Un progetto nato negli anni '80 e arrivato in ritardo
La storia della Nova comincia molto prima della sua presentazione ufficiale. Il progetto interno, siglato R523, prese avvio a metà degli anni Ottanta con l'obiettivo di dare a Dacia la sua prima vettura sviluppata senza appoggiarsi a un modello Renault già esistente. I lavori furono interrotti all'inizio degli anni Novanta a causa delle difficoltà economiche e politiche legate alla transizione post-comunista in Romania.
Quando la Nova debuttò finalmente nel 1995, il suo stile risultava già datato, con linee ispirate a berline francesi di dieci anni prima come la Renault 11 e la Peugeot 309.
Motorizzazioni
Benzina 1.4L 63 CV e 1.6L 73 CV
Motori e meccanica
La gamma motori della Nova era interamente a benzina e derivava da propulsori già collaudati sulla gamma classica Dacia.
- 1.4 e 1.4 GLi: 1.397 cm³, 63 CV
- 1.6 GT: 1.557 cm³, 73 CV, alimentazione a carburatore
- 1.6 GTi: 1.557 cm³, 73 CV, con iniezione elettronica introdotta dal 1998
Il layout era quello classico a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, con carrozzeria a cinque porte lunga circa 4,03 metri e un peso contenuto, intorno ai 940 kg.
Anni di produzione
1995-2000
Il restyling del 1996 e l'iniezione Bosch del 1998
Appena un anno dopo il lancio, nel 1996, la Nova ricevette un primo aggiornamento estetico che ne ammorbidì il disegno, rendendola più gradita al pubblico rispetto alla versione di debutto.
Un secondo passo avanti arrivò nel 1998, quando la versione GTi fu la prima Dacia della storia a montare un sistema di iniezione elettronica monopoint Bosch al posto del tradizionale carburatore, con benefici su regolarità di funzionamento e consumi.
Modello erede
Dacia SupeRNova (dal 2000)
Perché la Nova non fu un successo commerciale
Nonostante l'impostazione più moderna rispetto alla gamma classica Berlina e Break, la Nova non riuscì a diventare un best seller in casa Dacia. Le ragioni principali riguardavano una qualità costruttiva percepita come inferiore, uno spazio di carico più ridotto e un prezzo di listino superiore rispetto ai modelli storici che era chiamata ad affiancare.
Questo mix di fattori ne limitò la diffusione e, ancora oggi, gli esemplari sopravvissuti sono relativamente pochi.
L'eredità: dalla Nova alla SupeRNova
Nel 1999 il gruppo Renault acquisì il controllo di Dacia, avviando un percorso di rilancio industriale del marchio. Una delle prime conseguenze fu la sostituzione, a partire dal 2000, della Nova con la Dacia SupeRNova: un restyling della stessa vettura, che ne manteneva pianale e impostazione generale ma introduceva un nuovo motore 1.4 di origine Renault da 75 CV, con iniezione multipoint, marmitta catalitica e un cambio manuale a cinque rapporti rivisto.









