Il primo minivan di General Motors
La Astro nasce per contrastare il successo dei monovolume Chrysler, ma GM decide di percorrere una strada tecnica differente rispetto ai concorrenti a trazione anteriore. Il pianale scelto deriva dai furgoni leggeri della casa, con schema a trazione posteriore e componentistica in comune con i pick-up compatti Chevrolet S-10.
- Debutto per l'anno modello 1985, insieme al gemello GMC Safari
- Costruzione interamente affidata allo stabilimento di Baltimore Assembly, in Maryland
- Restyling di metà carriera nel 1995, con muso allungato in stile ai furgoni Express
- Fine produzione il 13 maggio 2005, ultimo veicolo assemblato nello stabilimento
Motore
4 cilindri 2.5 litri (solo primi anni) e V6 4.3 litri a benzina
Motori e meccanica
Nei primi anni la gamma comprende anche un 4 cilindri 2.5 litri da 98 CV, presto abbandonato in favore del solo V6 4.3 litri, il propulsore che caratterizza l'intera carriera del modello con potenze comprese tra 165 e 200 CV a seconda dell'annata e delle normative.
- Cambio manuale a 5 rapporti disponibile solo fino al 1989
- Cambio automatico a 4 rapporti, poi elettronico dal 1993
- Trazione integrale opzionale dal 1990, con transfer case BorgWarner
- Nel 2003 arrivano freni a disco su tutte le ruote e sospensioni derivate dai pick-up leggeri
Esemplari prodotti
Circa 3,2 milioni, sommando Astro e GMC Safari
Spazio, praticità e capacità di traino
Il punto di forza della Astro resta la sua versatilità: la meccanica di derivazione commerciale permette di offrire una capacità di traino elevata per la categoria, fino a circa 2.500 kg nelle configurazioni meglio equipaggiate, oltre a un volume di carico che nella versione cargo supera quello di gran parte dei minivan e dei SUV coevi.
La gamma comprende configurazioni con passo corto o lungo, allestimenti da furgone cargo puro fino a versioni passeggeri con capienza fino a 8 posti, rendendo il modello adatto sia all'uso commerciale sia a quello familiare.
Anni di produzione
1985-2005
Sicurezza e affidabilità
Sul fronte della sicurezza passiva, i modelli dei primi anni '90 ottengono valutazioni negative nei crash test indipendenti, con cedimenti strutturali rilevati nelle prove d'urto. Negli anni successivi la situazione migliora sensibilmente, tanto che i modelli di inizio anni 2000 risultano tra quelli con il minor numero di decessi del conducente per milione di veicoli circolanti negli Stati Uniti.
Dal punto di vista meccanico, la base derivata dai veicoli commerciali garantisce una robustezza di fondo che consente a molti esemplari di superare abbondantemente i 300.000 km, a patto di una manutenzione regolare su componenti soggetti a usura come bracci oscillanti, cuscinetti anteriori e, sulle versioni integrali, la scatola di trasferimento.
Trazione
Posteriore, integrale disponibile dal 1990
Il mercato dell'usato oggi
Non essendo mai stata commercializzata ufficialmente in Europa, la Astro si trova sul mercato italiano solo tramite importazioni private, principalmente come veicolo d'epoca o base per conversioni camper. Negli Stati Uniti resta invece un mezzo apprezzato da chi cerca un furgone economico per traino o trasporto merci, sebbene i costi di aggiornamento necessari per rispettare gli standard di sicurezza più recenti ne abbiano determinato il ritiro dal mercato nel 2005.









