Storia e generazioni
La Citroën Saxo debutta nel 1996 come erede della AX, con cui condivide l'impostazione generale ma non la piattaforma, sviluppata invece in comune con la Peugeot 106 nell'ambito della collaborazione tecnica tra i due marchi del gruppo PSA. La differenza principale rispetto alla cugina di Sochaux riguarda la scocca e gli allestimenti degli interni, mentre meccanica e pianale restano in larga parte condivisi.
Nel 1999 la gamma riceve un restyling che rinnova i gruppi ottici, la calandra e il cofano, oltre a introdurre l'iniezione multipoint sul motore 1.1i d'ingresso. La produzione prosegue fino al 2003, quando il testimone passa alle nuove Citroën C2 e C3, con le quali la Saxo chiude una carriera commerciale di oltre 1,2 milioni di esemplari costruiti nello stabilimento di Aulnay-sous-Bois.
Curiosità: in Giappone il modello viene commercializzato come Citroën Chanson, perché il nome Saxo risultava già registrato da Honda.
Potenza massima
120 CV (VTS 16v)
Motorizzazioni e allestimenti
La gamma motori riprende in gran parte l'architettura TU già impiegata su Peugeot 205 e Citroën AX, tutta aspirata e declinata in più cilindrate. Tra le benzina si spazia dal 1.0 TU9 da 50 CV all'1.1 TU1 da 60 CV, passando per l'1.4 TU3 da 75 CV fino al 1.6 TU5 da 88-90 CV montato sulla VTR. Al vertice della gamma si colloca la VTS, equipaggiata con il 1.6 TU5J4 16 valvole da 120 CV, capace di spingere l'utilitaria fino a 205 km/h.
Per chi cercava consumi contenuti era disponibile il diesel 1.5 TUD5 da circa 57-58 CV, mentre una selezione di versioni poteva contare su un cambio automatico a 4 rapporti. Completa il quadro la rara Saxo Électrique, prodotta in 2.174 esemplari con motore elettrico e autonomia dichiarata di circa 80 km.
- VTR: allestimento sportivo intermedio
- VTS: top di gamma sportivo con motore 16 valvole
- Sport: versione finale di fine carriera con il 1.6 da 98 CV
Unità prodotte
Oltre 1,2 milioni
Dimensioni, guida e sicurezza
Con una lunghezza compresa tra 3,72 e 3,74 metri, una larghezza intorno a 1,60 metri e un peso che nelle versioni più leggere non supera gli 805 kg, la Saxo si muove con l'agilità tipica delle citycar dell'epoca. La posizione di guida bassa e l'ottima visibilità la rendono particolarmente maneggevole nel traffico urbano e nelle manovre di parcheggio.
Il crash test Euro NCAP del 2000 ha assegnato al modello 2 stelle su 5, un risultato che riflette gli standard di sicurezza passiva dell'epoca, ben lontani da quelli attuali. Sul fronte dinamico, il retrotreno leggero e le sospensioni morbide abbinate a pneumatici di piccola sezione richiedono una guida attenta in curva, specialmente sul bagnato.
Anni di produzione
1996 - 2003
Eredità sportiva e mercato dell'usato
La Saxo VTS ha rappresentato per Citroën l'ideale prosecuzione della AX GTi, pensata come una piccola go-kart stradale accessibile e divertente da guidare. Il marchio ha costruito attorno al modello un intero ecosistema motoristico, con i campionati monomarca Saxo Cup, Saxo Challenge e Saxo Rallycross pensati per far crescere giovani piloti.
Proprio dalla Saxo Kit Car, evoluta poi nella categoria Super 1600, è arrivato il trampolino di lancio per Sébastien Loeb, che nel 2001 ha conquistato il primo Junior World Rally Championship della storia al volante di una Saxo S1600 affiancato dal navigatore Daniel Elena.
Sul mercato dell'usato la semplicità meccanica gioca a favore dell'affidabilità nel tempo, ma vale la pena controllare con attenzione lo stato di frizione e cambio, spesso indicati come punti deboli, oltre alla tenuta della carrozzeria dalla ruggine sugli esemplari più datati.









