Il debutto e il contesto
La Bentley S3 venne presentata al Salone dell'Automobile di Parigi nell'ottobre 1962 come naturale evoluzione della S2. Il compito della nuova arrivata era mantenere la berlina di Crewe al passo con l'aggiornamento parallelo della gemella Rolls-Royce Silver Cloud III, condividendo con essa numerose soluzioni tecniche pur mantenendo un carattere proprio.
- Debutto: ottobre 1962
- Fine produzione: 1965, con ultime consegne nel 1966
- Erede diretta della Bentley S2
- Sostituita dalla gamma T-series a scocca portante
Motore
V8 6.230 cc a benzina
Motore e meccanica
Il cuore della S3 restava il V8 in alluminio da 6.230 cc introdotto sulla S2, ma con rapporto di compressione portato da 8:1 a 9:1 e carburatori di maggiore diametro, per una potenza dichiarata di 215 CV a 4.000 giri e un incremento di circa il 7% rispetto alla precedente versione. Il propulsore era abbinato a un cambio automatico a quattro rapporti Hydra-Matic e a uno sterzo servoassistito, garantendo una guida rilassata più che sportiva: la vettura raggiungeva i 185 km/h con uno 0-97 km/h coperto in circa 11 secondi.
Potenza
215 CV a 4.000 giri/min
Design ed evoluzione estetica
Rispetto alla S2, la S3 si distingue principalmente per il nuovo frontale a quattro fari, mutuato dalla contemporanea Rolls-Royce Silver Cloud III, e per il radiatore abbassato di circa 4 cm che consentì un cofano più filante. Vennero rivisti anche i parafanghi anteriori e ridotti i paracolpi su paraurti anteriore e posteriore.
- Frontale con quattro fari al posto dei due della S2
- Radiatore ribassato per un cofano più basso
- Parafanghi anteriori ridisegnati
- Paraurti con paracolpi più contenuti
Velocità massima
185 km/h (115 mph)
Abitacolo e comfort
All'interno la S3 introdusse sedili anteriori singoli e separati al posto della panca, mentre il divano posteriore fu arretrato di circa 5 cm per offrire maggiore spazio per le gambe ai passeggeri. Le finiture, come da tradizione Bentley, erano interamente realizzate a mano a Crewe con pelli pregiate e legni lucidati.
Anni di produzione
1962-1965 (ultime consegne nel 1966)
Le varianti Continental e i carrozzieri
Accanto alla berlina standard costruita internamente a Crewe, la S3 fu proposta nella più esclusiva versione Continental, realizzata su meccanica accorciata e affidata a carrozzieri specializzati. La maggior parte degli esemplari Continental venne costruita da Mulliner Park Ward, nata nel 1961 dalla fusione tra H. J. Mulliner e Park Ward, entrambe già controllate da Rolls-Royce; una piccola serie fu invece realizzata dal carrozziere James Young. Le quattro porte firmate H. J. Mulliner presero il nome di Flying Spur, mentre furono disponibili anche coupé a tetto fisso e versioni cabriolet.
- Continental: circa 311 esemplari, di cui 291 by Mulliner Park Ward e 20 by James Young
- Berlina standard: circa 1.286 esemplari
- Versione a passo lungo (LWB): 32 esemplari
La Bentley S3 nel mercato dell'usato
Trattandosi ormai di un'auto d'epoca, il valore di una Bentley S3 varia enormemente in base a stato di conservazione, storia dell'esemplare e soprattutto tipologia di carrozzeria: le berline standard restano relativamente accessibili nel panorama delle classic car di lusso, mentre gli esemplari Continental coachbuilt, specie i cabriolet firmati Mulliner Park Ward, possono raggiungere quotazioni molto elevate nelle aste internazionali. Chi valuta l'acquisto deve mettere in conto costi di manutenzione importanti, legati alla meccanica d'epoca e alla difficoltà di reperire alcuni ricambi originali.









