Dalle piste alla strada: le origini della sigla 512
Prima di diventare sinonimo di berlinetta stradale, la sigla 512 aveva già segnato la storia sportiva di Ferrari sui prototipi da competizione di fine anni Sessanta, impegnati nel confronto diretto con la Porsche 917. Quando nel 1976 il marchio di Maranello la riutilizza per la nuova granturismo erede della 365 GT4 BB, il richiamo al passato racing è del tutto voluto: 5 sta per la cilindrata in litri del motore, 12 per il numero dei cilindri.
Nasce così la 512 BB, che porta al debutto su una vettura di serie il layout con motore dodici cilindri boxer (a bancate contrapposte) posizionato al centro, davanti all'asse posteriore.
Cilindrata
4.943 cc
Il motore boxer, protagonista assoluto
Il cuore della famiglia 512 è sempre lo stesso concetto meccanico: un dodici cilindri piatto da 4.943 cc, evoluto nel corso degli anni per potenza, distribuzione ed elettronica di gestione.
- La 512 BB eroga 340 CV, poi affinati nella 512 BBi con l'introduzione dell'iniezione elettronica Bosch K-Jetronic al posto dei carburatori
- Con la 512 TR il propulsore viene ampiamente rivisto, con nuovi materiali e una ripartizione dei pesi più equilibrata (41% anteriore, 59% posteriore) rispetto alla Testarossa
- La F512 M, ultima erede, raggiunge i 441 CV grazie anche a soluzioni come le bielle in titanio, riducendo contemporaneamente il peso complessivo della vettura
Potenza massima
da 340 CV (512 BB) a 441 CV (F512 M)
Le generazioni: da 512 BB a F512 M
Nell'arco di due decenni la sigla 512 accompagna quattro vetture profondamente diverse nell'estetica ma legate dallo stesso schema meccanico.
La 512 BB (1976-1981) apre la strada con la sua linea a cuneo firmata Pininfarina; la 512 BBi (1981-1984) introduce l'iniezione; dopo la parentesi della Testarossa, la 512 TR (1991-1994) ne rivede meccanica e assetto, mentre la F512 M (1994-1996) chiude la storia dei flat-12 Ferrari con un frontale ridisegnato, fari fissi coperti da plexiglas e gruppi ottici posteriori circolari.
Velocità massima
fino a 315 km/h (F512 M)
Il mercato dell'usato e il collezionismo
Oggi le Ferrari a marchio 512 sono ricercate soprattutto da collezionisti e appassionati di vetture classiche del Cavallino. Trattandosi di meccaniche complesse e ormai datate, l'affidabilità dipende in larga misura dalla cura ricevuta nel tempo: una manutenzione scrupolosa e regolare, affidata a specialisti, è la condizione indispensabile per godersi queste vetture su lunghe percorrenze.
La rarità di alcune serie, in particolare la F512 M prodotta in soli 501 esemplari, ne fa modelli particolarmente apprezzati sul mercato del collezionismo, con valori che nel tempo hanno visto un deciso apprezzamento rispetto al prezzo di listino originale.


