Due auto, un solo nome: la storia della sigla DR1
La prima DR1 debutta come prototipo semi-definitivo al Motor Show di Bologna alla fine del 2008 e arriva in concessionaria da dicembre 2009. È una citycar a cinque porte assemblata con la formula CKD (Complete Knock Down) nello stabilimento di Macchia d'Isernia, a partire da componenti prodotti in Cina da Chery per la Riich M1. Resta a listino fino al 2014, quando la produzione si interrompe per il calo della domanda; secondo alcune fonti storiche ne sarebbero state realizzate poco più di 5.400 unità, dato da considerare indicativo.
Per quasi un decennio il segmento delle citycar del marchio viene coperto da altri modelli, fino a quando nel 2023 il nome DR1 torna sul mercato con un significato completamente diverso: la DR 1.0 EV, prima vettura 100% elettrica del costruttore molisano, derivata dalla Chery eQ1 e presentata in anteprima come concept al Milano Monza Motor Show 2022 con il nome Sportequipe S1.
Carrozzeria
5 porte (DR1 2009) / 3 porte (DR 1.0 EV)
Motori e dimensioni
La DR1 del 2009 puntava tutto sulla flessibilità di alimentazione: il propulsore 1.3 16V da 83 CV era disponibile in versione benzina, GPL bifuel e, dal 2010, anche a metano bifuel, sempre abbinato al cambio manuale a 5 marce e alla trazione anteriore. Dal 2011 si è aggiunto anche un 1.1 16V. Le dimensioni erano quelle tipiche di una citycar: intorno ai 3,6 metri di lunghezza, passo di 2.330 mm e un bagagliaio che partiva da circa 180 litri fino a superare i 400 litri abbattendo gli schienali posteriori.
- 1.3 16V benzina: 83 CV, 114 Nm, 0-100 km/h in 12 secondi
- 1.3 16V GPL bifuel: circa 80 CV
- 1.3 16V metano bifuel: 75 CV
- 1.1 16V (dal 2011): potenza inferiore, alternativa d'ingresso alla gamma
La DR 1.0 EV cambia completamente impostazione: è una citycar a tre porte di soli 3,2 metri di lunghezza, con passo di 2.150 mm e trazione posteriore affidata a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 45 kW (61 CV) e 150 Nm di coppia. La batteria da 31 kWh garantisce un'autonomia dichiarata di circa 210 km nel ciclo combinato WLTP, che sale fino a 294 km nel solo ciclo urbano. La ricarica in corrente alternata arriva fino a 6,6 kW, mentre in corrente continua si può toccare i 40 kW; la garanzia sulla batteria copre 8 anni o 100.000 km.
Anni di produzione
2009-2014 e dal 2023
Prezzi e allestimenti
La DR1 originaria puntava su un prezzo di ingresso molto aggressivo: la versione benzina partiva da poco più di 9.000 euro, mentre la variante GPL superava di poco gli 11.000 euro. La gamma era essenziale, con un unico allestimento ricco di serie e una versione speciale, la "DR1 Ambassador", offerta a prezzo ulteriormente scontato in cambio dell'esposizione di una livrea pubblicitaria per un anno.
La DR 1.0 EV segue una logica simile, con un allestimento pressoché unico arricchito da un eventuale pacchetto estetico opzionale. Il listino pieno si è mosso nel tempo tra i 22.000 e i 27.000 euro circa, ma il prezzo effettivamente pagato dal cliente scende in modo significativo, anche sotto i 20.000 euro, grazie a incentivi statali e bonus rottamazione, che vanno verificati caso per caso al momento dell'acquisto.
Pregi e difetti secondo le prove su strada
Le prove dell'epoca sulla prima DR1 ne apprezzavano lo spazio a bordo e la ricchezza di dotazione a fronte di un prezzo molto contenuto, ma segnalavano plastiche di scarsa qualità, assenza di ESP e di airbag laterali, oltre a uno sterzo poco preciso e a una rumorosità superiore alla media.
Sulla DR 1.0 EV i test più recenti confermano un'autonomia reale vicina al dato dichiarato e consumi energetici contenuti in città, con una tenuta di strada adeguata anche fuori dal contesto urbano. I rilievi critici riguardano soprattutto il prezzo di listino, giudicato alto rispetto a dotazione e prestazioni, la potenza di ricarica in corrente alternata non aggiornata agli standard più recenti e la dotazione di sicurezza limitata a due soli airbag, senza sistemi di assistenza alla guida avanzati.









