Il progetto e la nascita della Ideal
La Changhe Ideal prende forma nell'ambito della joint venture tra Changhe e Suzuki, siglata nel 1995 e diventata pienamente operativa nella produzione di vetture con marchio proprio nei primi anni Duemila. Per lo sviluppo stilistico il costruttore cinese si affida alla Bertone, storica casa di design torinese, che firma una carrozzeria a cinque porte con un impianto compatto adatto alla mobilità cittadina.
La vettura viene proposta fin dal debutto con un livello di dotazioni di sicurezza non banale per il segmento, con ABS e airbag disponibili su alcune versioni, elementi che la differenziano da molte concorrenti cinesi dello stesso periodo.
Anni di produzione
2003/2004 - 2016 (in Italia 2009-2011 come Martin Motors Ideal 1000)
Motori e meccanica
Nel corso della sua carriera commerciale la Ideal è stata offerta con diverse motorizzazioni a benzina, tutte a quattro cilindri e abbinate a un cambio manuale a cinque marce con trazione anteriore:
- 1.0 litri, unità di base con potenza contenuta, pensata per i mercati più sensibili al prezzo
- 1.1 litri, proposta in più tarature di potenza a seconda del mercato e del periodo
- 1.4 litri di origine Suzuki, la più prestazionale della gamma
Per il mercato italiano, distribuita come Martin Motors Ideal 1000, la vettura è stata offerta anche in versione alimentata a GPL, con consumi dichiarati contenuti, oltre alla variante con motore Suzuki di maggiore cilindrata assemblato con componenti europee.
La Ideal in Italia: Martin Motors Ideal 1000
Alla fine del 2009 la Ideal arriva sul mercato italiano attraverso Martin Motors, che la commercializza come Ideal 1000 puntando a competere in un segmento occupato da city car come la Fiat Seicento e la Hyundai Atos. La versione europea viene assemblata localmente con formula CKD: la carrozzeria arriva dalla Cina prodotta da Changhe, mentre i motori e altri componenti meccanici sono forniti da stabilimenti europei di Suzuki.
L'allestimento italiano comprende dotazioni come servosterzo, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata con telecomando, climatizzatore e autoradio con lettore CD, per un prodotto posizionato come alternativa economica alle utilitarie europee. L'avventura di Martin Motors si interrompe però con il fallimento della società, dichiarato nel gennaio 2015, che di fatto pone fine anche alla presenza ufficiale del modello sul mercato italiano.
Mercato estero e varianti
Al di fuori dell'Italia la Ideal è stata commercializzata sotto diversi nomi: in Brasile come Effa M100 e in Uruguay come Effa Ideal, a testimonianza di come lo stesso pianale e la stessa carrozzeria siano stati distribuiti da partner commerciali differenti nei vari continenti.
In Colombia il modello ha avuto una diffusione significativa come vettura da taxi tra il 2009 e il 2010, ma i problemi di qualità costruttiva hanno portato molti esemplari a uscire di servizio prematuramente. Nel 2008 la società NICE Car Company ha inoltre presentato al salone di Londra una versione elettrica basata sulla Ideal, denominata Ze-O, che tuttavia non ha mai raggiunto la produzione in serie.
Usato e affidabilità
Vista la produzione limitata e la breve presenza ufficiale sul mercato italiano, oggi la Changhe Ideal e la sua variante Martin Motors Ideal 1000 sono vetture di nicchia nel panorama dell'usato, con una diffusione molto ridotta rispetto alle city car europee o giapponesi coeve.
Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve mettere in conto due criticità principali: la difficoltà di reperire ricambi originali, aggravata dalla chiusura sia di Martin Motors sia della stessa Changhe come costruttore, e le segnalazioni di affidabilità non sempre all'altezza degli standard richiesti da un uso quotidiano intensivo. Una verifica meccanica accurata da parte di un'officina specializzata resta quindi un passaggio consigliato prima di qualsiasi acquisto.