Una coupé nata per succedere alla Citation
La Beretta debutta come erede della Chevrolet Citation, condividendo la piattaforma L-body a trazione anteriore con la berlina quattro porte Corsica. A differenza di altre architetture del gruppo, sviluppate dalla divisione Oldsmobile, il pianale L-body viene progettato direttamente da Chevrolet, così come la carrozzeria, disegnata nello stesso studio stilistico responsabile della Camaro e della Corvette dell'epoca.
Il tratto distintivo più riconoscibile resta la maniglia della portiera montata verticalmente sul montante posteriore, una soluzione insolita per l'epoca che verrà ripresa in seguito anche dalla Chevrolet Lumina coupé.
- Collocazione di gamma tra la compatta Cavalier e le più grandi Lumina/Monte Carlo
- Produzione negli stabilimenti di Wilmington (Delaware) e Linden (New Jersey)
- Prime vendite alle flotte di noleggio, seguite dal lancio commerciale ufficiale nel 1988
Motorizzazioni
Benzina, 4 cilindri e V6, da 2.0 a 3.1 litri
Le motorizzazioni: dai quattro cilindri di base al Quad 4
La gamma motori della Beretta si evolve sensibilmente nel corso dei dieci anni di produzione. All'esordio sono disponibili un quattro cilindri 2.0 litri e un 2.2 litri OHV da circa 125 CV, affiancati da un V6 2.8 litri da 125 CV sulle versioni GT più orientate alle prestazioni.
Dal 1990 il V6 cresce a 3.1 litri, arrivando a 160 CV, mentre debutta il propulsore più discusso della gamma: il quattro cilindri Quad 4 2.3 litri DOHC a 16 valvole, sviluppato da Oldsmobile, capace di 180 CV e 217 Nm di coppia sulla GTZ, sufficienti per uno scatto da 0 a 96 km/h in circa 7,6 secondi.
- 2.2 litri OHV: motore di base, circa 125 CV
- 2.8/3.1 litri V6: propulsore delle versioni GT, da 125 a 160 CV
- 2.3 litri Quad 4 DOHC: cuore della GTZ, 180 CV (170 CV nell'ultima versione HO del 1994)
Potenza
Da 125 CV (2.2 aspirato) a 180 CV (GTZ Quad 4)
GTZ, Indy e Z26: l'anima sportiva della Beretta
Il 1990 rappresenta l'anno più significativo per l'immagine sportiva della Beretta: arriva la GTZ, erede della limitata GTU, pensata per offrire prestazioni concrete grazie al Quad 4. Nello stesso anno una Beretta cabriolet viene scelta come pace car ufficiale della Indianapolis 500, celebrata anche da una serie speciale Indy replica in versione coupé.
Nel 1991 il modello riceve un aggiornamento degli interni, con nuovo cruscotto e airbag lato guidatore. Nel 1994 la gamma sportiva viene rinnovata: la Z26 sostituisce GT e GTZ, abbinando il V6 3100 aggiornato al Quad 4 nella sua ultima evoluzione HO da 170 CV, prodotta solo per quell'anno.
Anni di produzione
1987-1996 (vendita al pubblico dal 1988)
Il declino commerciale e la fine di un'epoca
Dopo il picco di vendite del 1988, con oltre 275.000 esemplari consegnati, la Beretta registra un calo pressoché costante anno dopo anno, di pari passo con il progressivo allontanamento del pubblico americano dalle coupé a due porte a favore di berline e SUV.
Nel 1996 Chevrolet interrompe la produzione sia della Beretta sia della Corsica dopo dieci anni di carriera commerciale, per un totale complessivo di 906.230 unità assemblate. L'ultimo esemplare esce dalla linea di montaggio il 30 luglio 1996, chiudendo un capitolo che verrà idealmente proseguito, in chiave berlina, dalla Chevrolet Malibu di nuova generazione.
Da segnalare: la Beretta, mai venduta ufficialmente in Italia, resta oggi un'auto di nicchia per gli appassionati di vetture americane d'importazione, con particolare attenzione richiesta dagli esemplari equipaggiati con il Quad 4, motore apprezzato per le prestazioni ma noto per i cedimenti della guarnizione della testata.









