Scheda modello

Bugatti EB 110

La Bugatti EB 110 è la supercar che nel 1991 segnò il ritorno del marchio sotto la guida dell'imprenditore Romano Artioli, con un V12 quadriturbo a trazione integrale e la prima monoscocca in fibra di carbonio mai montata su un'auto di serie.

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Perché sì

  • Prima vettura di serie al mondo con monoscocca in fibra di carbonio, realizzata con la collaborazione dell'azienda aerospaziale Aérospatiale
  • V12 quadriturbo abbinato a trazione integrale permanente, per prestazioni estreme e grande stabilità di guida
  • Prestazioni ai vertici assoluti della sua epoca, con la Super Sport capace di superare i 350 km/h
  • Rarità e forte valore storico-collezionistico, con appena 128 esemplari costruiti
  • Ingegneria di altissimo livello, firmata da tecnici con esperienza Lamborghini e Ferrari

Da valutare

  • Meccanica estremamente complessa, con quattro turbocompressori e tre differenziali che richiedono manutenzione specialistica
  • Comfort di marcia sacrificato a favore delle prestazioni pure
  • Vita commerciale della casa costruttrice brevissima, con il fallimento del 1995 che ha reso più difficile l'assistenza dedicata negli anni successivi
  • Costi di acquisto e di gestione proibitivi, sia all'epoca sia oggi da collezione

In sintesi

Segmento
Supercar
Carrozzeria
Coupé 2 porte
Anni di produzione
1991-1995
Motore
V12 3.500 cc quadriturbo
Potenza
560 CV (GT) - 612 CV (SS)
Cambio
Manuale a 6 rapporti
Trazione
Integrale permanente
Velocità massima
Fino a 351 km/h (SS)
Telaio
Monoscocca in fibra di carbonio
Esemplari prodotti
128 (96 GT + 32 SS)

Nel 1987 l'imprenditore italiano Romano Artioli rileva il marchio Bugatti e decide di riportarlo a costruire automobili, affidando il progetto tecnico all'ingegnere Paolo Stanzani, già artefice di alcune Lamborghini di riferimento. Nasce così un nuovo stabilimento a Campogalliano, vicino Modena, inaugurato nel settembre 1990 e disegnato dall'architetto Giampaolo Benedini, che firma anche la revisione finale della carrozzeria proposta in prima battuta da Marcello Gandini. La vettura viene presentata ufficialmente tra Parigi e Molsheim il 14 e 15 settembre 1991, in coincidenza con il 110° anniversario della nascita di Ettore Bugatti: da qui il nome EB110. Nella fase finale dello sviluppo entrano anche gli ingegneri Nicola Materazzi, reduce dall'esperienza sulla Ferrari F40, e Mauro Forghieri. La produzione prosegue fino al 1995, quando Bugatti Automobili SpA fallisce, travolta dal crollo del mercato delle supercar dei primi anni '90 e da difficoltà finanziarie che portano i fornitori a sospendere le consegne già dal 1993.

Il ritorno di Bugatti e la nascita della EB110

La EB110 non è soltanto un'auto: è il simbolo di un tentativo di far rinascere un marchio spento da decenni. Romano Artioli investe risorse ingenti per costruire da zero uno stabilimento moderno a Campogalliano, pensato per produrre una supercar capace di competere con le migliori del mondo. Il progetto tecnico parte dalle mani di Paolo Stanzani e si perfeziona con l'ingresso di Nicola Materazzi e Mauro Forghieri, mentre la linea, abbozzata da Marcello Gandini, viene definita da Giampaolo Benedini.

Il nome scelto, EB110, richiama le iniziali di Ettore Bugatti e il traguardo dei 110 anni dalla sua nascita, celebrato con la presentazione ufficiale del settembre 1991 tra Parigi e Molsheim.

Motore

V12 3.500 cc quadriturbo

Le versioni: GT e Super Sport

La gamma EB110 si articola principalmente in due varianti stradali.

  • EB110 GT: la versione di base, con 560 CV a 8.000 giri, coppia di 608 Nm, accelerazione 0-100 km/h in 3,5 secondi e velocità massima di 342 km/h.
  • EB110 SS (Super Sport): alleggerita di circa 150 kg rispetto alla GT, sviluppa 610-612 CV a 8.250 giri, con 0-100 km/h in circa 3,3 secondi e una velocità massima di 351 km/h, tra le più alte mai raggiunte da un'auto di serie in quegli anni.

