La Monza brasiliana: la base di partenza
Prima di parlare della versione cabriolet è utile ricordare da dove nasce la Monza. Lanciata da General Motors do Brasil nel 1982, la vettura riprendeva l'impostazione tecnica della Opel Ascona di terza generazione, presentata in Europa pochi mesi prima. In Brasile debuttò come hatchback tre porte, una soluzione di carrozzeria inedita per il mercato locale, a cui si affiancò l'anno successivo la più tradizionale berlina a due e quattro porte.
La Monza divenne rapidamente uno dei modelli più venduti del paese, arrivando a guidare la classifica delle immatricolazioni per più stagioni consecutive grazie anche a soluzioni allora avanzate come l'iniezione elettronica, introdotta su alcune versioni già a metà degli anni Ottanta.
Anni di realizzazione
Dal 1985
La trasformazione Envemo in cabriolet
Fu proprio il successo della berlina a spingere Envemo, azienda specializzata in preparazioni e trasformazioni di veicoli attiva a San Paolo fin dagli anni Sessanta, a proporre dal 1985 una versione scoperta della Monza, conosciuta anche come Tropical. Il lavoro non si limitava a rimuovere il tetto: l'abitacolo veniva smontato quasi completamente e la scocca rinforzata con una struttura a telaio pensata per compensare la rigidità torsionale persa con l'eliminazione del padiglione.
- Rinforzi strutturali dedicati, con il punto più sollecitato collocato dietro i sedili posteriori
- Riduzione dello spazio del divano posteriore per ricavare il vano di alloggiamento della capote ripiegata
- Possibilità di scegliere tra il frontale originale della Monza e quello più sportivo della variante Plus, ispirato allo stile della Pontiac J2000 americana
- Interni personalizzabili, con sedili Recaro e rivestimenti in pelle tra le opzioni disponibili
Il risultato era una vettura più pesante di circa 120 kg rispetto alla berlina di partenza, ma capace di offrire un'esperienza di guida a cielo aperto che nessun altro modello di produzione nazionale proponeva in quegli anni.
Motore e meccanica
Sotto il cofano la Monza Convertible non si discostava dalla gamma della berlina di serie: la meccanica restava quella dei quattro cilindri della famiglia Family II, disponibili nei tagli 1.6 e successivamente 1.8, alimentati a benzina o etanolo secondo la tradizione dei motori flessibili diffusi in Brasile. Envemo non interveniva sulla parte propulsiva, concentrando il proprio lavoro sulla carrozzeria e sulla struttura, così da mantenere l'affidabilità e la semplicità di manutenzione tipiche della Monza di serie.
Un pezzo raro per collezionisti
Proprio perché nata come conversione artigianale e non come modello ufficiale di catalogo, la Monza Convertible fu realizzata in numeri estremamente limitati, riservata a chi poteva permettersi un costo di trasformazione che arrivava a raddoppiare il prezzo della vettura di partenza. Con la chiusura di Envemo nel 1995, questi esemplari sono oggi ricercati dagli appassionati di auto d'epoca brasiliane, pur restando difficili da reperire sia sul mercato dell'usato sia per quanto riguarda i ricambi specifici della trasformazione.









