Una risposta moderna alla 2CV
La Dyane nasce per affiancare, non per sostituire, la 2CV: Citroen vuole intercettare quella parte di clientela attratta dalla praticità della Renault 4, apparsa nel 1961 e diventata rapidamente una minaccia commerciale per l'utilitaria transalpina. La ricetta tecnica resta quella della 2CV, con motore bicilindrico anteriore e sospensioni pensate per il massimo comfort, ma la carrozzeria viene ridisegnata con linee più squadrate, fari integrati nei parafanghi anteriori e soprattutto un ampio portellone posteriore che ne aumenta la versatilità di carico.
- Debutto commerciale nell'autunno 1967 con il motore da 425 cc
- Arrivo della Dyane 6, equipaggiata con il propulsore da 602 cc, nel gennaio 1968
- Meccanica derivata direttamente dalla 2CV, con capote in tela apribile e sedili semplificati
Motore
Bicilindrico boxer raffreddato ad aria, 425-602 cc
Motori e caratteristiche tecniche
Nel corso della carriera la gamma motori si evolve gradualmente. Al lancio la Dyane monta un bicilindrico da 425 cc con 21 CV, sostituito poco dopo dalla versione Dyane 4 da 435 cc e 26 CV. La variante più diffusa resta però la Dyane 6, dotata del propulsore da 602 cc che, nelle diverse messe a punto, eroga tra i 28 e i 35 CV e consente di raggiungere circa 120 km/h. Tutti i motori sono bicilindrici boxer raffreddati ad aria, abbinati a cambio manuale e trazione anteriore.
Nel 1970 arriva un aggiornamento significativo con l'introduzione del terzo finestrino laterale posteriore, pensato per ridurre l'angolo cieco, mentre la nuova generazione del motore 602 cc porta un incremento di potenza. Gli anni successivi vedono ritocchi minori, come le maniglie delle portiere rinnovate nel 1973 e la calandra in plastica nera introdotta nel 1975.
Potenza
Da 21 a 35 CV
Il fenomeno Dyane in Italia
Se in Francia la Dyane fatica a scalfire l'affetto del pubblico per la 2CV, in Italia la storia è diversa: la campagna pubblicitaria che la ribattezza l'auto in jeans, giocando sul carattere semplice e informale della vettura, ne fa un vero oggetto di culto. I concessionari italiani spingono per l'adozione del motore da 602 cc derivato dalla Ami 6, più adatto alle esigenze di un mercato interessato anche alle percorrenze extraurbane. Il successo italiano è tale che l'ultimo esemplare della Dyane viene venduto proprio nel nostro paese, nel 1984, un anno dopo la fine della produzione.
Velocità massima
Da 100 a 120 km/h a seconda della versione
Fine carriera ed eredità
La produzione della Dyane si chiude nel giugno 1983, dopo essere stata trasferita negli ultimi anni anche agli stabilimenti spagnoli di Vigo e portoghesi di Mangualde. In totale vengono realizzati oltre 1,44 milioni di esemplari, ai quali si aggiungono circa 253.000 unità della Acadiane, la versione commerciale con cassone derivata dalla Dyane e introdotta nel 1978 in sostituzione del furgoncino 2CV.
Oggi la Dyane è un'auto ricercata dal collezionismo giovanile e da chi si avvicina per la prima volta all'universo delle citroen a cilindri contrapposti: meno celebrata della 2CV, resta comunque un simbolo di un'epoca in cui la semplicità meccanica era sinonimo di libertà d'uso.


