Una berlina nata per essere l'ammiraglia di Bugatti
La EB 112 viene concepita come la versione a quattro porte e quattro posti dell'universo sportivo della EB 110, con l'obiettivo di offrire prestazioni da gran turismo in una carrozzeria elegante e spaziosa. Il progetto avrebbe dovuto rappresentare il vertice della gamma Bugatti degli anni '90, capace di competere con le grandi berline di lusso europee unendo comfort, raffinatezza degli interni e un'anima sportiva marcata.
La crisi finanziaria che colpisce Bugatti Automobili S.p.A. porta però al fallimento nel 1995, proprio mentre il progetto era ancora in fase di sviluppo, impedendo così l'avvio di una vera produzione in serie.
Motore
V12 aspirato 6.0 litri, 60 valvole
La firma di Giorgetto Giugiaro
Il disegno della EB 112 porta la firma di Giorgetto Giugiaro e del suo Italdesign, che guardano alle Bugatti degli anni '30 per trovare ispirazione, in particolare alla leggendaria Type 57 SC Atlantic e ad altri modelli storici della casa come la Type 57 Galibier.
- Una costolatura longitudinale che corre dal cofano fino al lunotto posteriore, richiamo diretto alle linee delle Bugatti d'anteguerra
- Una calandra dal profilo arcuato, che anni dopo ritroveremo reinterpretata sul frontale della Veyron
- Un abitacolo rifinito in pelle e legno di noce, con dotazioni allora all'avanguardia come un sistema video con monitor dedicato al passeggero
Proprio per questo la EB 112 viene ricordata ancora oggi come una sorta di antenato stilistico delle moderne hypercar Bugatti.
Potenza
460 CV a 6.300 giri/min
Meccanica: V12 aspirato e trazione integrale
Sotto la carrozzeria interamente in alluminio si nasconde una monoscocca in fibra di carbonio derivata da quella della EB 110, su cui viene montato un motore V12 aspirato da 6.0 litri con testate a cinque valvole per cilindro, per un totale di 60 valvole. Una scelta che si differenzia nettamente dal V12 sovralimentato quadri-turbo della EB 110, puntando invece su erogazione lineare ed elasticità.
Il propulsore è posizionato in posizione centrale-anteriore, all'interno del passo e non a sbalzo sull'asse, proprio per ottimizzare la distribuzione dei pesi tra i due assi. La potenza viene scaricata a terra tramite una trazione integrale permanente con ripartizione sbilanciata verso il retrotreno, abbinata a un cambio manuale a sei rapporti.
Velocità massima
300 km/h (dichiarata)
Solo tre esemplari: un'ammiraglia da collezione
Del progetto originale viene realizzato un solo prototipo, mostrato al pubblico di Ginevra nel 1993. Dopo il fallimento di Bugatti Automobili, l'imprenditore monegasco Gildo Pallanca Pastor acquista parte del patrimonio tecnico della casa, compresi i componenti di altre due vetture rimaste incompiute. Attraverso la sua azienda Monaco Racing Team, le fa completare nel 1998, portando così a tre il totale delle EB 112 esistenti al mondo.
Proprio per la loro estrema rarità, questi esemplari sono oggi ambitissimi dai collezionisti di auto d'epoca: una delle tre vetture è passata all'asta nel 2026 attirando l'attenzione delle principali case di aste internazionali, a conferma di come un progetto mai entrato in produzione sia diventato con il tempo un pezzo di storia del marchio.









