Dalle competizioni alla vocazione di costruttore
Il debutto alle corse arriva nel 1968, ma è nel decennio successivo che Alpina costruisce la propria reputazione sportiva, conquistando titoli nel campionato Turismo Europeo e imponendosi in gare di durata prestigiose grazie a piloti come Jacky Ickx, Niki Lauda e Hans Stuck.
- Fine anni '70: la scelta di abbandonare progressivamente le competizioni ufficiali per concentrarsi sulla produzione stradale
- 1978: debutto a listino delle prime vetture di serie, la B6 2.8 (derivata dalla 323i) e la B7 Turbo (derivata dalla 528i)
- 1983: riconoscimento ufficiale come costruttore automobilistico da parte delle autorità tedesche
- 1988: ritiro definitivo dalle competizioni ufficiali
Da preparatore a costruttore riconosciuto: un percorso che ha permesso ad Alpina di firmare vetture con targa e omologazione proprie, pur mantenendo un legame strettissimo con le linee di produzione BMW.
Una gamma parallela a quella BMW
Per decenni Alpina ha affiancato quasi ogni modello BMW con una propria interpretazione ad alte prestazioni, riconoscibile da una sigla precisa: la lettera B indica le versioni a benzina, la lettera D quelle diesel, mentre il numero richiama la serie BMW di riferimento.
- B7 Turbo (E12) e B10 Bi-Turbo (E34): tra le prime interpretazioni Alpina capaci di sfidare le supercar dell'epoca
- Serie B7: l'ammiraglia derivata dalla Serie 7, proposta lungo diverse generazioni
- B3, B5 e D3: le varianti Alpina delle BMW di segmento medio, tra le più diffuse
- XB7: la versione Alpina del SUV X7, con motore V8 biturbo tra i più potenti mai realizzati dal marchio
Elementi distintivi come i cerchi a 20 razze, la tonalità blu metallizzato dedicata e la targhetta numerata su ogni esemplare hanno reso le Alpina immediatamente riconoscibili rispetto alle BMW di serie.
L'ingresso nel Gruppo BMW e la nuova era del marchio
Il 10 marzo 2022 BMW annuncia l'acquisizione di Alpina, chiudendo di fatto la storia dell'azienda come casa indipendente. Dopo un periodo di transizione dedicato al supporto dei clienti storici e alla continuità dei servizi, dal 1° gennaio 2026 nasce ufficialmente BMW ALPINA come marchio autonomo all'interno del Gruppo BMW.
- Il nuovo marchio si posiziona in una fascia di lusso superiore a BMW e inferiore a Rolls-Royce, in una collocazione paragonabile a quella di Mercedes-Maybach
- Il nuovo logo mantiene due elementi storici, la farfalla del corpo farfallato e l'albero motore stilizzato, reinterpretati con linee più pulite e moderne
- A maggio 2026 è stata presentata la concept Vision ALPINA al Concorso d'Eleganza Villa d'Este, anticipazione della filosofia del marchio rinnovato
- La produzione futura è pensata in volumi limitati, con il primo modello di nuova generazione atteso sulla base della Serie 7
Il futuro dei modelli storici di fascia più compatta, come B3 e B4, resta incerto: la strategia del nuovo marchio punta soprattutto sulle vetture di rappresentanza più lussuose ed esclusive.
Il metodo costruttivo: precisione artigianale
Una delle caratteristiche più distintive di Alpina è sempre stato il processo produttivo, definito dall'azienda stessa come manifattura nel senso letterale del termine. I motori vengono preparati a mano a Buchloe, quindi inviati agli stabilimenti BMW per l'assemblaggio con la scocca, per poi tornare in Alpina dove ricevono gli allestimenti interni e le rifiniture specifiche del marchio.
Questo andirivieni tra le linee BMW e l'atelier bavarese ha permesso per decenni di coniugare la solidità industriale del gruppo di Monaco con la cura quasi sartoriale tipica di un piccolo costruttore, un equilibrio che il nuovo corso del marchio punta a preservare anche nella sua nuova collocazione all'interno del Gruppo BMW.