Il debutto: la prima berlina tedesca del dopoguerra
Quando la Hansa 1500 venne mostrata al pubblico a Ginevra nel marzo 1949, la Germania automobilistica usciva ancora dalle macerie del conflitto. La vettura di Carl F. W. Borgward si presentò come un progetto completamente nuovo, non un adattamento di modelli prebellici, con una carrozzeria portante in acciaio priva di parafanghi sporgenti e un abitacolo che occupava per la prima volta l'intera larghezza del telaio.
La produzione partì a Brema-Sebaldsbrück il 13 ottobre 1949 e la vettura riscosse fin da subito un interesse notevole, sia per l'aspetto moderno sia per una dotazione di serie insolita per l'epoca, comprese le frecce di direzione lampeggianti al posto dei tradizionali indicatori a braccio.
Potenza
48 - 66 CV a seconda della versione
Motori e meccanica
Il cuore della Hansa 1500 era un quattro cilindri in linea da 1498 cm³ con distribuzione a valvole in testa, capace inizialmente di 48 CV a 4000 giri e di una velocità massima intorno ai 120-125 km/h. Dal 1950 la potenza salì a 52 CV a 4200 giri, mentre la variante sportiva 2+2, introdotta nello stesso anno con doppio carburatore e rapporto di compressione maggiorato, arrivava a 66 CV e toccava i 150 km/h.
Alla trazione posteriore era abbinato un cambio manuale, con la possibilità - non comune per una berlina europea dell'epoca - di optare per un cambio automatico. Le sospensioni erano indipendenti su tutte e quattro le ruote, con schema a ponte oscillante al retrotreno, e i freni erano idraulici su ogni ruota.
Velocità massima
120 - 150 km/h a seconda della versione
Le carrozzerie: dalla berlina al cabriolet Hebmüller
- Berlina a due o quattro porte, la versione più diffusa
- Familiare a tre porte
- Cabriolet cinque posti a due porte
- Cabriolet sportivo due posti, carrozzato dalla Hebmüller di Wülfrath fino al maggio 1952
- Rarissima Sport Coupé firmata Rometsch, realizzata in appena due esemplari su passo accorciato
Questa varietà di allestimenti permise alla Hansa 1500 di rivolgersi sia alla clientela borghese in cerca di una berlina spaziosa, sia a un pubblico più esigente attratto dalle versioni scoperte, tra le più ricercate oggi dai collezionisti.
Anni di produzione
1949 - 1954
La carriera sportiva: la Hansa 1500 RS
La base meccanica della Hansa 1500 diede origine anche a una versione da competizione, la 1500 RS, sviluppata a partire dalla vettura record INKA. Nel 1953 una Hansa 1500 RS conquistò il terzo posto assoluto alla 1000 km del Nürburgring, alle spalle di una Ferrari 4.5 litri e di una Jaguar, vincendo peraltro la propria classe.
Nel corso degli anni successivi le versioni da corsa evolsero fino a montare un quattro cilindri bialbero a iniezione diretta, capace di superare i 130 CV, prima che Borgward decidesse di abbandonare le competizioni ufficiali nel 1958.
La fine di un ciclo: dalla 1800 all'Isabella
Alla fine del 1952 la Hansa 1500 lasciò il posto alla Hansa 1800, che ne riprendeva l'impostazione generale con un motore più grande da 1758 cm³, disponibile anche in versione diesel da 42 CV. Il ciclo produttivo della famiglia Hansa si chiuse definitivamente nel 1954, quando l'intera gamma fu sostituita dalla Borgward Isabella, il modello che avrebbe consacrato il marchio di Brema nel decennio successivo.