Dal V12 degli anni '20 al revival firmato Jaguar
La prima Double Six nasce nel 1926 come risposta di Daimler alle grandi ammiraglie dell'epoca: un V12 a 60 gradi con valvole a camicia rotante, offerto negli anni successivi in tagli di cilindrata che vanno dai 3,7 ai 7,1 litri, pensato per garantire silenziosità e coppia elevata alle vetture di rappresentanza del marchio. La produzione di questa prima serie si ferma nel 1938.
Il nome torna nel 1972, quando Jaguar, che controlla Daimler dal 1960, introduce il proprio nuovo motore V12 5.3 litri sulla berlina XJ e decide di riservarne una versione alla gamma Daimler. A volere il ritorno del nome fu il dirigente Jaguar Lofty England, ex apprendista Daimler che negli anni '30 aveva gareggiato al volante di una Double Six d'epoca.
Motore
V12 Jaguar 5.3 litri, poi 6.0 litri
Motore e meccanica
La Double Six moderna condivide il pianale e la meccanica con la Jaguar XJ12, distinguendosi principalmente per gli allestimenti e le finiture. Il cuore è sempre il V12 Jaguar: nella prima serie eroga circa 250-300 CV a seconda del mercato e delle normative sulle emissioni, mentre dal 1981 arriva la versione denominata HE (High Efficiency), che migliora sensibilmente i consumi aumentando al contempo coppia e potenza.
Nel 1993, con l'arrivo della carrozzeria XJ40 aggiornata per ospitare il dodici cilindri, la cilindrata sale a 6,0 litri: è la versione più potente mai montata su una Daimler di serie, capace di superare i 300 CV.
Potenza
Da circa 250 a oltre 300 CV a seconda della versione
Design, comfort e allestimenti
Esternamente la Double Six si differenzia dalla Jaguar XJ12 quasi solo per la calandra e per le finiture cromate, mantenendo la stessa griglia delle versioni a sei cilindri della gamma Daimler: a distinguerla sono soprattutto gli stemmi e il trattamento degli interni.
- La versione Vanden Plas, lanciata già nel 1972, adotta un passo allungato di circa 10 cm interamente dedicato allo spazio per i passeggeri posteriori
- Sedili e pannelli rivestiti in pelle secondo la tradizione Vanden Plas, con inserti in radica
- Dotazioni di serie molto ricche per l'epoca, tra cui climatizzazione, alzacristalli elettrici e impianto audio con antenna elettrica
Il risultato è una vettura pensata per il comfort di chi viaggia dietro, in perfetto stile berlina di rappresentanza britannica.
Carrozzeria
Berlina 4 porte, coupé 2 porte nel periodo 1975-1977
Affidabilità e mercato dell'usato
Gli esemplari più datati, costruiti negli anni difficili della British Leyland, scontano problemi di qualità costruttiva diffusi all'epoca: la complessità del V12 rende la diagnosi dei guasti più laboriosa rispetto ai sei cilindri, e la corrosione della carrozzeria resta uno dei rischi principali per chi valuta un acquisto. Le versioni successive al 1981, con motore HE, offrono generalmente maggiore affidabilità e consumi più contenuti, pur restando una vettura impegnativa da mantenere.
Oggi la Double Six è considerata un'alternativa più rara ed esclusiva alla Jaguar XJ12 sul mercato delle auto d'epoca, apprezzata da chi cerca un'ammiraglia british dal fascino discreto, ma richiede attenzione nella verifica dello stato di carrozzeria, impianto elettrico e tenuta del motore prima dell'acquisto.
