Dal Salone di Berlino alla produzione in serie
La storia della Hansa 3500 comincia nel 1936, quando la Hansa-Lloyd und Goliath-Werke Borgward & Tecklenborg presenta al Salone dell'Automobile di Berlino il prototipo Hansa Privat, un'ammiraglia pensata per la clientela più esigente del mercato tedesco. Il successo dell'esposizione porta rapidamente all'avvio della produzione in serie, con la vettura ribattezzata Hansa 3500 Privat, nome che richiama direttamente la cilindrata del motore montato.
La casa di Brema, nata dalla fusione tra la storica Hansa-Lloyd e la Borgward & Co. di Carl Friedrich Wilhelm Borgward, punta su questo modello per affermarsi nella fascia alta del mercato, accanto ai motori di cilindrata inferiore già in gamma.
Motore
6 cilindri in linea, 3.485 cc
Motore e meccanica
Il cuore della Hansa 3500 è un sei cilindri in linea di 3.485 cm³, ottenuto da un alesaggio di 82 mm e una corsa di 100 mm, con rapporto di compressione 6:1 e alimentazione affidata a due carburatori Solex 35 BFH. La potenza dichiarata è di 90 CV a 3.600 giri/min, sufficiente a spingere la vettura fino a 125 km/h, un valore ragguardevole per un'ammiraglia di fine anni Trenta.
- Cambio manuale a 4 rapporti con leva al centro dell'abitacolo
- Trazione posteriore
- Freni idraulici su tutte e quattro le ruote
- Sospensioni a molle a balestra sia all'anteriore sia al posteriore
- Impianto di lubrificazione centralizzata dello chassis
Il rovescio della medaglia era rappresentato dai consumi, che si attestavano intorno ai 17 litri per 100 km, coerenti con la stazza e la cilindrata del propulsore.
Potenza massima
90 CV (66 kW) a 3.600 giri/min
Design e carrozzeria
La Hansa 3500 era proposta come berlina a quattro porte oppure come cabriolet a quattro porte, entrambe caratterizzate da portiere incernierate ai montanti centrali: quelle anteriori si aprivano verso il retro, quelle posteriori verso l'anteriore, secondo una soluzione diffusa all'epoca ma oggi considerata meno sicura.
Dal punto di vista stilistico la vettura adottava una linea aerodinamica con calandra del radiatore inclinata all'indietro, incorniciata da fari dalla forma affusolata, e parafanghi avvolgenti che si prolungavano verso la coda, in perfetto stile Streamline Moderne.
Velocità massima
125 km/h
La fine anticipata: il Piano Schell
La carriera della Hansa 3500 si interrompe già tra il 1938 e il 1939, dopo appena due o tre anni di commercializzazione. La causa non è commerciale ma normativa: il cosiddetto Piano Schell, il programma di razionalizzazione industriale voluto dal regime nazista per ridurre la frammentazione dei modelli automobilistici tedeschi, impone a ogni casa costruttrice di produrre un solo tipo di vettura pesante, con cilindrata compresa tra 2,0 e 3,0 litri.
Con il suo motore da 3,485 litri, la Hansa 3500 rimane esclusa da questo schema e la produzione viene interrotta, lasciando il posto ad altri modelli della gamma compatibili con i nuovi vincoli. Proprio per questa vita breve, oggi la Hansa 3500 è un'auto estremamente rara, sopravvissuta in pochissimi esemplari conservati da collezionisti e musei.