Il ritorno di Bugatti e la nascita della EB110
La EB110 non è soltanto un'auto: è il simbolo di un tentativo di far rinascere un marchio spento da decenni. Romano Artioli investe risorse ingenti per costruire da zero uno stabilimento moderno a Campogalliano, pensato per produrre una supercar capace di competere con le migliori del mondo. Il progetto tecnico parte dalle mani di Paolo Stanzani e si perfeziona con l'ingresso di Nicola Materazzi e Mauro Forghieri, mentre la linea, abbozzata da Marcello Gandini, viene definita da Giampaolo Benedini.
Il nome scelto, EB110, richiama le iniziali di Ettore Bugatti e il traguardo dei 110 anni dalla sua nascita, celebrato con la presentazione ufficiale del settembre 1991 tra Parigi e Molsheim.
Motore
V12 3.500 cc quadriturbo
Le versioni: GT e Super Sport
La gamma EB110 si articola principalmente in due varianti stradali.
- EB110 GT: la versione di base, con 560 CV a 8.000 giri, coppia di 608 Nm, accelerazione 0-100 km/h in 3,5 secondi e velocità massima di 342 km/h.
- EB110 SS (Super Sport): alleggerita di circa 150 kg rispetto alla GT, sviluppa 610-612 CV a 8.250 giri, con 0-100 km/h in circa 3,3 secondi e una velocità massima di 351 km/h, tra le più alte mai raggiunte da un'auto di serie in quegli anni.
A queste si affiancano capitoli più rari: un unico esemplare da competizione, la EB110 SS Le Mans del 1994, realizzato per la classe GT1 e ritirato dopo oltre 23 ore di gara per la rottura di un turbocompressore, e la EB110 IMSA, impegnata nel campionato nordamericano tra il 1995 e il 1996.
Potenza
560 CV (GT) - 612 CV (SS)
Motore e meccanica
Il cuore della EB110 è un V12 a 60 gradi di 3.500 cc, con monoblocco in lega di alluminio e magnesio, teste in alluminio e titanio, doppio albero a camme per bancata e cinque valvole per cilindro. La sovralimentazione affidata a quattro turbocompressori consente di raggiungere potenze fino a 612 CV, gestite da un cambio manuale a sei rapporti e da una trazione integrale permanente con tre differenziali, che ripartisce la coppia con una prevalenza sull'asse posteriore.
L'elemento più rivoluzionario resta però il telaio: una monoscocca in fibra di carbonio realizzata con la collaborazione dell'azienda aerospaziale francese Aérospatiale, che rende la EB110 la prima vettura di serie al mondo a montare questa tecnologia costruttiva, mutuata direttamente dall'aeronautica.
Velocità massima
Fino a 351 km/h (SS)
Record e curiosità
La EB110 è protagonista di alcuni primati che ne hanno consolidato la fama. Un esemplare GT modificato per funzionare a metano, con potenza portata a 650 CV, stabilì sul circuito di Nardò il record mondiale di velocità per vetture di serie alimentate a gas naturale, con 344,7 km/h alla guida del collaudatore Loris Bicocchi. Una EB110 SS fu inoltre protagonista di un record di velocità su ghiaccio, con 296,3 km/h raggiunti sul mare ghiacciato vicino a Oulu, in Finlandia, guidata da Gildo Pallanca Pastor.
Tra gli aneddoti più noti, anche il campione di Formula 1 Michael Schumacher acquistò una EB110 SS nel 1994. Dopo il fallimento della Bugatti Automobili nel 1995, alcuni ex tecnici della casa, tra cui Nicola Materazzi, diedero vita alla B Engineering, che utilizzò telai in carbonio rimasti inutilizzati per sviluppare la Edonis, di cui furono però realizzati solo due prototipi.









