Una berlina sportiva nella gamma Corvair
Quando debutta nel 1960, la Chevrolet Corvair rompe con la tradizione americana proponendo un layout meccanico europeo: motore posteriore, raffreddamento ad aria e sospensioni indipendenti su tutte le ruote. La versione Monza, lanciata come coupé due porte, riscuote un successo immediato grazie a un allestimento più sportivo rispetto alle Corvair di base.
Dal 1961 l'offerta si allarga con la Monza Sport Sedan, la variante a quattro porte con carrozzeria hardtop priva di montante centrale: una soluzione costruttiva che, insieme alla Corvair serie 500, resta tra le poche disponibili su una compatta americana a quattro porte in quegli anni.
Motore
6 cilindri boxer raffreddato ad aria, 2,3-2,7 litri
Meccanica anticonvenzionale: motore posteriore raffreddato ad aria
Il cuore della Monza Sport Sedan è un sei cilindri boxer raffreddato ad aria, montato al retrotreno e abbinato a un transaxle che integra cambio e differenziale. Nel corso della produzione la cilindrata cresce da 2,3 a 2,7 litri, con potenze che vanno dagli 80 CV delle versioni base fino ai 180 CV della Corsa turbocompressa, tra i primi propulsori sovralimentati offerti su un'auto di serie negli Stati Uniti.
- Costruzione a scocca portante, non più a telaio separato
- Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote
- Nella prima serie retrotreno a ruote oscillanti (swing axle)
- Dalla seconda serie nuovo schema a bracci obliqui indipendenti, derivato da quello della Corvette
Potenza
Da 80 CV di base fino a 180 CV nella variante Corsa turbo
Il caso Nader e l'impatto sulla sicurezza percepita
Nel 1965 il libro "Unsafe at Any Speed" dell'avvocato Ralph Nader punta il dito contro il retrotreno a ruote oscillanti della prima serie Corvair (1960-1963), accusandolo di un comportamento imprevedibile in curva ai limiti di aderenza. Le vendite, che nel 1965 avevano toccato quota 247.092 unità, crollano a 109.880 l'anno successivo.
Solo nel 1972 uno studio dell'Università del Texas A&M realizzato per l'agenzia federale NHTSA riabilita il modello, concludendo che le Corvair 1960-1963 si comportavano in modo paragonabile alle altre vetture contemporanee sottoposte agli stessi test, senza un rischio di perdita di controllo o ribaltamento superiore alla media.
Produzione totale Corvair
Oltre 1,8 milioni di unità in due generazioni
Il declino e la fine della produzione
Dopo il picco di popolarità dei primi anni Sessanta, la carrozzeria Sport Sedan esce di listino nel 1967, mentre la gamma Monza prosegue solo con le versioni coupé e cabriolet. La produzione dell'intera Corvair si ferma definitivamente il 14 maggio 1969, quando l'ultima vettura, una coupé Monza color oro, esce dallo stabilimento di Willow Run, in Michigan.
General Motors decide di non sostituire direttamente la Corvair, concentrando gli investimenti sulla nuova Chevrolet Camaro e sulla successiva Chevrolet Vega, pensata per contrastare le utilitarie giapponesi ed europee con un layout più convenzionale a motore anteriore.









