Il ritorno al motore anteriore
Con la 456 Ferrari abbandona, per la sua gran turismo a quattro posti, l'impostazione a motore posteriore che caratterizzava i modelli precedenti e torna a un layout con V12 anteriore e trazione posteriore, telaio tubolare in acciaio e carrozzeria in alluminio.
La scelta risponde all'esigenza di offrire una vettura pensata per lunghi viaggi, capace di coniugare le prestazioni tipiche del Cavallino con un'abitabilità 2+2 reale, senza rinunciare al carattere sportivo che il pubblico si aspettava da una Ferrari.
Motore
V12 65° 5,5 litri (5.474 cc), 4 valvole per cilindro
Il motore V12 F116 e le prestazioni
Il cuore della 456 è un V12 di 65 gradi, 5,5 litri di cilindrata (5.474 cc) interamente in lega di alluminio, con 4 valvole per cilindro e gestione elettronica Bosch Motronic (M2.7 sulla 456, M5.2 sulla 456M). Eroga 442 CV e 550 Nm di coppia massima.
- Velocità massima dichiarata di 309 km/h
- 0-100 km/h in 5,2 secondi secondo i dati Ferrari
- Cambio manuale a 6 marce sulla GT, automatico a 4 rapporti sviluppato con FF Developments sulla GTA
Questo propulsore ha successivamente ottenuto riconoscimenti come miglior motore internazionale nella categoria oltre i 4 litri.
Potenza massima
442 CV
Dalla 456 alla 456M: l'evoluzione del progetto
Nel 1998 la gamma viene aggiornata con la sigla 456M ("Modificata"), che introduce un restyling firmato Ken Okuyama, ancora per Pininfarina, con paraurti ridisegnati e un cofano motore che utilizza per la prima volta in un'auto di serie un pannello in fibra di carbonio. La 456M è anche l'ultima Ferrari di serie a montare i fari a scomparsa.
Nel corso degli undici anni di carriera nacquero anche esemplari particolari, come una piccola serie di shooting brake denominate Venice e alcune versioni speciali dedicate a Michael Schumacher. La produzione complessiva delle quattro varianti (456 GT, 456 GTA, 456M GT e 456M GTA) supera le 3.200 unità.
Velocità massima
309 km/h
Affidabilità e mercato dell'usato
Il V12 della 456 è generalmente considerato uno dei propulsori Ferrari più solidi, senza le criticità meccaniche più gravose viste su altri modelli dell'epoca. Le attenzioni principali riguardano la manutenzione programmata, con la sostituzione della cinghia di distribuzione da prevedere attorno ai 50.000 km.
Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve mettere in conto consumi elevati e alcuni difetti tipici del modello, come le guarnizioni dei finestrini poco precise e qualche capriccio degli impianti elettrici accessori, senza contro tuttavia il fascino di una gran turismo V12 che oggi rappresenta un punto d'ingresso relativamente accessibile nel mondo Ferrari classico.



