Motore e meccanica
Sotto il cofano posteriore della DMC-12 lavora un V6 di 2,85 litri sviluppato congiuntamente da Peugeot, Renault e Volvo, noto come motore PRV, in grado di erogare circa 132 CV e 207 Nm di coppia.
- Motore posteriore a sbalzo, in posizione longitudinale
- Cambio manuale a 5 rapporti di derivazione Renault oppure automatico a 3 marce a richiesta
- Telaio a traliccio in acciaio con scocca in fibra di vetro rivestita dai pannelli in acciaio inossidabile
- Assetto derivato dalla Lotus Esprit, con ripartizione dei pesi sbilanciata verso il retrotreno
Motore
V6 PRV 2.85 litri a benzina
Design e porte ad ali di gabbiano
Il tratto distintivo della DMC-12 è il disegno di Giorgetto Giugiaro, che sceglie linee spigolose e una carrozzeria priva di verniciatura, lasciando a vista il colore naturale dell'acciaio inossidabile.
Le celebri porte ad ali di gabbiano, apribili verso l'alto grazie a barre di torsione, sono diventate uno degli elementi più imitati e citati nella storia del design automobilistico, pur restando un componente meccanico delicato e soggetto a usura.
Potenza
132 CV
Affidabilità e difetti di gioventù
La fretta con cui la DMC-12 arrivò sul mercato si è tradotta in una serie di problemi di gioventù mai completamente risolti nel breve arco di produzione.
- Infiltrazioni d'acqua legate all'antenna radio nei primi esemplari
- Impianto elettrico sottodimensionato rispetto alle esigenze dell'auto
- Iniezione meccanica Bosch K-Jetronic soggetta a tarature difficoltose
- Assenza di un braccetto di supporto adeguato per le sospensioni anteriori, causa di usura precoce
Il motore PRV, invece, si è rivelato nel tempo l'elemento meccanicamente più solido dell'intera vettura.
Velocità massima
Circa 180 km/h
Il mito di Ritorno al Futuro e il mercato dell'usato
La popolarità della DMC-12 non nasce dal successo commerciale, arrivato solo dopo la chiusura della casa, ma dal ruolo di macchina del tempo nella trilogia cinematografica di Robert Zemeckis, che ha reso l'auto un'icona riconosciuta ben oltre il mondo dell'automobile.
Sul mercato del collezionismo questo status si traduce in quotazioni molto variabili: gli esemplari con basso chilometraggio, carrozzeria integra e documentazione completa raggiungono valori significativamente superiori rispetto alle unità con più utilizzo o interventi di ripristino.