Una rivoluzione presentata al Salone di Parigi
Quando la DS 19 debutta il 6 ottobre 1955, il pubblico si trova davanti a una vettura che sembra arrivata da un'altra epoca. La carrozzeria aerodinamica, priva dei riferimenti stilistici tipici degli anni Cinquanta, è opera dello scultore Flaminio Bertoni, mentre l'impostazione tecnica porta la firma dell'ingegnere André Lefèbvre.
L'entusiasmo del pubblico si traduce in un numero record di ordini raccolti nei primi giorni di esposizione, a testimonianza di quanto la proposta Citroën fosse percepita come uno scarto netto rispetto alla concorrenza dell'epoca.
Motorizzazioni
Benzina 4 cilindri, 1911-2347 cc
Il cuore tecnico: sospensione idropneumatica e freni a disco
L'elemento più innovativo della DS è la sospensione idropneumatica sviluppata da Paul Magès, la prima applicata a una vettura di produzione di massa. Il sistema sostituisce le molle meccaniche con sfere piene di azoto e olio in pressione, garantendo un assetto che si autolivella in base al carico e che resta costante indipendentemente dalle condizioni della strada.
- Altezza da terra regolabile su più livelli, utile anche per il cambio ruota
- Qualità di marcia superiore rispetto a qualsiasi altra vettura dell'epoca
- Freni a disco anteriori, tra i primi montati su un'auto di serie
- Servosterzo idraulico alimentato dallo stesso circuito della sospensione
A completare il quadro tecnico arriva il cambio semiautomatico Hydraulique, privo di pedale della frizione, che affida il comando delle marce a una leva dietro il volante.
Anni di produzione
1955-1975
Motori e trasmissioni lungo tre serie
Nel corso della sua lunga carriera la DS attraversa tre serie principali, ciascuna riconoscibile da dettagli stilistici e da un'evoluzione della meccanica.
Il quattro cilindri di partenza, derivato dalla Traction Avant e di 1911 cc, lascia gradualmente spazio a unità di cilindrata crescente: 1985 cc, poi 2175 cc con la DS21 e infine 2347 cc con la DS23, quest'ultima disponibile anche con iniezione elettronica per potenze superiori ai 140 CV. Accanto al cambio idraulico automatizzato compaiono nel tempo anche il manuale a quattro e cinque rapporti e, sulle ultime versioni, l'automatico Borg-Warner a tre marce.
Carrozzerie e varianti speciali
La berlina quattro porte resta il cuore della gamma, ma la DS si presta anche ad altre configurazioni. La versione Break, nota anche come Safari o Familiale, offre un tetto rinforzato in acciaio e configurazioni interne pensate per il trasporto di persone o merci, fino alla variante ambulanza.
Il carrozziere Henri Chapron realizza inoltre, in collaborazione con Citroën, la versione Cabriolet e una serie di coupé e berline speciali su base DS/ID, tra cui la lunghissima DS Présidentielle commissionata per gli usi ufficiali del Capo di Stato francese.
Una leggenda tra storia e cultura popolare
Il 22 agosto 1962, a Petit-Clamart, la DS presidenziale sopravvive a un attentato ai danni di Charles de Gaulle: nonostante i colpi ricevuti e due pneumatici forati, l'auto riesce a fuggire a piena velocità grazie alla sospensione idropneumatica, permettendo al presidente di mettersi in salvo.
La DS colleziona anche successi sportivi, tra cui la vittoria al Rally di Monte Carlo, e viene più volte incoronata come una delle auto più belle mai realizzate da riviste e panel di designer internazionali, oltre a comparire in numerose pellicole cinematografiche e in un'opera d'arte esposta al MoMA di New York.






