Dalla 365 GT4 2+2 alla 400: la storia del modello
La Ferrari 400 prende il posto della 365 GT4 2+2 nel 1976, mantenendone il telaio tubolare in acciaio e l'impostazione a quattro posti pensata per i lunghi viaggi. La grande novità sta nella trasmissione: la versione Automatic, con cambio a tre rapporti di derivazione General Motors, diventa la prima Ferrari di serie offerta con il cambio automatico, affiancata dalla variante GT a cambio manuale a cinque marce.
Nel 1979 arriva la 400i, che sostituisce i sei carburatori Weber con l'iniezione elettronica Bosch K-Jetronic per rispondere alle normative antinquinamento sempre più stringenti. La potenza scende leggermente rispetto alla 400 GT, ma la vettura guadagna in regolarità di erogazione. La produzione della famiglia prosegue fino al 1985, quando il testimone passa alla Ferrari 412, evoluzione con motore portato a quasi 5 litri che chiude nel 1989 una delle serie di gran turismo più longeve mai realizzate dalla Casa di Maranello.
Motore
V12 a 60°, anteriore-longitudinale, 4.823 cc
Motore e meccanica
Il cuore della Ferrari 400 è un V12 a 60 gradi di 4.823 cc, con doppio albero a camme in testa e due valvole per cilindro. Nella versione 400 GT, alimentata da sei carburatori doppio corpo Weber, il propulsore eroga 340 CV a 6.500 giri; con l'arrivo della 400i e dell'iniezione elettronica la potenza si assesta tra 310 e 315 CV.
- Trazione posteriore, con motore anteriore-longitudinale
- Sospensioni a doppi bracci oscillanti con molle elicoidali su entrambi gli assi
- Assetto posteriore con correttore idraulico di livello sui modelli così equipaggiati
- Sterzo servoassistito e freni a disco sulle quattro ruote
Il risultato è una vettura capace di superare i 240 km/h di velocità massima, con un carattere più orientato al gran turismo rilassato che alla sportività pura, complice anche un peso a vuoto di circa 1.800 kg.
Potenza massima
340 CV (400 GT) / 310-315 CV (400i)
Il design firmato Pininfarina
Le linee della Ferrari 400 portano la firma di Leonardo Fioravanti per Pininfarina, che disegna una carrozzeria a tre volumi caratterizzata da una singola linea di cintura che attraversa tutta la fiancata, dai gruppi ottici anteriori a quelli posteriori circolari e sdoppiati. Enzo Ferrari stesso la descrisse come una granturismo in abito da sera, sottolineandone la vocazione elegante più che aggressiva.
La scocca è in acciaio, con alcuni pannelli in vetroresina per contenere i pesi, mentre l'abitacolo propone rivestimenti in pelle e inserti in legno pregiato, coerenti con il posizionamento di ammiraglia a quattro posti del marchio.
Velocità massima
Circa 245-250 km/h (400 GT)
Mercato dell'usato: pregi, difetti e affidabilità
Sul mercato dell'usato la Ferrari 400 resta una delle Ferrari V12 classiche più accessibili, con quotazioni che secondo gli annunci più recenti oscillano tra i circa 45.000 e i 150.000 euro a seconda di condizioni, versione e cambio: gli esemplari manuali tendono a essere valutati più delle versioni Automatic.
Trattandosi di una vettura di oltre quarant'anni, gli aspetti da verificare con attenzione in fase di acquisto sono diversi:
- Perdite d'olio e stato della coppa e delle guarnizioni del V12
- Corrosione della carrozzeria in acciaio, soprattutto nei punti di raccordo
- Efficienza dell'impianto elettrico, spesso complesso su queste vetture
- Stato della sospensione posteriore autolivellante, dove presente
- Documentazione completa della manutenzione, fondamentale data la complessità meccanica
Per questo motivo l'acquisto di una Ferrari 400 richiede quasi sempre l'assistenza di un meccanico specializzato in vetture classiche del marchio, capace di valutare correttamente lo stato reale dell'esemplare.
