Un'unica sigla, decine di anime diverse
Parlare di "Ferrari 250" significa in realtà parlare di una intera costellazione di modelli. Sotto questa denominazione convivono vetture con vocazioni molto diverse tra loro: dalle berlinette pensate esclusivamente per la pista, come la 250 Testa Rossa, alle raffinate gran turismo da strada come la 250 GT Lusso, passando per spider eleganti come la California. Il filo conduttore è il motore, il celebre V12 Colombo da circa tre litri, ma le carrozzerie, i telai e le destinazioni d'uso cambiano radicalmente da un modello all'altro.
- Vetture da competizione pura, come la 250 Testa Rossa e la 250 LM
- Gran turismo stradali, come la 250 GT Berlinetta Lusso e la 250 GT/E 2+2
- Spider eleganti, come la 250 GT California
- Vetture ibride tra pista e strada, come la celebre 250 GTO
Motore
V12 Colombo, 60 gradi, 2953 cc
Il cuore pulsante: il V12 Colombo
Tutta la famiglia 250, con la sola eccezione della prima 250 Europa che montava un differente V12 firmato Aurelio Lampredi, si affida al motore progettato da Gioachino Colombo: un dodici cilindri a V di 60 gradi, con cilindrata complessiva di 2953 centimetri cubici. Le potenze variavano sensibilmente a seconda dell'allestimento, partendo da circa 230-240 CV nelle vetture stradali più orientate al comfort fino a raggiungere e superare i 300 CV nelle versioni da competizione come la Testa Rossa e la GTO, alimentate da sei carburatori Weber.
Potenza
Da circa 230 CV fino a 300 CV nelle versioni da competizione
Le vittorie che hanno costruito il mito
Gli anni della 250 coincidono con uno dei periodi più vittoriosi della storia sportiva Ferrari. La 250 Testa Rossa si è imposta più volte alla 24 Ore di Le Mans, contribuendo ai titoli mondiali costruttori conquistati dalla Casa di Maranello tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta. La 250 GT Berlinetta ha dominato per anni il Tour de France Automobile, mentre la 250 GTO ha regalato a Ferrari tre titoli consecutivi nel Campionato Internazionale Gran Turismo. Anche il capostipite della famiglia, la 250 S, aveva aperto le danze vincendo la Mille Miglia nel 1952.
Anni di produzione
1952-1964
La 250 GTO, l'icona assoluta
Presentata a Maranello nel febbraio del 1962, la 250 GTO rappresenta il vertice della gamma: una vettura omologata per le gare Gran Turismo ma capace di ottenere risultati di rilievo anche nelle corse per prototipi, come le piazze d'onore ottenute a Le Mans e Sebring nel 1962. Ne furono realizzati appena 36 esemplari ufficiali, il che ne fa oggi una delle automobili più rare e ricercate al mondo. Il suo valore è cresciuto nel tempo fino a raggiungere, in alcune transazioni private e in asta, cifre che hanno più volte stabilito nuovi record assoluti per un'automobile, superando anche i 50 milioni di dollari.
Modello più celebre
Ferrari 250 GTO (1962-1964)
Il tramonto di un'epoca
La produzione della famiglia 250 si esaurisce progressivamente entro la metà degli anni Sessanta, lasciando spazio alle nuove gamme Ferrari 275 e Ferrari 330, che introdurranno cilindrate maggiori e soluzioni meccaniche più moderne, come il cambio transaxle a cinque marce. Resta però il fatto che, in poco più di un decennio, la sigla 250 ha accompagnato alcune delle vetture più influenti mai prodotte da Maranello, gettando le basi dell'immaginario Ferrari ancora oggi riconosciuto in tutto il mondo.
