Scheda modello

Bolloré Bluecar

La Bolloré Bluecar è la city car elettrica a 4 posti sviluppata dal gruppo bretone Bolloré insieme a Pininfarina, diventata celebre come protagonista del car sharing Autolib' di Parigi. Monta una batteria al litio-metallo-polimero abbinata a un supercondensatore, tecnologia proprietaria del gruppo, ed è stata prodotta dal 2011 al 2019.

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Perché sì

  • Batteria al litio-metallo-polimero abbinata a un supercondensatore, capace di sostenere accelerazioni e frenate rigenerative frequenti senza degradarsi rapidamente
  • Autonomia dichiarata elevata per l'epoca, fino a 250 km in ciclo urbano
  • Agilità e maneggevolezza tipiche di una city car, comode nel traffico cittadino
  • Design compatto firmato Pininfarina, riconoscibile fin dal debutto in Autolib'
  • Ha avvicinato all'auto elettrica un grandissimo numero di automobilisti grazie al car sharing

Da valutare

  • La batteria LMP deve restare collegata e mantenuta sopra i 60°C anche da ferma, generando consumi parassitari elevati se l'auto non è quasi sempre in carica
  • Qualità percepita degli interni modesta, con plastiche e finiture economiche
  • Rumorosità del gruppo propulsore e degli ausiliari durante la marcia
  • Nessuna ricarica rapida in corrente continua: i tempi di ricarica completa arrivano fino a 6-8 ore
  • Autonomia reale inferiore a quella dichiarata, in particolare a velocità sostenuta o fuori città

In sintesi

Segmento
City car elettrica
Carrozzeria
Berlina 3 porte, 4 posti (Bluesummer: 2 porte cabrio)
Anni di produzione
2011 - 2019
Motore
Elettrico, 50 kW (68 CV)
Coppia massima
250 Nm
Batteria
30 kWh litio-metallo-polimero (LMP) con supercondensatore, 300 kg
Autonomia dichiarata
250 km ciclo urbano / 150 km extraurbano
Velocità massima
130 km/h
Peso
1.120 kg
Prezzo di lancio
17.000 euro (12.000 euro con incentivi statali francesi), più noleggio batteria da 80 euro/mese

La storia della Bluecar comincia nel 2005, quando Bolloré presenta al Salone di Ginevra un primo prototipo di berlina elettrica costruito per dimostrare le potenzialità delle batterie al litio sviluppate dalla controllata Batscap. Nel 2008 il progetto si evolve nella concept Pininfarina B0, presentata al Salone di Parigi, frutto della joint venture tra Bolloré e la casa di design torinese. La crisi economica e la scomparsa di Andrea Pininfarina rallentano il programma, che viene poi rilanciato in forma autonoma da Bolloré: la Bluecar di serie debutta il 5 dicembre 2011 con le prime 250 unità messe in strada per il servizio di car sharing Autolib' a Parigi. Nei mesi successivi il modello arriva anche alla vendita e al noleggio per i privati, mentre la formula di sharing viene esportata in altre città francesi e all'estero. La produzione, inizialmente affidata a Cecomp a Bairo (Torino) e in seguito condivisa con lo stabilimento Alpine di Dieppe, si interrompe definitivamente nel 2019.

Dal prototipo di Ginevra alla Bluecar di serie

Il percorso della Bluecar nasce nel 2005 come dimostratore tecnologico delle batterie al litio sviluppate dal gruppo Bolloré, presentato al Salone di Ginevra. Tre anni dopo, la collaborazione con Pininfarina porta alla concept B0, mostrata al Salone di Parigi nel 2008 come possibile prodotto di serie da realizzare negli stabilimenti piemontesi della casa di design.

Il progetto originario viene però ridimensionato dalla crisi economica internazionale e dalla scomparsa di Andrea Pininfarina. Bolloré prosegue da sola lo sviluppo e nel dicembre 2011 presenta la Bluecar definitiva, una berlina compatta a 4 posti pensata fin dall'origine per l'uso in condivisione oltre che per la vendita privata.

Motore

Elettrico, 50 kW (68 CV)

Il ruolo centrale in Autolib' e nel car sharing elettrico

La Bluecar deve la sua notorietà soprattutto al servizio di car sharing Autolib', lanciato a Parigi il 5 dicembre 2011 con le prime 250 vetture disponibili nelle stazioni cittadine. Il parco auto cresce rapidamente, superando le 1.000 unità nella primavera del 2012 e arrivando a oltre 2.000 vetture in flotta pochi anni dopo, con milioni di noleggi complessivi in Île-de-France.

Il modello di business viene replicato in altre città francesi con marchi dedicati come Bluely a Lione e Bluecub a Bordeaux, e sperimentato anche all'estero, ad esempio con BlueIndy a Indianapolis, BlueSG a Singapore e Bluecity a Londra. Il servizio parigino Autolib' chiude però il 31 luglio 2018 dopo sette anni di attività, per problemi di sostenibilità economica: circa 4.000 vetture vengono ritirate dalle strade, in parte destinate alla rottamazione e in parte rivendute o redistribuite su altri servizi di sharing ancora attivi.

