Scheda modello

Buick Roadmaster

La Buick Roadmaster è stata per decenni l'ammiraglia del marchio di Flint, prodotta in tre epoche distinte tra il 1936 e il 1996: prima come lussuosa berlina a otto cilindri, poi come grande wagon spinta dal V8 derivato dalla Corvette, fino a diventare una delle ultime grandi station wagon americane a trazione posteriore.

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Perché sì

  • Comfort di marcia e silenziosità da vera ammiraglia americana in ogni epoca della sua produzione
  • Nell'ultima serie (1994-1996) il V8 LT1 5.7 derivato dalla Corvette offre prestazioni brillanti ed è noto per superare senza problemi le 300.000 miglia
  • Abitacolo enorme, con la Estate Wagon capace di ospitare fino a nove persone su tre file di sedili
  • Capacità di traino elevata se equipaggiata con il pacchetto rimorchio dedicato, sospensione pneumatica autolivellante e differenziale a slittamento limitato
  • Meccanica semplice e robusta, oggi apprezzata sul mercato dell'usato americano per la manutenzione economica

Da valutare

  • Carrozzeria soggetta a ruggine, in particolare sui pannelli posteriori e sui passaruota
  • Sulle wagon i finestrini panoramici sul tetto tendono a perdere, con conseguente appannamento dell'abitacolo
  • Sulle versioni con sospensione pneumatica il compressore è un punto debole noto
  • Velocità massima limitata elettronicamente a 108 mph (174 km/h) nonostante la base meccanica derivata dalla Corvette
  • Consumi elevati, tipici di un V8 aspirato di grande cilindrata di inizio anni '90

In sintesi

Segmento
Berlina e station wagon full-size di lusso
Carrozzeria
Berlina 4 porte, coupé, cabriolet, station wagon a seconda dell'epoca
Anni di produzione
1936-1942, 1946-1958, 1991-1996
Motore ultima serie
V8 LT1 5.7 litri a iniezione sequenziale
Potenza massima
260 CV (1994-1996)
Trazione
Posteriore
Passo (1991-1996)
2.944 mm
Lunghezza wagon (1991-1996)
5.524 mm

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Il nome Roadmaster compare per la prima volta nel 1936, quando Buick decide di affiancare una denominazione a ogni modello della gamma per sottolineare i progressi tecnici rispetto all'anno precedente. Nasce così, sulla piattaforma C-body condivisa con Cadillac e Oldsmobile, la Serie 80: una berlina a otto cilindri in linea da 5,2 litri che in pochi anni diventa il vertice dell'offerta Buick. Tra il 1946 e il 1957 la Roadmaster è la vera ammiraglia del marchio, protagonista di innovazioni come il cambio automatico Dynaflow del 1948, tra i primi al mondo dotati di convertitore di coppia, e dei celebri VentiPorts, le quattro feritoie decorative sui parafanghi anteriori introdotte nel 1949. Nel 1958, dopo un'ultima annata con il V8 Nailhead da 364 pollici cubici e 300 CV, il nome viene accantonato in favore della Electra 225. Dopo 33 anni di assenza, la sigla Roadmaster torna nel 1991 su una grande berlina e su una station wagon a passo lungo costruite sulla piattaforma B-body General Motors, la stessa di Chevrolet Caprice, Cadillac Fleetwood e Oldsmobile Custom Cruiser: sarà questa l'ultima generazione, prodotta fino al dicembre 1996.

Le origini: la Serie 80 e la nascita di un nome (1936-1942)

La Roadmaster debutta nel 1936 come Serie 80, al vertice della gamma Buick dell'epoca. Monta un otto cilindri in linea Fireball da 5,2 litri e viene costruita sulla piattaforma C-body, condivisa con la Cadillac Series 65 e, dal 1940, con la Oldsmobile 98.

La produzione prosegue con aggiornamenti annuali fino al 1942, quando lo scoppio della Seconda guerra mondiale interrompe la produzione automobilistica civile negli Stati Uniti.

Motore ultima serie

V8 LT1 5.7 litri a iniezione sequenziale

L'epoca d'oro: il flagship Buick del dopoguerra (1946-1958)

Terminato il conflitto, la Roadmaster torna in produzione nel 1946 e per oltre un decennio rappresenta il modello di punta di Buick. Sono gli anni delle innovazioni più celebri del marchio:

  • il cambio automatico Dynaflow, introdotto nel 1948, tra i primi al mondo con convertitore di coppia;
  • i VentiPorts, le quattro feritoie decorative sui parafanghi anteriori apparse nel 1949, ancora oggi elemento distintivo del design Buick;
  • il passaggio, nel 1953, al V8 Nailhead da 5,3 litri, in occasione del cinquantesimo anniversario del marchio.

L'ultima Roadmaster di questa generazione, nel 1957-1958, monta un V8 da 364 pollici cubici (6,0 litri) e 300 CV. Nel 1959 il nome viene sostituito da Electra 225 nel listino Buick.

Potenza massima

260 CV (1994-1996)

Il ritorno degli anni '90: l'ultima wagon V8 a trazione posteriore (1991-1996)

Dopo 33 anni di assenza, il nome Roadmaster torna nel 1991 su una berlina e su una station wagon Estate a passo lungo, costruite sulla piattaforma B-body General Motors condivisa con Chevrolet Caprice, Cadillac Fleetwood e Oldsmobile Custom Cruiser.

