La genesi: un'auto pensata per il Gruppo B
La 288 GTO nasce da una richiesta diretta di Enzo Ferrari, deciso a portare il Cavallino nella categoria rally-corse più estrema dell'epoca. Il regolamento FIA imponeva la costruzione di almeno 200 esemplari stradali per ottenere l'omologazione: un vincolo che Ferrari rispetta ampiamente, arrivando a costruirne 272 per soddisfare la domanda esplosa dopo il debutto al Salone di Ginevra del 1984.
Il progetto resta però incompiuto sul piano sportivo: dopo il tragico incidente di Henri Toivonen al Tour de Corse del 1986 a bordo di una Lancia Delta S4, la FIA cancella il Gruppo B, e la GTO non correrà mai nella categoria per cui era stata concepita.
Motore
V8 2.855 cc biturbo con intercooler
Motore e prestazioni
Il cuore della 288 GTO è un V8 di 2.855 cm³ posizionato centralmente in senso longitudinale, sovralimentato da due turbocompressori con intercooler e gestito da un'iniezione elettronica Weber-Marelli derivata dall'esperienza in Formula 1. Il propulsore eroga 400 CV a 7.000 giri/min e 496 Nm di coppia, valori che permettono uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e una velocità massima dichiarata di 305 km/h.
Numeri che, nel 1984, ne fanno una delle vetture stradali più veloci al mondo, capace di anticipare la filosofia delle hypercar moderne pur restando, nell'uso quotidiano, più accessibile di quanto le sue cifre lascino immaginare.
Potenza massima
400 CV a 7.000 giri/min
Design e costruzione
- Linee firmate Pininfarina su disegno di Leonardo Fioravanti, che richiamano la 308 GTB ma con proporzioni più tese e aggressive
- Passo allungato rispetto alla 308 per ospitare il motore longitudinale e i due turbocompressori
- Ampio utilizzo di materiali compositi, resine e Kevlar per i pannelli di carrozzeria, in ottica di alleggerimento
- Telaio tubolare in acciaio con sospensioni indipendenti e freni a disco su tutte le ruote
Il risultato è una vettura che sembra una 308 GTB portata all'estremo, ma che in realtà condivide con essa solo l'impostazione stilistica generale.
Velocità massima
305 km/h dichiarati
La rarissima Evoluzione e l'eredità nella storia Ferrari
In parallelo alla versione stradale, Ferrari sviluppa la 288 GTO Evoluzione, pensata per le competizioni Gruppo B vere e proprie. Vengono realizzati alcuni esemplari con carrozzeria ulteriormente alleggerita in Kevlar e fibra di vetro, peso ridotto e potenza portata fino a circa 650 CV, per un progetto tecnico che rimarrà però confinato ai test in pista dopo la cancellazione della categoria.
Il lavoro svolto sulla GTO ed Evoluzione non va perduto: pone le basi tecniche e concettuali sulle quali, nel 1987, nascerà la Ferrari F40, la prima vera erede della filosofia della 288 GTO e capostipite a sua volta di una lunga stirpe di hypercar del Cavallino.