A queste si affiancano capitoli più rari: un unico esemplare da competizione, la EB110 SS Le Mans del 1994, realizzato per la classe GT1 e ritirato dopo oltre 23 ore di gara per la rottura di un turbocompressore, e la EB110 IMSA, impegnata nel campionato nordamericano tra il 1995 e il 1996.

Potenza

560 CV (GT) - 612 CV (SS)

Motore e meccanica

Il cuore della EB110 è un V12 a 60 gradi di 3.500 cc, con monoblocco in lega di alluminio e magnesio, teste in alluminio e titanio, doppio albero a camme per bancata e cinque valvole per cilindro. La sovralimentazione affidata a quattro turbocompressori consente di raggiungere potenze fino a 612 CV, gestite da un cambio manuale a sei rapporti e da una trazione integrale permanente con tre differenziali, che ripartisce la coppia con una prevalenza sull'asse posteriore.

L'elemento più rivoluzionario resta però il telaio: una monoscocca in fibra di carbonio realizzata con la collaborazione dell'azienda aerospaziale francese Aérospatiale, che rende la EB110 la prima vettura di serie al mondo a montare questa tecnologia costruttiva, mutuata direttamente dall'aeronautica.

Velocità massima

Fino a 351 km/h (SS)

Record e curiosità

La EB110 è protagonista di alcuni primati che ne hanno consolidato la fama. Un esemplare GT modificato per funzionare a metano, con potenza portata a 650 CV, stabilì sul circuito di Nardò il record mondiale di velocità per vetture di serie alimentate a gas naturale, con 344,7 km/h alla guida del collaudatore Loris Bicocchi. Una EB110 SS fu inoltre protagonista di un record di velocità su ghiaccio, con 296,3 km/h raggiunti sul mare ghiacciato vicino a Oulu, in Finlandia, guidata da Gildo Pallanca Pastor.

Tra gli aneddoti più noti, anche il campione di Formula 1 Michael Schumacher acquistò una EB110 SS nel 1994. Dopo il fallimento della Bugatti Automobili nel 1995, alcuni ex tecnici della casa, tra cui Nicola Materazzi, diedero vita alla B Engineering, che utilizzò telai in carbonio rimasti inutilizzati per sviluppare la Edonis, di cui furono però realizzati solo due prototipi.

Le generazioni della EB 110

5anni di storia

1991—19954 anni

EB110 GT

Versione di lancio della supercar, con V12 quadriturbo da 560 CV, trazione integrale e telaio monoscocca in fibra di carbonio.

1992—19953 anni

EB110 SS - Super Sport

Variante alleggerita e più potente, con circa 610-612 CV, pensata per prestazioni ancora più estreme e per il record di velocità di 351 km/h.

1995—19961 anno

EB110 IMSA

Versione da corsa impegnata nel campionato nordamericano IMSA, con partecipazione anche alla 24 Ore di Daytona.

Domande frequenti sulla EB 110

Quanti esemplari di Bugatti EB110 sono stati prodotti?

Secondo i dati ufficiali Bugatti, tra il 1991 e il 1995 nello stabilimento di Campogalliano furono costruiti 128 esemplari, di cui 96 EB110 GT e 32 EB110 SS.

Qual è la differenza tra EB110 GT ed EB110 SS?

La SS (Super Sport) è più leggera di circa 150 kg rispetto alla GT e sviluppa una potenza maggiore, circa 610-612 CV contro i 560 CV della GT, con prestazioni superiori sia in accelerazione che in velocità massima.

Chi ha progettato la Bugatti EB110?

Il progetto fu avviato dall'ingegnere Paolo Stanzani su iniziativa dell'imprenditore Romano Artioli, con lo sviluppo successivo affidato anche a Nicola Materazzi e Mauro Forghieri. Il design fu abbozzato da Marcello Gandini e definito da Giampaolo Benedini.

Perché la Bugatti Automobili SpA fallì nel 1995?

Il fallimento fu determinato dal crollo del mercato delle supercar nei primi anni '90 e da difficoltà finanziarie dell'azienda, che portarono i fornitori a sospendere le consegne già a partire dal 1993.

Qual è la velocità massima raggiunta da una Bugatti EB110?

La versione Super Sport raggiungeva una velocità massima di 351 km/h. Un esemplare modificato a metano stabilì inoltre il record mondiale per vetture a gas naturale con 344,7 km/h sul circuito di Nardò.

Fonti

EB 110 verificate

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