La motorizzazione evolve rapidamente: al V8 5,0 litri da 170 CV del 1991 segue, nel 1992-1993, un V8 5,7 litri da 180 CV. Dal 1994 al 1996 arriva la versione più interessante, con il V8 LT1 5,7 litri a iniezione sequenziale derivato dalla Chevrolet Corvette C4, da 260 CV e circa 447 Nm di coppia, abbinato dal 1994 al nuovo cambio automatico elettronico a quattro rapporti 4L60E.

La Estate Wagon può ospitare fino a nove persone grazie alla terza fila di sedili rivolta all'indietro, removibile per aumentare il vano di carico, e può trainare fino a diverse tonnellate se equipaggiata con il pacchetto rimorchio dedicato.

Anni di produzione

1936-1942, 1946-1958, 1991-1996

Affidabilità, difetti noti e mercato dell'usato

Il motore LT1 dell'ultima generazione gode di buona reputazione meccanica: non è raro incontrare esemplari che superano le 300.000 miglia senza interventi importanti al propulsore.

I punti deboli riguardano più la carrozzeria e alcuni componenti di contorno:

  • ruggine sui pannelli posteriori e sui passaruota;
  • infiltrazioni dai finestrini panoramici sul tetto delle wagon, con appannamento dell'abitacolo;
  • compressore della sospensione pneumatica soggetto a usura sulle versioni che la montano;
  • possibili perdite dal ponte posteriore.

Negli ultimi anni la Roadmaster, come la sorella Chevrolet Caprice, ha conosciuto una rinnovata popolarità presso gli appassionati americani, complice lo stile essenziale, il V8 semplice da mantenere e prezzi d'acquisto ancora relativamente accessibili.

Le generazioni della Roadmaster

  • 1936-1942 — Le origini — Debutto del nome Roadmaster sulla Serie 80, berlina di vertice della gamma Buick con otto cilindri in linea da 5,2 litri, costruita sulla piattaforma C-body condivisa con Cadillac e, dal 1940, con Oldsmobile 98. Produzione interrotta nel 1942 per l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale.
  • 1946-1958 — L'epoca d'oro — Ripresa della produzione nel dopoguerra e ruolo di ammiraglia Buick fino al 1957. Introduce il cambio automatico Dynaflow (1948), i VentiPorts (1949) e, dal 1953, il V8 Nailhead. L'ultima annata, 1957-1958, monta un V8 da 6,0 litri e 300 CV prima che il nome venga sostituito da Electra 225.
  • 1991-1996 — Il ritorno — Rilancio del nome dopo 33 anni di assenza su berlina e station wagon Estate a trazione posteriore, piattaforma B-body General Motors condivisa con Chevrolet Caprice, Cadillac Fleetwood e Oldsmobile Custom Cruiser. Dal 1994 monta il V8 LT1 5,7 litri da 260 CV derivato dalla Corvette. Produzione terminata il 13 dicembre 1996.

Domande frequenti sulla Roadmaster

Perché la Buick Roadmaster si chiama così?

Il nome nasce nel 1936, quando Buick introduce una denominazione per ogni modello della gamma per evidenziare i progressi tecnici rispetto all'anno precedente. Roadmaster viene scelto per il modello di vertice, la Serie 80.

Quali sono le generazioni della Buick Roadmaster?

Il modello è stato prodotto in tre epoche distinte: dal 1936 al 1942, dal 1946 al 1958 come ammiraglia Buick del dopoguerra, e infine dal 1991 al 1996 come grande berlina e station wagon a trazione posteriore.

Che motore montava l'ultima Buick Roadmaster?

Tra il 1994 e il 1996 la Roadmaster montava il V8 LT1 da 5,7 litri a iniezione sequenziale, derivato da quello della Chevrolet Corvette C4, da 260 CV e circa 447 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico elettronico a quattro rapporti.

La Buick Roadmaster è affidabile?

Le versioni con motore LT1 godono di buona fama di affidabilità meccanica, con propulsori capaci di superare le 300.000 miglia senza revisioni importanti. I punti deboli riguardano più la carrozzeria, soggetta a ruggine, e alcuni componenti come il compressore delle sospensioni pneumatiche.

Quando è terminata la produzione della Buick Roadmaster?

L'ultimo esemplare è uscito dallo stabilimento di Arlington, in Texas, il 13 dicembre 1996: la fine della produzione ha segnato anche la scomparsa, per diversi anni, delle grandi station wagon full-size americane a trazione posteriore.

Quante Buick Roadmaster sono disponibili su Carzaa?

Su Carzaa sono disponibili 2 Buick Roadmaster, pubblicate esclusivamente da concessionari professionali verificati.

Quanto costa una Buick Roadmaster su Carzaa?

Le Buick Roadmaster su Carzaa partono da 38.000 €, con un prezzo medio di 42.500 €. Il prezzo varia in base a versione, anno, chilometraggio e allestimento.

Chi vende Buick Roadmaster su Carzaa?

1 concessionario professionale verificato pubblica Buick Roadmaster su Carzaa: i privati non possono inserire annunci e sui dealer premium è disponibile il report Carfax.

Fonti

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