Un tributo su misura alla Porsche 356
La Chamonix Roadster nasce come reinterpretazione fedele delle linee della Porsche 356 degli anni '50, uno dei modelli più amati e replicati nella storia dell'automobile. La carrozzeria è realizzata interamente a mano in plastica rinforzata con fibra di vetro, con la tecnica dell'hand laid up, che prevede la sovrapposizione manuale di più strati di tessuto per garantire rigidità e finiture curate.
Il tutto poggia su un telaio tubolare proprietario in tubi da 3 pollici con spessore di 3 mm, pensato per offrire una struttura leggera ma solida, coerente con la filosofia artigianale del marchio brasiliano.
Motorizzazioni attuali
1.6 doppio carburatore 62 CV oppure 1.9 a iniezione 115 CV
Motore, cambio e prestazioni
La gamma motori della Roadster attuale, prodotta da Athos Cars, si basa su meccanica Volkswagen e propone due alternative:
- 1.6 litri a doppio carburatore, da 62 CV, con accelerazione 0-100 km/h in circa 9,5 secondi
- 1.9 litri a iniezione, da 115 CV, che riduce lo scatto da 0 a 100 km/h a circa 8 secondi
La trasmissione è manuale a 4 marce. Il peso contenuto, attorno ai 680 kg, contribuisce a un rapporto peso/potenza favorevole rispetto a vetture di pari cilindrata più pesanti.
Garanzia
1 anno o 30.000 km, quale dei due si verifichi prima
Interni e personalizzazione
La dotazione di serie comprende sedili in pelle reclinabili, capote convertibile in tessuto, cinture di sicurezza a tre punti e moquette interna. Il costruttore offre inoltre un ampio catalogo di personalizzazioni su richiesta, tra cui volante sportivo Nardi, cerchi dedicati e impianti audio, per rendere ogni esemplare pressoché unico.
Una storia fatta di alti e bassi
Il percorso della Roadster riflette le vicende del marchio Chamonix nel suo complesso. Fino al 2010 l'azienda, fondata nel 1987, esportava la quasi totalità della produzione verso mercati come Stati Uniti e Giappone; la crisi economica internazionale di quegli anni portò alla sospensione delle attività.
Dal 2011 il progetto è stato rilanciato con una meccanica rinnovata, per poi passare nel 2019 sotto il controllo di Athos Cars, che ne prosegue oggi la produzione artigianale mantenendo lo spirito originario della tribute car brasiliana.