Un badge nobile su meccanica Jaguar
La Sovereign nasce da un'operazione di badge engineering: Jaguar, che nel 1960 aveva rilevato Daimler, decise di riutilizzare il prestigioso marchio di Coventry per vestire di lusso le proprie berline. La prima Sovereign, presentata nel 1966, condivideva pianale e motore 4.2 litri con la Jaguar 420, ma si distingueva per la tradizionale griglia scanalata, il mascherone a D alata al posto del felino rampante e una dotazione di serie più ricca, incluso il servosterzo.
Il legame di Daimler con la Corona britannica, sancito dal Royal Warrant ottenuto nel 1902, continuava così a essere evocato anche su una vettura di derivazione Jaguar, offrendo a una clientela più riservata un'alternativa dallo stile meno appariscente rispetto al leaping cat.
Motori
6 cilindri in linea 2.8, 3.4 e 4.2 litri; V12 5.3 litri (Double-Six)
Le generazioni: dal 420 alla Series III
Nel 1969 la Sovereign passa alla nuova piattaforma XJ6, dando origine a tre serie successive:
- Series I (1969-1973): disponibile con motori 2.8 e 4.2 litri; dal 1972 debutta la variante V12 5.3 litri, che assume il nome Double-Six.
- Series II (1973-1979): introduce la versione a passo allungato e, dal 1975, sostituisce il 2.8 con il nuovo 3.4 litri; nello stesso periodo viene proposta anche una rara coupé a due porte, prodotta fino al 1978.
- Series III (1979-1983): riceve un restyling della parte superiore della carrozzeria firmato Pininfarina, il motore 4.2 con iniezione da 205 CV e, come opzione, il cambio manuale a cinque marce di origine Rover.
Nel 1983 il nome Sovereign viene ceduto alla Jaguar per identificarne le versioni più lussuose, mentre le vetture a marchio Daimler proseguono con altre denominazioni, come 4.2 e Double Six.
Carrozzeria
Berlina 4 porte (e coupé 2 porte in edizione limitata 1975-1978)
Motori e meccanica
Il cuore della Sovereign è sempre stato il sei cilindri in linea XK, evoluto nel tempo: dal 4.2 litri da circa 245 CV (misurati secondo lo standard SAE) della prima serie derivata dalla 420, fino al 4.2 a iniezione da 205 CV della Series III. Nel mezzo, il 2.8 litri della Series I e il 3.4 litri introdotto nel 1975 hanno ampliato la gamma verso l'accesso più contenuto, mentre il V12 5.3 litri Double-Six ha rappresentato per anni il vertice tecnico e prestazionale della famiglia XJ a marchio Daimler.
Meccanicamente la Sovereign non si discosta dalla Jaguar corrispondente: stessa sospensione posteriore indipendente, stesso schema di trazione posteriore e lo sterzo servoassistito Marles Varamatic, di serie su tutte le Sovereign fin dagli esordi.
Anni di produzione
1966-1983
Interni: il lusso secondo Daimler
All'interno la Sovereign si differenziava dalla Jaguar per finiture ancora più curate: pelle Connolly di qualità superiore, maggiore quantità di radica e, sui modelli più evoluti, tavolini pieghevoli per i passeggeri posteriori con divano a due posti al posto del sedile piatto a tre posti delle Jaguar. Ogni dettaglio era pensato per sottolineare la vocazione da vettura di rappresentanza, coerente con la storica clientela borghese e aristocratica del marchio.
Base meccanica
Jaguar 420 (1966-1969), poi Jaguar XJ6 Series I, II e III
Affidabilità e mercato dell'usato oggi
Chi valuta oggi una Daimler Sovereign come auto d'epoca deve mettere in conto due criticità principali. La prima è la carrozzeria: la ruggine è il nemico numero uno di queste vetture, e un controllo approfondito di fondi, passaruota e longheroni è indispensabile prima dell'acquisto. La seconda riguarda il motore 4.2 litri prodotto prima del 1983, soggetto a cricche tra le canne cilindro che richiedono una riparazione impegnativa; dal 1983 il blocco motore venne rivisto proprio per eliminare questo difetto.
Superati questi controlli, la meccanica Jaguar-Daimler si dimostra solida con una manutenzione regolare. Trattandosi ormai di un'auto da collezione, la disponibilità di esemplari ben conservati e non arrugginiti resta il fattore che più incide sul valore e sulla soddisfazione d'uso.
