Dal fuoristrada SsangYong al badge Daewoo
Il nome Daewoo Rexton nasce da un intreccio societario più che da un progetto pensato fin dall'origine per il marchio coreano. Nel 1998 Daewoo rilevò SsangYong Motor, ma già nel 2000, per le difficoltà finanziarie dell'intero gruppo, dovette cederne il controllo.
Ciò nonostante, quando nel 2001 SsangYong presentò il nuovo Rexton come proprio SUV di punta, in alcuni mercati europei come la Francia il modello continuò per un certo periodo a essere distribuito con il marchio Daewoo, senza alcuna differenza tecnica o di allestimento rispetto alla versione SsangYong: un accordo legato alla rete commerciale ereditata dai due marchi, più che un vero modello Daewoo sviluppato autonomamente.
La commercializzazione con il badge Daewoo si interruppe all'inizio del 2003, lasciando spazio, da giugno dello stesso anno, al debutto europeo del Rexton con il marchio SsangYong.
Anni di produzione col marchio Daewoo
2001-2003
Il design firmato Italdesign Giugiaro
Il Rexton nacque nel 2001 da un progetto affidato a Italdesign, lo studio torinese guidato da Giorgetto Giugiaro, che ne curò sia gli esterni sia gli interni. Ne risultò un SUV di grandi dimensioni dalle proporzioni imponenti, costruito su una piattaforma derivata su licenza da quella della Mercedes-Benz Classe M.
- Lunghezza: 4.720 mm
- Larghezza: 1.870 mm
- Altezza: 1.830 mm
- Coefficiente aerodinamico: 0,39
La carrozzeria a cinque porte poteva ospitare configurazioni con diverso numero di posti a sedere, una caratteristica che contribuì a rendere il Rexton un SUV versatile, adatto tanto all'uso familiare quanto a un impiego più orientato al fuoristrada.
Motori e trazione integrale
Nella versione europea venduta con il marchio Daewoo, il Rexton era proposto con due sole motorizzazioni, entrambe derivate dall'esperienza SsangYong sul Musso e prodotte su licenza Mercedes-Benz: un cinque cilindri turbodiesel da 2.874 cc per gli allestimenti base e un sei cilindri a benzina da 3.150 cc per le versioni più prestazionali.
La gamma complessiva della prima generazione, disponibile con il badge SsangYong negli altri mercati europei, comprendeva anche un quattro cilindri a benzina 2.3 da 150 CV e un turbodiesel common rail 2.7 da 162 CV e 342 Nm di coppia massima. In ogni configurazione il Rexton montava di serie una trazione integrale a inserimento part-time, coerente con l'impostazione a telaio separato pensata per un utilizzo anche fuoristradistico.
La fine del badge Daewoo e l'eredità del Rexton
Con il passaggio al marchio SsangYong nel giugno 2003, il Rexton della prima serie proseguì la propria carriera commerciale fino al 2006, quando venne sostituito da una seconda generazione con motorizzazioni diesel XDi più moderne e conformi alle normative Euro 5.
Il nome Rexton è sopravvissuto ad altre due generazioni successive, fino all'attuale SUV prodotto sotto il marchio KGM, erede di SsangYong. Il breve episodio targato Daewoo resta però un dettaglio noto soprattutto agli appassionati: la testimonianza di un momento di transizione tra due case coreane che, nel giro di pochi anni, presero strade separate.