Dalla Electra alla Park Avenue: la nascita del nome
Il nome Park Avenue debutta nel 1975 come semplice pacchetto estetico opzionale per la Buick Electra 225 Limited, richiamando nel nome il celebre viale newyorkese simbolo di eleganza borghese. Nel 1978 diventa un allestimento di punta della Electra stessa, per poi trasformarsi in un modello indipendente a partire dal model year 1991, quando la Electra esce di produzione.
La prima generazione, realizzata inizialmente a Wentzville, nel Missouri, e successivamente a Flint, in Michigan, conta oltre 410.000 esemplari costruiti fino al 1996 e supera fin da subito le previsioni di vendita iniziali, fissate attorno alle 100.000 unità l'anno.
Motorizzazioni
V6 3.8 litri aspirato o sovralimentato (USA); V6 2.8, 3.0 e 3.6 litri (Cina)
Motori e meccanica
Per tutta la produzione statunitense la Park Avenue si affida al collaudato V6 3.8 litri di General Motors, disponibile in versione aspirata da circa 170 CV oppure, sulle declinazioni Ultra, in versione sovralimentata da compressore volumetrico con potenze comprese tra 205 e 240 CV a seconda dell'annata. Il cambio è un automatico a 4 rapporti, identificato come 4T60-E sulla prima generazione e come 4T65-E sulla seconda, quest'ultimo generalmente ritenuto più solido del precedente.
La terza generazione, pensata esclusivamente per il mercato cinese e costruita da SAIC-GM a Shanghai, abbandona lo schema a trazione anteriore per adottare l'architettura a trazione posteriore Zeta di origine australiana, condivisa con la Holden Caprice. In questa veste monta motori V6 da 2,8, 3,0 e 3,6 litri, con potenze che arrivano fino a circa 251 CV, abbinati a cambi automatici a 5 o 6 rapporti.
Anni di produzione
1991-2005 (USA), 2007-2012 (Cina)
Comfort, sospensioni e dotazioni
Coerente con la vocazione di berlina da rappresentanza a ruote anteriori motrici, la Park Avenue punta tutto sul comfort di marcia. La prima generazione introduce il sistema di sospensioni DynaRide con ammortizzatori a valvole differenziate e un controllo automatico del livello posteriore, gestito da un compressore che regola l'altezza da terra per mantenere l'assetto costante a pieno carico.
Gli interni propongono sedili ampi in tessuto o pelle, finiture cromate o in radica e, sulla versione Ultra introdotta a fine anni Ottanta, sedili anteriori elettrici multiregolazione a 20 posizioni prodotti da Lear Siegler, oltre a una dotazione tecnologica di alto livello per l'epoca.
Affidabilità e mercato dell'usato
Il V6 3.8 litri di General Motors gode di ottima reputazione tra gli appassionati americani, tanto da essere stato inserito tra i migliori dieci motori del ventesimo secolo in una classifica di settore. Le criticità più ricorrenti riguardano piuttosto il resto della meccanica: sulla prima generazione il cambio automatico 4T60-E, specialmente abbinato alle versioni Ultra sovralimentate, ha mostrato una affidabilità non sempre all'altezza, problema in gran parte risolto con l'arrivo del 4T65-E sulla seconda serie.
- Le guarnizioni del collettore di aspirazione inferiore possono rompersi con l'età, con sintomi simili a una guarnizione della testata compromessa
- Il compressore volumetrico delle versioni Ultra necessita di cambi periodici dell'olio dedicato, circa ogni 50.000 miglia, per non usurare i cuscinetti interni
- In Europa e in Italia il modello resta comunque una rarità, essendo stato importato ufficialmente da General Motors solo dal 1991 al 1996