Autonomia dichiarata

250 km ciclo urbano / 150 km extraurbano

La tecnologia della batteria litio-metallo-polimero

La caratteristica più distintiva della Bluecar è la batteria da 30 kWh a tecnologia litio-metallo-polimero (LMP), sviluppata dalla controllata Bolloré Batscap e abbinata a un supercondensatore che assorbe i picchi di richiesta in accelerazione e in frenata rigenerativa. Questa soluzione, alternativa alle più diffuse celle agli ioni di litio, offriva secondo il costruttore una lunga durata utile, stimata fino a 200.000 km.

Il rovescio della medaglia è la necessità di mantenere la batteria a una temperatura di esercizio superiore ai 60°C anche quando l'auto è parcheggiata, con un consumo energetico continuo che la rende poco adatta a un utilizzo privato saltuario e più indicata per flotte sempre collegate alla rete, come quelle del car sharing.

Velocità massima

130 km/h

Motore, prestazioni e guida quotidiana

Il motore elettrico eroga 50 kW, pari a 68 CV, per una coppia massima di 250 Nm, sufficienti a garantire una buona reattività nel traffico urbano nonostante il peso di oltre 1.100 kg dovuto in gran parte alla batteria. La velocità massima è di 130 km/h e lo 0-60 km/h viene coperto in circa 6,3 secondi.

  • Tre modalità di guida selezionabili (Normal, Sport, Ice) per adattare risposta dell'acceleratore e trazione alle diverse condizioni
  • Ricarica tramite presa domestica o wallbox dedicata, con tempi compresi tra 4 e 8 ore per il pieno
  • Nessuna possibilità di ricarica rapida in corrente continua

Anni di produzione

2011 - 2019

Fine produzione e mercato dell'usato

La produzione della Bluecar si ferma nel 2019, quando Bolloré interrompe la collaborazione industriale legata allo stabilimento di Bairo, in Piemonte, con tre anni di anticipo rispetto agli accordi originari. Dopo la chiusura di Autolib' nel 2018, migliaia di esemplari vengono ritirati dal servizio parigino: circa un migliaio viene rimesso in strada nelle flotte di sharing di altre città, mentre gran parte del resto finisce sul mercato dell'usato attraverso operatori specializzati.

Oggi le Bluecar di seconda mano, provenienti soprattutto da ex flotte Autolib', si trovano principalmente in Francia a prezzi molto contenuti. Va tenuto presente che, non essendo più supportata da una rete di assistenza ufficiale del costruttore, l'affidabilità nel tempo della batteria LMP e la reperibilità dei ricambi restano le maggiori incognite per chi valuta l'acquisto.

Le generazioni della Bluecar

14anni di storia

2005—20105 anni

Prototipo e concept

Fase di sviluppo tecnologico avviata con il prototipo mostrato al Salone di Ginevra 2005 e proseguita con la concept Pininfarina B0 del 2008, poi ridimensionata dalla crisi economica e non giunta alla produzione nella forma originaria.

2011—20198 anni

Bluecar di serie

Versione definitiva a 3 porte e 4 posti, lanciata a dicembre 2011 con Autolib' a Parigi e successivamente proposta anche alla vendita e al noleggio privato in Francia, prodotta fino al 2019.

Domande frequenti sulla Bluecar

Quanto costava una Bolloré Bluecar da nuova?

Al lancio della vendita ai privati, nel 2013, il prezzo di listino era di circa 17.000 euro, riducibile a circa 12.000 euro grazie agli incentivi statali francesi dell'epoca. A questo si aggiungeva un canone mensile per il noleggio della batteria di circa 80 euro.

Che autonomia reale offre la Bluecar?

Il costruttore dichiarava fino a 250 km in ciclo urbano e 150 km in percorso extraurbano, ma nell'uso reale, specialmente a velocità più sostenute o in autostrada, l'autonomia effettiva risultava sensibilmente inferiore ai valori dichiarati.

Perché la Bluecar è stata scelta per il car sharing Autolib'?

Bolloré ha progettato la Bluecar fin dall'origine anche per un utilizzo in flotta sempre connessa alla rete elettrica, condizione ideale per la tecnologia della batteria LMP, che richiede di restare costantemente a temperatura di esercizio. Questo l'ha resa adatta al servizio Autolib', lanciato a Parigi nel dicembre 2011.

Perché la produzione della Bluecar è terminata?

La produzione si è fermata nel 2019, dopo la chiusura del servizio Autolib' nel 2018 per problemi di sostenibilità economica della gestione del car sharing, che ha reso non più conveniente per Bolloré proseguire la fabbricazione del modello.

Si trovano ancora Bluecar usate in vendita?

Sì, soprattutto in Francia, dove migliaia di esemplari provenienti dalle ex flotte Autolib' sono stati rivenduti a operatori specializzati e privati a prezzi contenuti, pur in assenza di una rete di assistenza ufficiale dedicata al modello.

Fonti

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