Le origini: una Chrysler pensata per il grande lusso (1926-1936)
La Imperial nasce nel 1926 come modello di punta della gamma Chrysler, con un motore a sei cilindri più potente rispetto alla meccanica di base della Chrysler Six. La vettura viene proposta in allestimenti imponenti come roadster, phaeton e limousine a sette posti, pensati per competere con Cadillac, Packard e Lincoln.
- Nel 1931 arriva il primo motore otto cilindri in linea, con la gamma ribattezzata commercialmente Imperial 8
- Nel 1934 debutta la carrozzeria Airflow, tra le prime al mondo sviluppate con l'ausilio della galleria del vento
- Il progetto Airflow, pur innovativo, ottiene un riscontro commerciale inferiore alle attese e viene abbandonato nel 1936
Motorizzazioni
Da 6 cilindri in linea a V8 Hemi, fino al V6 3.3-3.8 litri dell'ultima generazione
Il dopoguerra e la nascita del marchio autonomo (1937-1966)
Negli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta la Imperial consolida il proprio ruolo di ammiraglia Chrysler, introducendo dotazioni all'avanguardia: nel 1949 debuttano i freni a disco sulle quattro ruote, anticipando la concorrenza, mentre nel 1951 arriva il motore V8 Hemi FirePower da 331 pollici cubici insieme allo sterzo assistito Hydraguide. Nel 1953 la gamma è tra le prime a offrire l'aria condizionata Airtemp di serie.
Nel 1955 Chrysler trasforma Imperial in un marchio indipendente, con l'obiettivo dichiarato di competere alla pari con Cadillac e Lincoln. Sotto la guida stilistica di Virgil Exner nasce il linguaggio Forward Look, con le caratteristiche code a pinna e i gruppi ottici posteriori a mirino che diventano un tratto distintivo del marchio fino ai primi anni Sessanta.
Anni di produzione
1926-1954 come Chrysler Imperial; 1955-1975, 1981-1983 e 1990-1993 come marchio Imperial
Il Fuselage Look e la chiusura del marchio indipendente (1967-1975)
Dal 1967 il design passa a Elwood Engel, che abbandona le forme scenografiche di Exner per linee più sobrie e squadrate su scocca portante. Tra il 1969 e il 1973 la gamma adotta lo stile Fuselage, con fiancate bombate e dimensioni che raggiungono il loro apice.
Nonostante gli aggiornamenti stilistici, le vendite non tornano più ai livelli del 1957 e la condivisione crescente di componenti con la Chrysler New Yorker erode progressivamente l'identità del marchio. L'ultimo esemplare Imperial come marchio autonomo esce di produzione nel 1975.
Trazione
Posteriore fino al 1983, anteriore nella generazione 1990-1993
I ritorni: la coupé anni Ottanta e l'ultima Imperial (1981-1993)
Il nome Imperial torna nel 1981 come coupé due porte basata sulla piattaforma Cordoba, equipaggiata con un V8 318 pollici cubici a iniezione elettronica da 140 CV. Il sistema di iniezione, tra i primi adottati da Chrysler, si rivela però poco affidabile e viene ricordato come uno dei punti deboli di questa generazione.
L'ultimo capitolo arriva tra il 1990 e il 1993, quando Imperial diventa una berlina di lusso a trazione anteriore basata sulla piattaforma Y, con motore V6 (3.3 litri, poi 3.8 litri da 150 CV dal 1991), sospensione posteriore pneumatica autolivellante e freni a disco antibloccaggio sulle quattro ruote. Le vendite restano contenute, fino a circa 7.000 unità nel 1993, ultimo anno di produzione prima dell'abbandono definitivo del nome.
Il mercato del collezionismo oggi
Le Imperial più ricercate dal collezionismo restano gli esemplari della prima metà degli anni Cinquanta con motore Hemi e le versioni Forward Look di fine anni Cinquanta, apprezzate per il design scenografico e la rarità delle versioni cabriolet e Crown. Le generazioni più recenti, in particolare quella 1990-1993, hanno invece un mercato dell'usato di nicchia, con quotazioni contenute mantenute più per interesse storico che per valore d'investimento.






