Dal Wrangler al pianale di carico
L'idea alla base del Brute Custom è semplice quanto radicale: prendere un Jeep Wrangler e allungarne il telaio fino a ricavare uno spazio di carico degno di un pickup, senza intaccare l'impianto meccanico e l'anima fuoristrada del mezzo di partenza.
- Sulla base TJ il telaio veniva esteso fino a 117 pollici complessivi, per ospitare un cassone in acciaio da 6 piedi
- Sulla base JK Unlimited l'allungamento avveniva tra gli assi (24 pollici) e sul retrotreno (16 pollici aggiuntivi)
- Il kit comprendeva estensioni del telaio, chiusura del vano cabina in acciaio, hardtop rimovibile e cassone già assemblato con sponda posteriore
Anni di produzione
2004/2007 - 2017 (cessata il 31 marzo 2017)
Motori e allestimenti
Nel corso della sua vita commerciale il Brute ha potuto contare su una gamma motoristica ampia, ereditata direttamente dal Wrangler donatore ma spesso rielaborata da AEV stessa.
- Il 4.0 litri sei cilindri in linea ha equipaggiato le prime conversioni su base TJ, apprezzato per la sua affidabilità
- Il Pentastar 3.6 V6 è diventato la motorizzazione di serie sulla generazione Double Cab JK
- Per chi cercava più prestazioni erano disponibili i V8 HEMI 5.7 litri e 6.4 litri 392, montati da AEV su specifica del cliente
- Sulla versione TJ era inoltre proposto il kit Highline, che rialzava i parafanghi di circa 3 pollici per ospitare pneumatici più grandi con un rialzo di assetto contenuto
La fine della produzione
Per anni il Brute ha rappresentato l'unica strada percorribile per chi voleva un pickup con l'anima del Wrangler, in un segmento dove AEV non aveva concorrenti diretti.
Il 31 marzo 2017 American Expedition Vehicles ha interrotto la produzione del Brute, proprio mentre Jeep si apprestava ad annunciare il proprio pickup di serie. La generazione Double Cab, nella sua configurazione più completa, partiva da 41.665 dollari senza contare il costo del veicolo donatore, ed è stata proposta anche in edizioni speciali come la collaborazione con il marchio outdoor Filson.