Uno sviluppo firmato da due grandi nomi del design italiano
Uno degli aspetti più curiosi della Lacetti è la doppia paternità stilistica: le versioni berlina e station wagon portano la firma di Pininfarina, mentre la cinque porte fu disegnata da Giorgetto Giugiaro attraverso Italdesign. Una scelta che testimonia quanto General Motors, all'epoca proprietaria di Daewoo, puntasse sul design italiano per rendere più appetibile un'auto pensata soprattutto per i mercati emergenti e per l'esportazione verso l'Europa.
- Berlina 4 porte e station wagon disegnate da Pininfarina
- Versione a 5 porte firmata da Italdesign Giugiaro
- Piattaforma derivata dalla precedente Daewoo Nubira
Anni di produzione
2002-2011 (in Italia come Daewoo solo nel 2004)
Motori: dal 1.4 di base al diesel 2.0
La gamma motori della Lacetti europea comprendeva diverse unità a benzina, dal 1.4 d'accesso fino al 1.8, affiancate in un secondo momento da un turbodiesel 2.0 e da una variante alimentata a GPL, la Lacetti Eco Logic, introdotta per contenere i costi di esercizio. Si tratta di propulsori semplici e poco sofisticati nella risposta, coerenti con il posizionamento economico del modello, ma capaci di garantire un'autonomia interessante soprattutto nelle versioni a gas.
- Benzina 1.4 e 1.6 per le versioni d'ingresso
- Benzina 1.8 per le versioni più prestazionali
- Turbodiesel 2.0
- Variante GPL Eco Logic per i costi di gestione più contenuti
Un'auto globale con molti nomi diversi
La Lacetti nacque come progetto internazionale di General Motors e per questo fu venduta in tutto il mondo con denominazioni differenti a seconda del mercato: in alcuni paesi europei le versioni berlina e wagon furono proposte come Daewoo Nubira, mentre in Nord America arrivò come Suzuki Forenza e Suzuki Reno. Con il passaggio al marchio Chevrolet divenne Chevrolet Optra in molti mercati extraeuropei, oltre a comparire come Holden Viva in Australia e Buick Excelle in Cina. Una strategia di badge engineering tipica dei grandi gruppi automobilistici, pensata per sfruttare la stessa base tecnica su reti commerciali diverse.
La seconda generazione, riservata alla Corea del Sud
Nel 2008 debuttò una seconda generazione, commercializzata come Daewoo Lacetti Premiere, che tecnicamente altro non era se non una versione con marchio Daewoo della Chevrolet Cruze, sviluppata congiuntamente da GM Daewoo, Holden e General Motors. Questa generazione rimase però confinata al mercato sudcoreano e non arrivò mai in Europa, dove nel frattempo il marchio Daewoo era già stato sostituito da Chevrolet. La produzione e la commercializzazione con il nome Daewoo si conclusero definitivamente all'inizio del 2011, quando il marchio coreano fu ritirato anche dal mercato interno.
Comprare una Lacetti usata: cosa sapere
Oggi la Daewoo Lacetti si trova sul mercato dell'usato a prezzi molto contenuti, spesso ben al di sotto dei 2.000 euro, complice anche la scarsa richiesta di un marchio non più attivo commercialmente. È un'auto adatta a chi cerca un primo mezzo economico o un'utilitaria da usare con parsimonia, ma vanno messi in conto alcuni compromessi tipici di una compatta di fascia bassa dei primi anni 2000: motori poco reattivi, qualche difetto di gioventù nella componentistica elettrica minore e una rete di ricambi meno capillare rispetto ai marchi generalisti ancora sul mercato.
- Verificare lo stato dell'eventuale impianto GPL e la data dell'ultima revisione della bombola
- Controllare l'usura di cambio e frizione, punti storicamente meno precisi
- Valutare la disponibilità dei ricambi presso ricambisti generici, vista la fine della rete ufficiale Daewoo