Motore e meccanica
Il cuore della Tico è il tre cilindri S-TEC da 796 cm³, versione prodotta in Corea del propulsore Suzuki F8B. Nella configurazione di lancio, alimentata a carburatore, eroga 48 CV a 5000 giri e 64 Nm di coppia a 3000 giri, abbinati a un cambio manuale a cinque marce; sul mercato coreano era disponibile anche un automatico a tre rapporti.
- Trazione anteriore
- Peso a vuoto attorno ai 640-680 kg
- Velocità massima dichiarata di circa 143 km/h
Nel corso della produzione il motore viene aggiornato con l'iniezione elettronica al posto del carburatore, un passaggio che consente di rispettare la normativa Euro 2 e che nella versione europea SX porta la potenza a circa 41 CV, con un assetto complessivo orientato più alla regolarità di funzionamento che alle prestazioni pure.
Potenza
40-48 CV a seconda della versione
Dimensioni e abitabilità
Con una lunghezza di 3.340 mm, una larghezza di 1.400 mm e un passo di 2.335 mm, la Tico rientra pienamente nel segmento delle city car più compatte del suo tempo. La carrozzeria a cinque porte privilegia la praticità d'uso quotidiano, mentre il bagagliaio, pur limitato a vettura chiusa, può ampliarsi notevolmente abbattendo i sedili posteriori grazie al layout semplice dell'abitacolo.
Anni di produzione
1991-2002
Diffusione internazionale e successo commerciale
La Tico deve gran parte della sua fama alla capillare diffusione produttiva: oltre alla Corea del Sud, viene assemblata in Polonia, Uzbekistan e Romania, un assetto industriale che ne abbassa i costi e ne facilita la vendita nei mercati dell'Europa dell'Est, dove negli anni Novanta diventa una delle utilitarie più vendute.
Fuori dal continente europeo, con il nome Daewoo Fino, la vettura trova un mercato particolarmente ricettivo in America Latina: in Perù, in particolare, la Tico diventa per anni il mezzo preferito dai tassisti di Lima, complice il peso contenuto e i costi di gestione minimi, prima che nuove normative sui requisiti minimi dei veicoli da taxi ne decretino il progressivo ritiro dalla circolazione.
Modello derivato da
Suzuki Alto (terza generazione, 1988)
Affidabilità e mercato dell'usato
La semplicità costruttiva è il principale punto di forza della Tico anche a distanza di decenni: la meccanica essenziale, priva di elettronica complessa, rende gli interventi di manutenzione relativamente economici e alla portata di molte officine generiche. Il passaggio del marchio Daewoo prima a General Motors e poi la successiva confluenza di componenti e rete nei marchi Chevrolet e Opel ha contribuito a mantenere una discreta disponibilità di ricambi.
Tra le criticità più segnalate dai proprietari figurano problemi occasionali all'impianto frenante e alla strumentazione di bordo, oltre ai limiti intrinseci di una vettura pensata per l'uso urbano e priva delle moderne dotazioni di sicurezza. Sul mercato dell'usato la Tico si colloca comunque tra le proposte più economiche disponibili, coerentemente con il posizionamento che l'ha resa celebre fin dal lancio.