Il ritorno al motore anteriore
Con la 550 Maranello, Ferrari abbandona per il suo dodici cilindri di punta lo schema a motore centrale che aveva caratterizzato la Testarossa e la 512, tornando alla configurazione anteriore con trasmissione al retrotreno già vista sulla Daytona. La scelta non è nostalgica ma funzionale: lo schema transaxle, con il cambio manuale a sei rapporti posizionato sull'asse posteriore insieme al differenziale, consente di ottenere una ripartizione dei pesi quasi perfettamente bilanciata tra i due assi.
Il risultato è una vettura pensata prima di tutto come gran turismo: adatta ai lunghi viaggi e gestibile anche nell'uso quotidiano, pur mantenendo prestazioni ai vertici della categoria per l'epoca.
Motore
V12 a 65°, 5.474 cc
Design Pininfarina e aerodinamica
Le linee della 550 Maranello sono opera di Pininfarina, che ne cura sia gli esterni sia gli interni. Il disegno della carrozzeria, sviluppato tra il 1993 e il 1996 sotto la supervisione di Lorenzo Ramaciotti con Elvio D'Aprile, mescola richiami alle Ferrari a motore anteriore del passato con soluzioni aerodinamiche moderne.
- Coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,33
- Migliaia di ore di sviluppo in galleria del vento per ottimizzare il carico aerodinamico su entrambi gli assi
- Interni firmati da Goran Popović
Potenza massima
485 CV a 7.000 giri/min
Il cuore V12 e le prestazioni
Il motore, siglato F133A, è un dodici cilindri a V di 65 gradi con distribuzione a doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro. La cilindrata è di 5.474 cc, con basamento, testate e coppa dell'olio in lega leggera e bielle in titanio.
Eroga 485 CV a 7.000 giri/min e circa 569 Nm di coppia, permettendo alla 550 Maranello di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi e di toccare una velocità massima dichiarata di 320 km/h, il tutto scaricato a terra tramite un cambio manuale a sei marce e differenziale a slittamento limitato.
Velocità massima
320 km/h
Le varianti: dalla Barchetta alle versioni da competizione
Nel 2000 Ferrari affianca alla coupé la 550 Barchetta Pininfarina, versione scoperta priva di un vero e proprio tettuccio rigido, prodotta in soli 448 esemplari e destinata a collezionisti.
Al di fuori del programma ufficiale Ferrari, diversi team privati hanno sviluppato versioni da competizione basate sulla 550 per le gare Gran Turismo, tra cui la 550 GTS realizzata da Prodrive in appena 10 unità e la 550 GTZ firmata Zagato in 3 esemplari, oltre a varie evoluzioni impiegate nelle categorie GT1 e GT2.
Anni di produzione
1996-2002
La 550 Maranello oggi: cosa sapere sull'usato
A oltre vent'anni dal debutto, la 550 Maranello è considerata un classico moderno del Cavallino, apprezzato per l'affidabilità del propulsore V12 e per l'equilibrio di guida. Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato dovrebbe però verificare con cura alcuni punti critici tipici del modello.
- Stato della frizione, che in condizioni normali dura indicativamente tra 40.000 e 50.000 miglia
- Eventuali perdite di liquidi nei punti più esposti all'usura (servosterzo, circuito di raffreddamento, guarnizioni motore, serbatoio carburante)
- Condizioni dei cerchi, ricordando che i cerchi Speedline di primo equipaggiamento furono oggetto di richiamo per rischio di cricche e in molti casi sostituiti con cerchi BBS
- Stato delle plastiche interne, soggette a diventare appiccicose con il tempo
Sul mercato dell'usato un esemplare in buone condizioni si colloca generalmente in una fascia di prezzo elevata, coerente con lo status di classico Ferrari sempre più ricercato dai collezionisti.




