare abbondantemente il milione di euro per le versioni Spider più rare e ben documentate.

Le generazioni della Daytona

5anni di storia

1968—19702 anni

365 GTB/4 Berlinetta a fari fissi

Versione di lancio con fari coperti da calotta in plexiglass, presentata al Salone di Parigi 1968 come erede della 275 GTB/4.

1970—19733 anni

365 GTB/4 Competizione

Quindici vetture da competizione in alluminio e vetroresina, con potenza incrementata fino a 450 CV e impiegate nelle gare di durata.

1971—19732 anni

365 GTB/4 Berlinetta a fari a scomparsa

Restyling reso necessario dalle normative statunitensi sulla sicurezza, con proiettori retrattili al posto della calotta trasparente.

1971—19732 anni

365 GTS/4 Spider

Variante scoperta realizzata in appena 122 esemplari, pensata principalmente per la clientela nordamericana.

Domande frequenti sulla Daytona

Perché la 365 GTB/4 viene chiamata Ferrari Daytona?

Il nome Daytona non è mai stato ufficiale: fu attribuito dalla stampa in ricordo della tripletta ottenuta da Ferrari nella 24 Ore di Daytona del 1967 con le sport prototipo 330 P3/4, 330 P4 e 412 P, e si è poi imposto nell'uso comune.

Quanti esemplari di Ferrari Daytona sono stati prodotti?

Secondo le stime degli storici del Ferrari Club, la produzione complessiva si attesta attorno a 1.400 esemplari, includendo berlinette, spider e le vetture da competizione.

Qual è la differenza tra la Daytona berlinetta a fari fissi e quella a fari a scomparsa?

Le prime vetture, prodotte fino al 1970, avevano i fari coperti da una calotta in plexiglass; dal 1971 questa soluzione fu sostituita da proiettori a scomparsa per adeguarsi a una nuova normativa statunitense sulla sicurezza.

La Ferrari Daytona SP3 è la stessa vettura della 365 GTB/4?

No, sono due modelli diversi: la Daytona SP3 è una limited edition presentata nel 2022 all'interno della serie Icona, che riprende il nome e lo spirito delle sport prototipo anni Sessanta ma non ha alcun legame tecnico con la 365 GTB/4 originale.

Quanto vale oggi una Ferrari Daytona usata?

Le quotazioni variano molto in base a condizioni, storia e rarità dell'esemplare: si parte da alcune centinaia di migliaia di euro per una berlinetta in buono stato, mentre le versioni Spider più rare hanno raggiunto valori d'asta superiori ai due milioni di euro.

Fonti

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