La nascita del marchio Borgward
La Hansa 2000 occupa un posto speciale nella storia della casa di Brema: fu la prima vettura a portare, sia pure in un primo momento accostato al nome Hansa, il cognome del suo fondatore.
- Il prototipo fu mostrato al pubblico nel febbraio 1937
- La produzione in serie iniziò pochi mesi dopo, tra il 1937 e il 1938
- Nel settembre 1937 Carl F. W. Borgward divenne unico proprietario dello stabilimento di Brema-Sebaldsbrück
- Nel 1939 il nome fu accorciato in Borgward 2000, segnando l'inizio del passaggio dal marchio Hansa a Borgward
Motore
6 cilindri in linea, 1.962-2.247 cc
Motore e meccanica
Il cuore della vettura era un sei cilindri in linea di 1.962 cc, capace di erogare 48 CV a 3.800 giri con un rapporto di compressione di 6:1, abbinato a un cambio manuale a quattro marce con sincronizzatori su seconda, terza e quarta e trazione posteriore.
Da ottobre 1939 il propulsore fu ingrandito a 2.247 cc (alesaggio 72 mm, corsa 92 mm), arrivando a 55 CV sempre a 3.800 giri: nasceva così la Borgward 2300, che sostituì la versione 2.0 litri e portò la velocità massima da 115 a 120 km/h.
Potenza
48-55 CV
Design e carrozzerie
Stilisticamente la Hansa 2000 si distingueva per i fari a forma di goccia, il cofano motore bipartito e una calandra arretrata priva del tradizionale predellino laterale, soluzioni che le conferivano un aspetto più moderno rispetto a molte concorrenti dell'epoca.
- Berlina a quattro porte con montanti centrali
- Cabriolet a quattro porte con portiere incernierate sul montante centrale
- Cabriolet a due porte con portiere incernierate posteriormente
Le dimensioni, con una lunghezza di 4.500 mm e un passo di 2.880 mm, la collocavano leggermente al di sotto della rivale Mercedes-Benz 230, coerentemente con il suo posizionamento come alternativa più accessibile.
Velocità massima
115-120 km/h
Mercato, eredità e fine produzione
Nonostante un posizionamento intelligente come alternativa più economica alla Mercedes-Benz 230, la Hansa 2000 e la successiva Borgward 2000 non riuscirono a conquistare grandi volumi di vendita: si stima che ne siano stati costruiti circa duemila esemplari in meno di due anni.
Il cambio di nome del 1939 non modificò questa tendenza, e la gamma proseguì nella sua ultima evoluzione, la Borgward 2300, fino al 1942, quando la produzione civile venne interrotta dalle esigenze della guerra. Resta comunque il modello che ha dato ufficialmente il via alla storia automobilistica del marchio Borgward.