Dalla Daewoo Magnus alla prima Chevrolet Epica
Le radici della Epica affondano nella Daewoo Magnus, berlina disegnata da Giorgetto Giugiaro e commercializzata in Europa anche come Daewoo Evanda. Quando, a metà anni Duemila, General Motors decide di eliminare progressivamente il marchio Daewoo dai listini europei sostituendolo con Chevrolet, la stessa vettura viene ribattezzata: nasce così, dal 2004, la prima Chevrolet Epica, proposta in mercati come Canada, Cina e Cile.
Questa prima serie riprendeva la meccanica della Magnus, con un quattro cilindri 2.0 e un sei cilindri 2.5 di derivazione Daewoo, mantenendo l'impostazione a trazione anteriore e un impianto stilistico ancora legato al disegno di Italdesign.
Motorizzazioni benzina
6 cilindri 2.0 (143 CV) e 2.5 (156 CV)
La seconda generazione: il progetto V250
La vera svolta arriva con la seconda generazione, presentata al Salone di Ginevra del 2006 e conosciuta internamente con il nome in codice V250. A differenza della precedente, questa Epica viene disegnata interamente all'interno dei centri stile del gruppo, senza il contributo di Italdesign, e condivide componenti tecnici con la famiglia allargata a cui appartiene anche la Opel Vectra C.
Con questa generazione la Epica arriva stabilmente anche in Italia: la gamma benzina debutta nel 2006, mentre la versione turbodiesel viene introdotta sul mercato italiano a inizio 2007. Lo stesso modello, a seconda del mercato, viene venduto anche come Daewoo Tosca in Corea e come Holden Epica in Australia e Nuova Zelanda.
Motorizzazione diesel
4 cilindri 2.0 VCDi (150 CV)
I motori: sei cilindri sviluppati con Porsche
L'elemento più distintivo della Epica di seconda generazione è la gamma di motori sei cilindri in linea a disposizione trasversale, progettati da Daewoo in collaborazione con Porsche: un 2.0 da 143 CV e 195 Nm, abbinato solo al cambio manuale a 5 marce, e un 2.5 da 156 CV e 237 Nm, disponibile esclusivamente con il cambio automatico a 5 rapporti. Entrambi erano proposti anche in versione bifuel benzina/GPL.
- 2.0 benzina: 143 CV, 0-100 km/h in circa 9,9 secondi, consumo dichiarato intorno agli 8,2-8,9 l/100 km
- 2.5 benzina: 156 CV, solo cambio automatico
- 2.0 VCDi diesel: 150 CV, 320 Nm, 0-100 km/h in 9,7 secondi
Il diesel 2.0 VCDi, sviluppato insieme a GM Powertrain e alla italiana VM Motori, si è distinto per l'abbondante coppia disponibile a bassi regimi ed era proposto sia con cambio manuale sia automatico.
Bagagliaio
480 litri
A bordo: spazio, comfort e qualche difetto
Il punto di forza della Epica è sempre stato l'abitacolo: spazioso, ben insonorizzato e caratterizzato da sospensioni tarate sul comfort, capaci di filtrare bene le asperità dell'asfalto senza risultare eccessivamente morbide. Le prove dell'epoca hanno spesso sottolineato la silenziosità a bordo, con il motore poco percepibile anche a regimi sostenuti.
Non mancano però i difetti tipici di un modello pensato per contenere i costi: lo sterzo è poco diretto e il raggio di sterzata piuttosto ampio, conseguenza della disposizione trasversale dei sei cilindri, mentre la posizione di guida è penalizzata da un volante vicino al cruscotto e da una seduta relativamente alta per una berlina di segmento D.
Anni di produzione
2004-2011, a seconda del mercato
La Epica oggi: cosa sapere sul mercato dell'usato
La produzione europea della Epica si è chiusa nel 2011, quando il modello è stato sostituito dalla Chevrolet Malibu. La scarsa notorietà del marchio Chevrolet nel segmento delle berline medio-grandi e una rete di assistenza meno capillare rispetto ai concorrenti generalisti europei ne hanno limitato la diffusione in Italia, rendendola oggi un'auto di nicchia sul mercato dell'usato.
Chi valuta l'acquisto di una Epica usata trova generalmente quotazioni molto contenute, complice anche l'immagine di marca poco premium: i motori sei cilindri sono considerati robusti, ma prima dell'acquisto vale la pena verificare lo stato delle sospensioni, la storia manutentiva e la reale disponibilità di ricambi specifici presso la rete Chevrolet.









