Dal prototipo di Ginevra alla Bluecar di serie
Il percorso della Bluecar nasce nel 2005 come dimostratore tecnologico delle batterie al litio sviluppate dal gruppo Bolloré, presentato al Salone di Ginevra. Tre anni dopo, la collaborazione con Pininfarina porta alla concept B0, mostrata al Salone di Parigi nel 2008 come possibile prodotto di serie da realizzare negli stabilimenti piemontesi della casa di design.
Il progetto originario viene però ridimensionato dalla crisi economica internazionale e dalla scomparsa di Andrea Pininfarina. Bolloré prosegue da sola lo sviluppo e nel dicembre 2011 presenta la Bluecar definitiva, una berlina compatta a 4 posti pensata fin dall'origine per l'uso in condivisione oltre che per la vendita privata.
Motore
Elettrico, 50 kW (68 CV)
Il ruolo centrale in Autolib' e nel car sharing elettrico
La Bluecar deve la sua notorietà soprattutto al servizio di car sharing Autolib', lanciato a Parigi il 5 dicembre 2011 con le prime 250 vetture disponibili nelle stazioni cittadine. Il parco auto cresce rapidamente, superando le 1.000 unità nella primavera del 2012 e arrivando a oltre 2.000 vetture in flotta pochi anni dopo, con milioni di noleggi complessivi in Île-de-France.
Il modello di business viene replicato in altre città francesi con marchi dedicati come Bluely a Lione e Bluecub a Bordeaux, e sperimentato anche all'estero, ad esempio con BlueIndy a Indianapolis, BlueSG a Singapore e Bluecity a Londra. Il servizio parigino Autolib' chiude però il 31 luglio 2018 dopo sette anni di attività, per problemi di sostenibilità economica: circa 4.000 vetture vengono ritirate dalle strade, in parte destinate alla rottamazione e in parte rivendute o redistribuite su altri servizi di sharing ancora attivi.
Autonomia dichiarata
250 km ciclo urbano / 150 km extraurbano
La tecnologia della batteria litio-metallo-polimero
La caratteristica più distintiva della Bluecar è la batteria da 30 kWh a tecnologia litio-metallo-polimero (LMP), sviluppata dalla controllata Bolloré Batscap e abbinata a un supercondensatore che assorbe i picchi di richiesta in accelerazione e in frenata rigenerativa. Questa soluzione, alternativa alle più diffuse celle agli ioni di litio, offriva secondo il costruttore una lunga durata utile, stimata fino a 200.000 km.
Il rovescio della medaglia è la necessità di mantenere la batteria a una temperatura di esercizio superiore ai 60°C anche quando l'auto è parcheggiata, con un consumo energetico continuo che la rende poco adatta a un utilizzo privato saltuario e più indicata per flotte sempre collegate alla rete, come quelle del car sharing.
Velocità massima
130 km/h
Motore, prestazioni e guida quotidiana
Il motore elettrico eroga 50 kW, pari a 68 CV, per una coppia massima di 250 Nm, sufficienti a garantire una buona reattività nel traffico urbano nonostante il peso di oltre 1.100 kg dovuto in gran parte alla batteria. La velocità massima è di 130 km/h e lo 0-60 km/h viene coperto in circa 6,3 secondi.
- Tre modalità di guida selezionabili (Normal, Sport, Ice) per adattare risposta dell'acceleratore e trazione alle diverse condizioni
- Ricarica tramite presa domestica o wallbox dedicata, con tempi compresi tra 4 e 8 ore per il pieno
- Nessuna possibilità di ricarica rapida in corrente continua
Anni di produzione
2011 - 2019
Fine produzione e mercato dell'usato
La produzione della Bluecar si ferma nel 2019, quando Bolloré interrompe la collaborazione industriale legata allo stabilimento di Bairo, in Piemonte, con tre anni di anticipo rispetto agli accordi originari. Dopo la chiusura di Autolib' nel 2018, migliaia di esemplari vengono ritirati dal servizio parigino: circa un migliaio viene rimesso in strada nelle flotte di sharing di altre città, mentre gran parte del resto finisce sul mercato dell'usato attraverso operatori specializzati.
Oggi le Bluecar di seconda mano, provenienti soprattutto da ex flotte Autolib', si trovano principalmente in Francia a prezzi molto contenuti. Va tenuto presente che, non essendo più supportata da una rete di assistenza ufficiale del costruttore, l'affidabilità nel tempo della batteria LMP e la reperibilità dei ricambi restano le maggiori incognite per chi valuta l'acquisto.