Dal progetto TPV al debutto del 1948
La genesi della 2CV affonda le radici nella Francia rurale degli anni Trenta, quando Citroën avviò lo sviluppo segreto del progetto TPV con l'obiettivo di offrire un mezzo di trasporto economico alle famiglie di agricoltori che ancora si spostavano con cavalli e carri.
- Decine di prototipi vennero costruiti e nascosti durante l'occupazione tedesca per evitarne la requisizione
- Lo stile definitivo fu curato da Flaminio Bertoni, già autore di altri modelli Citroën
- La vettura fu presentata ufficialmente al Salone di Parigi del 1948, riscuotendo grande curiosità per la sua essenzialità
Il debutto commerciale avvenne l'anno successivo, con un piccolo motore bicilindrico da 375 cm³ e appena 9 CV fiscali, sufficienti però a garantire consumi e affidabilità eccezionali per l'epoca.
Unità prodotte
Oltre 3,8 milioni (solo berlina 2CV)
L'evoluzione tecnica e le motorizzazioni
Nel corso di oltre quarant'anni di carriera la 2CV ha conosciuto un'evoluzione meccanica progressiva ma sempre fedele alla filosofia originaria di semplicità.
- Il motore originale da 375 cm³ lasciò il posto, a metà anni Cinquanta, a un'unità da 425 cm³
- Dal 1970 la gamma si articolò in due varianti, la 2CV4 con motore da 435 cm³ e la 2CV6 con il nuovo bicilindrico da 602 cm³, quest'ultimo destinato a diventare lo standard fino alla fine della produzione
- Nel 1982 vennero introdotti i freni a disco anteriori, uno dei pochi aggiornamenti tecnici rilevanti rispetto all'impostazione originaria
Nonostante gli affinamenti, la vettura mantenne sempre prestazioni modeste, coerenti con la sua vocazione di mezzo economico e non con quella di auto veloce.
Anni di produzione
1948-1990
Serie speciali e allestimenti da collezione
A partire dagli anni Settanta Citroën affiancò alla versione base numerose serie speciali, oggi tra le più ricercate dal mercato del collezionismo.
- La Sahara, prodotta in pochi esemplari tra il 1960 e la seconda metà del decennio, montava due motori distinti su ciascun asse per garantire la trazione integrale
- La Spot, con livrea bicolore bianco-arancio, arrivò a metà degli anni Settanta
- La Charleston, con la caratteristica livrea bicolore ispirata allo stile Art Déco, debuttò nel 1980 e restò in listino fino alla fine della produzione
- Seguirono altre edizioni a tiratura limitata come Dolly, France 3 e Cocorico, pensate per rinnovare l'appeal commerciale del modello negli ultimi anni di vita
La fine della produzione e l'eredità
La produzione francese della 2CV si concluse nello stabilimento di Levallois-Perret nel febbraio 1988, dopo quarant'anni di attività. L'ultimo capitolo della storia del modello si scrisse però in Portogallo, nello stabilimento di Mangualde, dove l'assemblaggio proseguì fino al 27 luglio 1990 con l'uscita dell'ultimo esemplare, una Charleston.
Complessivamente furono realizzate oltre 3,8 milioni di unità della berlina, un numero che sale considerevolmente se si includono i furgoni derivati e gli altri modelli della stessa famiglia meccanica. La 2CV resta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della storia dell'automobile europea, oggetto di un mercato del restauro e del collezionismo molto attivo.







