Dalle origini al Carver One
Il progetto che darà vita a Carver parte da un'esigenza precisa: costruire un veicolo stretto e agile come una moto, ma protetto e stabile come un'automobile. Il primo concept a tre ruote con ruote posteriori ravvicinate viene mostrato al pubblico nel 1993, mentre l'anno seguente il team mette a punto il sistema di controllo dinamico che permetterà al veicolo di inclinarsi automaticamente nelle curve.
- Sistema Dynamic Vehicle Control (DVC) brevettato a livello internazionale nel 1995
- Omologazione stradale ottenuta dall'ente olandese RDW nel 1997
- Riconoscimento come "Invenzione dell'anno" nello stesso periodo
Nei primi anni Duemila arriva una piccola serie limitata firmata Vandenbrink, circa 24 esemplari, seguita dal lancio ufficiale del Carver One, presentato al Salone di Ginevra e consegnato ai primi clienti a partire dal 2007.
La tecnologia Dynamic Vehicle Control
Il cuore dell'identità Carver è il sistema DVC, un meccanismo idraulico che regola in tempo reale l'angolo di inclinazione della cabina in funzione della velocità e delle forze laterali generate in curva. Il risultato è un veicolo che, come una moto, si piega dalla parte interna della curva per contrastare la forza centrifuga, ma che a differenza di una moto offre un abitacolo chiuso, cinture di sicurezza e una struttura portante in acciaio.
Sul Carver One l'inclinazione poteva raggiungere i 45 gradi, un valore che ha permesso al veicolo di affrontare percorsi curvilinei con un comportamento dinamico molto vicino a quello di una due ruote sportiva, pur mantenendo l'assetto e la percezione di sicurezza tipiche di una vettura.
Dal Carver One alla svolta elettrica
Il Carver One a benzina, spinto da un quattro cilindri turbocompresso da 660 cc abbinato a un cambio a cinque marce, restò in produzione solo per un breve periodo: nel giugno 2009 la Carver Europe dichiarò fallimento, penalizzata da una domanda insufficiente rispetto al prezzo di listino elevato. L'attività proseguì in forma ridotta come Carver Technology, concentrandosi principalmente sulla concessione in licenza della tecnologia DVC.
La rinascita del marchio avviene sul finire degli anni 2010, quando il progetto viene riconvertito verso la propulsione elettrica: nel 2019 viene annunciata la nuova generazione di veicoli a batteria, pensata espressamente per la mobilità urbana a zero emissioni, con l'apertura di un sito produttivo a Leeuwarden.
La nuova proprietà e il rilancio annunciato
Anche il capitolo elettrico ha incontrato difficoltà industriali, culminate in una nuova procedura fallimentare nel luglio 2024. I diritti di produzione e la proprietà intellettuale legata alla tecnologia DVC sono stati successivamente rilevati dalla società belga KERV Automotive, mentre la danese LYNX ApS ha assunto la responsabilità operativa del rilancio del marchio, garantendo nel frattempo assistenza e ricambi ai proprietari dei veicoli già in circolazione in Europa.
Il piano attuale prevede una nuova fase produttiva con partnership industriali tra Europa e Asia, all'insegna di un linguaggio che il nuovo team descrive come ispirato al design scandinavo, unito alla vocazione originaria del marchio per la mobilità sostenibile e la lotta alla congestione urbana.