Dalla Daewoo Nubira alla Chevrolet Lacetti
La Lacetti debutta in Corea del Sud alla fine del 2002 come naturale successore della Daewoo Nubira, di cui riprende la piattaforma. In Europa il modello arriva nel 2003 ancora con il marchio Daewoo, ma la crisi finanziaria del gruppo coreano e l'ingresso di General Motors nella proprietà accelerano il passaggio di brand: entro il 2004 la vettura viene ribattezzata Chevrolet Lacetti, diventando uno dei modelli chiave con cui Chevrolet torna a proporsi sul mercato europeo.
Negli anni successivi la stessa base tecnica viene venduta in decine di paesi con nomi diversi: Chevrolet Optra in Canada, India, Pakistan, America Latina, Africa e Sud-est asiatico, Suzuki Forenza e Suzuki Reno negli Stati Uniti, Holden Viva in Australia e Nuova Zelanda, Buick Excelle in Cina. In Uzbekistan la produzione della prima generazione è proseguita per molto più tempo che altrove, passando anche per i marchi Daewoo Gentra e Ravon Gentra prima di tornare Chevrolet.
Anni di produzione
2002-2009 (Europa e Corea del Sud)
Tre carrozzerie, due designer
Una delle particolarità della Lacetti è l'aver affidato lo stile a due studi diversi a seconda della carrozzeria. Berlina quattro porte e station wagon cinque porte sono opera di Pininfarina, con un impianto piuttosto classico e rassicurante. La versione hatchback a cinque porte, invece, porta la firma di Giorgetto Giugiaro e presenta un frontale più moderno, con gruppi ottici a proiettore e una griglia più sportiva, distinguendosi visivamente dalle sorelle a tre volumi.
- Berlina: bagagliaio da 275 litri, ampliabili abbattendo lo schienale posteriore
- Station wagon: vano di carico da circa 400 litri, fino a oltre 1.400 litri a sedili abbattuti
- Hatchback: la più compatta delle tre, lunga circa 4.295 mm
Motori: benzina, diesel e GPL
La gamma motori della Lacetti punta sulla semplicità. In benzina sono disponibili i quattro cilindri 1.4 (intorno ai 95 CV), 1.6 (circa 109 CV) e 1.8 (circa 122 CV), affiancati dal 2007 da un turbodiesel 2.0 da circa 121 CV. Su diverse versioni benzina è previsto anche un impianto bifuel a GPL, apprezzato per i costi di esercizio più contenuti.
Le prestazioni restano nella media della categoria: la 1.4 impiega circa 11,6 secondi nello 0-100 km/h con una velocità massima di 175 km/h, mentre la 1.6 scende a circa 10,7 secondi. Non è un'auto pensata per chi cerca brillantezza, quanto per chi privilegia regolarità e facilità d'uso quotidiana.
Un'auto anche da corsa: il WTCC e Top Gear
Nel 2005 la Lacetti ha vissuto una stagione insolita per una compatta generalista: Chevrolet Europe l'ha schierata nel neonato Campionato del Mondo Turismo (WTCC), affidando lo sviluppo al team britannico RML e portando in pista piloti come Alain Menu, Nicola Larini e Robert Huff. Fu il primo impegno ufficiale di Chevrolet in un campionato FIA a livello mondiale, con una versione da competizione dotata di un quattro cilindri 2.0 sovralimentato da circa 258 CV.
Sul fronte più popolare, la Lacetti è diventata nota al grande pubblico anche come "reasonably priced car" del programma britannico Top Gear, utilizzata per diversi anni a metà degli anni 2000 nei test cronometrati delle celebrità ospiti in studio.
Chevrolet Lacetti usata: pregi, difetti e prezzi
Sul mercato dell'usato la Lacetti è oggi una delle scelte più economiche per chi cerca un'auto affidabile a basso costo: un esemplare in condizioni discrete si trova spesso sotto i 1.000 euro, mentre per una versione SX a benzina in buono stato la cifra può salire fino a circa 3.000 euro.
I proprietari segnalano meccanica semplice e robusta, buona qualità percepita degli interni rispetto al prezzo e comfort di marcia superiore alle attese per la fascia di mercato. Tra i limiti più citati ci sono i motori poco brillanti ai bassi regimi, un bagagliaio non generosissimo sulla berlina e una tenuta al vento laterale migliorabile in autostrada.









