Le origini: una risposta a Ford
All'inizio degli anni '60 Ford lancia la Fairlane, una berlina di taglia intermedia che si inserisce tra le compatte e le grandi ammiraglie. Chevrolet risponde nel 1964 con la Chevelle, costruita su un nuovo pianale A-body con interasse di 115 pollici, pensata per occupare lo spazio di gamma tra la compatta Chevy II e i modelli a piena grandezza del marchio.
La prima serie, prodotta fino al 1967, viene proposta in coupé a due porte, berlina a quattro porte, cabriolet e station wagon, con una gamma di motori che spazia dai sei cilindri fino ai primi V8. Nel 1966 il modello riceve un restyling con linee più morbide, una calandra ridisegnata e vetri laterali curvi.
Motori
Da sei cilindri in linea a V8 big-block fino a 7,4 litri (454 cu in)
La Super Sport e l'epoca dei big-block
La sigla SS (Super Sport) accompagna la Chevelle fin dal debutto come pacchetto estetico e sportivo, ma è con l'arrivo dei motori big-block che la vettura entra a pieno titolo nella storia dei muscle car americani. Nel 1965 debutta il V8 396, disponibile in diverse tarature di potenza, seguito negli anni successivi da un'offerta sempre più ampia di propulsori ad alte prestazioni.
Il punto più alto arriva nel 1970 con la SS 454 equipaggiata dal V8 LS6 da 7,4 litri, accreditato di circa 450 CV: una delle unità più potenti mai montate su un'auto di serie in quegli anni, oggi ambita dai collezionisti.
Potenza massima
Circa 450 CV (SS 454 LS6, 1970)
La seconda generazione e il nuovo stile a 'bottiglia di coca'
Nel 1968 la Chevelle viene completamente ridisegnata: la carrozzeria adotta linee più scolpite, parafanghi anteriori affusolati e una fiancata arrotondata, secondo lo stile noto come 'coke bottle', diffuso su molte vetture americane dell'epoca. Le coupé e le cabriolet utilizzano un interasse di 112 pollici, mentre berline e station wagon crescono a 116 pollici.
È in questi anni che la gamma tocca l'apice del successo commerciale e dell'immagine sportiva, con la produzione che si estende anche allo stabilimento di Arlington a partire dal 1970.
Anni di produzione
1964-1977
La terza generazione e la fine della produzione
Dal 1973 la Chevelle cambia volto: adotta la carrozzeria 'Colonnade', con montanti centrali fissi e strutturalmente più robusti, introdotta per rispondere ai nuovi standard federali di sicurezza in caso di ribaltamento. Le dimensioni crescono ulteriormente, anche a causa dei paraurti rinforzati richiesti dalle normative sugli urti a bassa velocità.
Il modello si allontana progressivamente dalla propria vocazione sportiva per avvicinarsi a quella di coupé personal-luxury, mentre le potenze dichiarate scendono, complice anche il passaggio dai cavalli lordi a quelli netti imposto dalle norme anti-inquinamento. Il 1977 è l'ultimo anno con il nome Chevelle: dal model year 1978 la gamma intermedia Chevrolet prosegue con la Malibu, che ne eredita il ruolo.
Successore
Chevrolet Malibu, dal model year 1978
L'eredità nel motorsport e tra i collezionisti
- La Chevelle Laguna, versione sportiva della terza generazione, si è distinta in NASCAR nella seconda metà degli anni '70, contribuendo a due titoli Grand National consecutivi con il pilota Cale Yarborough.
- Le versioni SS 396 e SS 454, in particolare la rara LS6 del 1970, sono oggi tra i muscle car americani più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.
- Il nome Chevelle è sopravvissuto più a lungo in Messico, dove ha continuato a comparire su alcuni modelli Malibu di base fino ai primi anni '80.









