Un omaggio artigianale alla 356 Speedster
La Chamonix Speedster riprende fedelmente le linee della Porsche 356 Speedster, con proporzioni compatte, parabrezza basso e capote in tela ripiegabile. La carrozzeria è realizzata in plastico rinforzato con fibra di vetro attraverso un processo di laminazione manuale, che riduce le ondulazioni superficiali tipiche degli stampi economici e garantisce un miglior controllo dello spessore dei pannelli.
Sotto la pelle in vetroresina lavora un telaio tubolare in acciaio, mentre sospensioni, freni a disco anteriori e tamburo posteriori e gran parte della componentistica derivano dal mondo Volkswagen, secondo l'impostazione che ha reso celebri le tribute car brasiliane fin dagli anni '90.
Motorizzazioni
Boxer VW 1.6 doppio carburatore (62 cv) o 1.9 a iniezione (115 cv)
Motori e prestazioni
Il propulsore di base è un boxer Volkswagen 1.6 a doppio carburatore, accreditato di circa 62 cv, sufficiente per uno 0-100 km/h in 9,5 secondi. Nel corso della sua storia questa unità è stata proposta anche in tarature vicine ai 65 cv.
Dal 2001 è disponibile un'alternativa più prestazionale: il boxer 1.9 a iniezione, che eroga 115 cv e riduce lo 0-100 km/h a circa 8 secondi. In entrambi i casi il cambio è un manuale Volkswagen a 4 rapporti e la trazione è posteriore, in perfetto stile Porsche 356.
- 1.6 doppio carburatore: 62 cv, 0-100 km/h in 9,5 s
- 1.9 a iniezione: 115 cv, 0-100 km/h in 8 s
Anni di produzione
Dal 1993, tuttora in produzione (dal 2019 con Athos Cars)
Alla guida: pregi e limiti emersi dai test
Il peso ridotto, attorno ai 680 kg, e il baricentro basso rendono la Speedster particolarmente agile nell'uso stradale, soprattutto a velocità moderate con la capote abbassata. Superati gli 80-90 km/h il vento diventa via via più invadente, mentre a basso regime emergono i rumori tipici della meccanica ad aria di derivazione Volkswagen.
I test dell'epoca hanno però evidenziato alcuni limiti tipici delle repliche artigianali:
- sedile posizionato in modo disassato rispetto al volante
- retrovisore destro poco efficace
- vani portaoggetti ridotti e senza chiusura
- assenza di poggiatesta
- assetto posteriore che tende a variare nelle curve percorse a velocità sostenuta, per via delle sospensioni a semiassi oscillanti
Dal Brasile al mondo: storia produttiva e mercato dell'usato
Nato nel 1993, il modello ha attraversato oltre due decenni di produzione continua, contribuendo in modo significativo agli oltre 1.500 esemplari complessivamente realizzati dal marchio Chamonix nella sua storia, con vendite orientate anche verso Stati Uniti, Giappone ed Europa. Una versione da competizione è stata allestita nel 1999, mentre una nuova generazione, denominata Speedster 356 NG, ha aggiornato meccanica e dettagli tra il 2011 e il 2013 mantenendo l'impostazione stilistica originale.
Dal 2019 la costruzione del modello è proseguita a Campinas per mano di Athos Cars, che ne cura oggi la produzione artigianale. Per chi valuta l'acquisto di un esemplare usato, gli aspetti su cui concentrare l'attenzione restano quelli tipici delle tribute car: condizioni della carrozzeria in vetroresina, stato del telaio tubolare e regolare manutenzione della meccanica Volkswagen, componente che resta comunque relativamente semplice da reperire e riparare.