Le origini del pianale Job
Il Job entra nel catalogo BREMACH come telaio cabinato a basso profilo, pensato inizialmente per i servizi municipali e per gli usi commerciali leggeri. La prima variante a trazione integrale, chiamata Job X4, viene introdotta intorno al 1990, mentre la versione a trazione posteriore Job X2, più economica e destinata a un impiego meno gravoso, arriva sul mercato attorno al 2000.
Tra il 2001 e il 2002 la gamma riceve un aggiornamento meccanico con l'adozione del motore diesel Iveco 8140.43 da 2,8 litri e 105 CV, mentre nel 2006 il modello viene sottoposto a un restyling più marcato, con un nuovo frontale dal cofano arrotondato in plastica e fari a goccia, oltre alla possibilità di sospensioni pneumatiche integrali e a un turbodiesel di punta capace di raggiungere i 146 CV, con velocità di punta dichiarata fino a 125 km/h anche a pieno carico.
Motore
Diesel Iveco 2.8 TDI, 2.798 cc, 106 CV
Motori e meccanica
Il cuore del Job resta per gran parte della sua vita commerciale il quattro cilindri turbodiesel Iveco da 2.798 cc, proposto in diverse tarature: nella configurazione più diffusa eroga 106 CV (78 kW) a 3.600 giri e 250 Nm di coppia massima, abbinato a un cambio manuale a 5 marce nelle versioni a trazione posteriore e a 6 marce in quelle a trazione integrale.
- Trazione posteriore (Job X2): peso a vuoto attorno ai 1.750 kg, velocità massima di circa 125 km/h
- Trazione integrale (Job X4): peso a vuoto attorno ai 2.300 kg, velocità massima di circa 120 km/h, cambio a 6 rapporti
- Portata utile pensata per allestimenti da cantiere, con capacità di traino fino a 2.800 kg su entrambe le configurazioni
Nella versione Xtreme, orientata all'impiego più severo, il sistema di trazione integrale è inseribile e affiancato da riduttore e bloccaggio del differenziale, elementi che rendono il mezzo adatto a percorsi fuoristrada impegnativi e a impieghi come la protezione civile.
Anni di produzione
Dai primi anni '90 fino alla chiusura del marchio nel 2018
Le varianti: X2, X4 e Xtreme
La sigla Job racchiude in realtà una famiglia di allestimenti pensati per usi differenti. La Job X2 è la versione a trazione posteriore, più semplice e indicata per un impiego municipale o commerciale meno impegnativo. La Job X4 introduce la trazione integrale e un passo più lungo, risultando adatta anche a impieghi da cantiere più gravosi.
La Job Xtreme rappresenta la declinazione più orientata al fuoristrada estremo: nelle versioni allestite come ribaltabile, ad esempio, il mezzo unisce cassone trilaterale, cabina a tre posti e un apparato di trazione con riduttore e bloccaggi, caratteristiche che ne hanno favorito l'adozione anche da parte di enti e servizi di emergenza.
BREMACH Job oggi: mercato dell'usato e ricambi
Dopo anni di difficoltà finanziarie, BREMACH ha avviato una procedura fallimentare nel 2015, cedendo i diritti di produzione ad un'altra società, per poi essere dichiarata definitivamente fallita dalla Corte di Cassazione nel marzo 2018, con la chiusura dello stabilimento di Castenedolo, in provincia di Brescia, dove lavoravano circa trenta dipendenti.
Chi oggi cerca un BREMACH Job usato si muove quindi in una nicchia di mercato molto ristretta, fatta soprattutto di esemplari ex municipali o ex aziendali con alcune decine di migliaia di chilometri. Non esistendo più una rete ufficiale, la manutenzione e il reperimento dei ricambi passano attraverso rivenditori specializzati indipendenti, che negli anni hanno continuato a fornire componentistica originale o compatibile per l'intera gamma BREMACH, dal Job al T-Rex.
