Il debutto e il progetto Italdesign
La Zhonghua nasce come progetto ambizioso di Brilliance: dotare la Cina di una berlina di rappresentanza dal disegno internazionale, affidando lo stile a Italdesign Giugiaro anziché a un centro stile domestico. Presentata a fine 2000 e lanciata ufficialmente sul mercato cinese nell'agosto 2002, la vettura arriva in un momento particolare per l'industria locale: l'ingresso della Cina nel WTO, all'inizio del 2003, riduce sensibilmente i dazi sui componenti importati e rende più sostenibile costruire auto che uniscono meccanica straniera e design europeo.
La componentistica importata pesava per una quota rilevante sui costi complessivi del modello nei primi anni di produzione, segno di quanto la Zhonghua fosse ancora dipendente da fornitori e tecnologie non cinesi nonostante l'ambizione di presentarsi come vettura "nazionale".
Motorizzazioni
Benzina, da 1.8 a 2.4 litri
La spedizione, mai davvero decollata, in Europa
Forte di un listino molto competitivo, circa 18.000 euro, la versione da esportazione della Zhonghua, rinominata Brilliance BS6, viene proposta in Europa a partire dal 2006-2007 come alternativa low cost a berline come Ford Mondeo e Volkswagen Passat, prima in Belgio e poi in Germania tramite l'importatore HSO Motors.
Il progetto si scontra però quasi subito con la realtà dei crash test europei: nella prova organizzata dall'ADAC secondo protocolli Euro NCAP, la BS6 ottiene una sola stella su cinque, con la struttura dell'abitacolo giudicata troppo cedevole per garantire la sopravvivenza degli occupanti in un urto reale alla velocità di prova.
- Vendite complessive nell'Unione Europea di appena 502 unità tra il 2007 e il 2009, sommando BS6 e la sorella compatta BS4
- Solo 46 esemplari di BS6 venduti nel 2009, l'ultimo anno pieno di commercializzazione
- Fallimento dell'importatore HSO Motors nel novembre 2009, seguito dall'uscita definitiva dal mercato europeo entro l'inizio del 2010
Anni di produzione
2000/2002 - 2016 (Cina); 2007-2010 sul mercato europeo
Meccanica e motorizzazioni
Sotto la carrozzeria disegnata da Giugiaro, la Zhonghua utilizza propulsori a benzina derivati in parte dalla joint venture tra Brilliance e Mitsubishi a Shenyang, con cilindrate che nel corso della carriera del modello spaziano dal 1.8 al 2.4 litri, abbinate a cambi manuali a cinque marce. La trazione è anteriore su tutta la gamma.
A partire dall'accordo industriale siglato nel 2003 tra Brilliance e BMW per la produzione locale di modelli premium, il costruttore cinese ha potuto contare su un know-how tecnico più solido, che nelle versioni aggiornate della Zhonghua si è tradotto in miglioramenti su telaio e assetto rispetto alla vettura di lancio del 2002.
La famiglia Zhonghua
Attorno alla berlina originale, Brilliance ha costruito nel tempo un'intera famiglia di modelli con lo stesso nome ma design e posizionamento diversi. Nel 2006 arriva la Zhonghua Junjie, commercializzata in Europa come Brilliance BS4, una compatta firmata questa volta da Pininfarina; nello stesso anno debutta al salone di Pechino la Zhonghua M3, coupé sportiva sempre disegnata da Pininfarina e in seguito esportata con il nome Brilliance BC3.
La berlina originale, nel frattempo, prosegue la propria carriera in Cina con il nome Zunchi e, più avanti, come Brilliance M1, restando in produzione con aggiornamenti incrementali fino a circa il 2016, quando le vendite si sono ormai ridotte a poche centinaia di unità l'anno.