Scheda modello

BRITISH LEYLAND Mini Clubman

La Mini Clubman è la versione dal frontale squadrato con cui British Leyland, nel 1969, provò a modernizzare l'iconica utilitaria di Alec Issigonis, affiancandola alla Mini classica fino al 1980.

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Perché sì

  • Meccanica A-series semplice, robusta e ancora oggi facile da modificare
  • Strumentazione finalmente posizionata davanti al guidatore, più razionale della Mini classica
  • Maggiore accessibilità al vano motore rispetto alla Mini originale
  • Versione 1275 GT brillante nelle prestazioni e prima Mini con contagiri di serie
  • Buona reperibilità di ricambi grazie alla rete di specialisti del marchio

Da valutare

  • Meccanica e dinamica di guida pressoché identiche alla Mini classica, senza reali progressi
  • Muso allungato che penalizzava l'aerodinamica e, per i puristi, il fascino del design originale
  • Elevata propensione alla ruggine su longheroni, pianali, passaruota e tubi delle sospensioni Hydrolastic
  • Prezzo di listino superiore alla Mini standard a fronte di vantaggi oggettivi limitati
  • Accolta con freddezza dallo stesso Alec Issigonis, che la considerava un restyling superfluo

In sintesi

Segmento
Utilitaria compatta
Carrozzeria
Berlina 2 porte, Station Wagon Estate
Anni di produzione
1969-1980 (Estate fino al 1982)
Motorizzazioni
Benzina 998, 1098, 1275 cc
Potenza massima
59 CV (1275 GT)
Produzione totale
Circa 583.862 unità tra Clubman e 1275 GT
Designer
Roy Haynes
Erede
Austin Metro (1980)

Quando British Leyland si trovò a gestire l'eredità della Mini, decise di affiancare al progetto originale del 1959 una versione aggiornata capace di intercettare un pubblico più esigente. Nell'ottobre 1969 debuttò così la Clubman, disegnata dallo stilista Roy Haynes, arrivato in BMC/BL dopo un'esperienza in Ford. Il compito della nuova gamma era duplice: da un lato sostituire le eleganti ma costose Riley Elf e Wolseley Hornet, dall'altro rimpiazzare le station wagon Countryman e Traveller. Il risultato fu una Mini con un muso allungato di circa dieci centimetri e un frontale squadrato che riprendeva gli indicatori di direzione della Austin Maxi, abbinato a un abitacolo con strumentazione finalmente posizionata davanti al guidatore anziché al centro plancia. Sotto la carrozzeria aggiornata, però, la meccanica restava sostanzialmente quella della Mini di sempre, una scelta che non convinse tutti, a partire dallo stesso Issigonis.

Il restyling che divise i puristi

La Mini Clubman nacque dall'esigenza di British Leyland di dare un'immagine più moderna e razionale alla gamma Mini senza stravolgerne l'impianto tecnico. Lo stilista Roy Haynes disegnò un frontale squadrato e più lungo di circa dieci centimetri rispetto al muso tondeggiante originale, mutuando gli indicatori di direzione dalla Austin Maxi.

  • La Clubman berlina sostituì le versioni di lusso Riley Elf e Wolseley Hornet
  • La Clubman Estate prese il posto delle station wagon Countryman e Traveller
  • La linea posteriore, dal montante A in poi, restava quella della Mini classica

Motorizzazioni

Benzina 998, 1098, 1275 cc

Dalla berlina base alla 1275 GT

Al debutto la Clubman era offerta con il motore 998 cc da 38 CV, già utilizzato sulla Mini 1000. Nel 1975 si aggiunse il propulsore 1098 cc da 45 CV, mentre al vertice della gamma si posizionava la 1275 GT, spinta dal quattro cilindri 1275 cc da circa 59 CV.

La 1275 GT sostituì la Mini Cooper Mk II nel ruolo di versione sportiva e fu la prima Mini equipaggiata di serie con il contagiri, oltre a offrire freni a disco anteriori.

Potenza massima

59 CV (1275 GT)

Pregi, difetti e vita da classica oggi

Chi si avvicina oggi a una Clubman trova un'auto meccanicamente semplice da mantenere, grazie al robusto motore A-series e a una rete di specialisti che garantisce ricambi diffusi. Il punto debole resta la carrozzeria.

  • Ruggine su longheroni, pianali e fissaggi del serbatoio carburante
  • Corrosione dei tubi delle sospensioni Hydrolastic sui modelli fino al 1971
  • Usura dei sincronizzatori del cambio e dei giunti omocinetici
  • Impianto di raffreddamento tra i punti storicamente più delicati

Anni di produzione

1969-1980 (Estate fino al 1982)

Il tramonto della Clubman e l'arrivo della Metro

Nel 1980 British Leyland decise di interrompere la produzione della Clubman berlina e della 1275 GT, sostituite dalla nuova Austin Metro con carrozzeria a due volumi. La versione Estate sopravvisse ancora qualche tempo, fino al 1982, mentre la Mini dal frontale tondo, quella nata nel 1959, continuò la propria carriera commerciale per altri vent'anni.

Le generazioni della Mini Clubman

13anni di storia

1969—198011 anni

Clubman Saloon

Versione berlina con frontale squadrato disegnato da Roy Haynes, motorizzata inizialmente con il 998 cc e successivamente anche con il 1098 cc, pensata per sostituire le Riley Elf e Wolseley Hornet.

1969—198213 anni

Clubman Estate

Variante station wagon che raccolse l'eredità delle Countryman e Traveller, condividendo il frontale allungato della berlina e restando in listino anche dopo lo stop della Saloon.

1969—198011 anni

1275 GT

Versione sportiva di vertice con motore 1275 cc da circa 59 CV, freni a disco anteriori e primo contagiri di serie su una Mini, erede della Mini Cooper Mk II.

Domande frequenti sulla Mini Clubman

Che differenza c'è tra la Mini classica e la Mini Clubman?

La Clubman condivide la meccanica e l'abitabilità della Mini originale, ma si distingue per il frontale squadrato e più lungo disegnato da Roy Haynes, per la plancia con strumentazione davanti al guidatore e per un maggiore spazio nel vano motore.

Quali motori montava la Mini Clubman?

La gamma prevedeva inizialmente il 998 cc da 38 CV, poi affiancato dal 1098 cc da 45 CV; al vertice si collocava la versione sportiva 1275 GT con motore 1275 cc da circa 59 CV.

Cos'era la Mini 1275 GT?

Era la variante sportiva di punta della gamma Clubman, con motore 1275 cc, freni a disco anteriori e il primo contagiri montato di serie su una Mini, pensata come erede della Mini Cooper Mk II.

Quando finì la produzione della Mini Clubman?

La berlina Clubman e la 1275 GT uscirono di produzione nel 1980, sostituite dalla Austin Metro; la versione Estate proseguì fino al 1982, mentre la Mini classica dal frontale tondo continuò fino al 2000.

La Mini Clubman è un buon acquisto come auto d'epoca?

Meccanicamente è semplice ed economica da mantenere grazie al motore A-series e alla disponibilità di ricambi, ma va controllata con attenzione la carrozzeria, particolarmente esposta alla ruggine su longheroni, pianali e passaruota.

Fonti

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