Un progetto nato dall'alleanza con Mitsubishi
La Citroen C-Zero non è una vettura sviluppata internamente dalla Casa francese, ma il risultato di un accordo industriale con Mitsubishi Motors, che mette a disposizione la piattaforma della kei car i, già pensata per un impianto elettrico grazie al motore posizionato sopra l'asse posteriore.
- Debutto al Salone di Bruxelles nel gennaio 2010
- Commercializzazione europea a partire dallo stesso anno
- Gemellate identiche: Peugeot iOn e Mitsubishi i-MiEV
- Produzione avviata in Giappone, poi trasferita nello stabilimento PSA di Vigo, in Spagna, dal 2012
Potenza
49 kW / 67 CV di picco (48 CV continui)
Motore, batteria e ricarica
Il cuore della C-Zero è un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 49 kW (67 CV) di picco, erogabili per circa un minuto prima di scendere a 48 CV continui, per una coppia massima di 180 Nm disponibile fin dai bassi regimi.
La batteria agli ioni di litio, posizionata centralmente sotto il pianale, aveva inizialmente una capacità di 16 kWh su 88 celle; dal 2015 Citroen ha adottato un pacco da 14,5 kWh su 80 celle, con garanzia di 96 mesi o 100.000 km. La ricarica completa richiede circa sei ore con una presa domestica a 220V, mentre la colonnina rapida CHAdeMO permette di recuperare l'80% della capacità in circa 30 minuti.
Autonomia
Fino a 150 km NEDC, 100-120 km reali
Dimensioni e abitabilità
Lunga 347 cm, larga 148 cm e alta circa 161 cm, con un passo di 255 cm, la C-Zero sfrutta uno sbalzo anteriore molto corto per offrire uno spazio interno sorprendente per quattro persone, con un peso a vuoto di circa 1.120 kg.
Il bagagliaio, però, resta il punto debole: appena 166 litri con i sedili in uso, ampliabili fino a circa 860 litri abbattendo lo schienale posteriore.
Velocità massima
130 km/h
L'usato: cosa sapere prima di comprarla
Sul mercato dell'usato la C-Zero è un'auto economica da acquistare ma da valutare con attenzione. È consigliabile verificare che sull'esemplare scelto sia stato effettuato il richiamo relativo all'airbag lato passeggero, controllare lo stato di salute della batteria e privilegiare gli allestimenti più completi, come il Séduction, dotato di cerchi in lega, Bluetooth e dotazioni di sicurezza più ricche.
Le vendite in Italia furono comunque contenute, con poche centinaia di unità immatricolate nei primi anni di commercializzazione, a testimonianza di un mercato ancora poco pronto per l'elettrico.









