Dal cinema alla vetroresina: la nascita del Deserter
Il primo modello messo in vendita da Autozodiaco è il Deserter, proposto come kit di trasformazione da applicare al pianale del Maggiolino, opportunamente accorciato di 273 mm. Il pacchetto comprendeva la scocca in vetroresina, il parabrezza, i fanali e la bulloneria necessaria al montaggio, con un prezzo di partenza di 371.400 lire per la sola base, ampliabile con accessori come hard-top, sedili sportivi, gomme maggiorate e roll-bar.
Il Deserter diventa rapidamente il modello più diffuso della gamma, tanto da essere affiancato nel tempo da varianti come il Deserter Neve e il Deserter Jumper, pensate per usi ricreativi e fuoristradistici diversi.
Motore
Boxer 4 cilindri raffreddato ad aria Volkswagen, da 1.2 a 1.6 litri
La gamma si allarga: Squalo, Damaca e Kirby
Nel 1971 arriva lo Squalo, un due posti dalla linea più filante rispetto al Deserter, con muso affusolato che richiama vagamente il frontale del Maggiolino da cui deriva la meccanica.
Sempre nei primi anni Settanta debutta la Damaca, il modello più ambizioso della casa bolognese: disegnata da Tom Tjaarda, già firma della De Tomaso Pantera, e battezzata con un nome scelto tramite un concorso lanciato insieme alla rivista Autosprint. A differenza degli altri modelli, la Damaca monta la carrozzeria su un pianale Maggiolino non accorciato e offre quattro posti a sedere, con un peso a vuoto dichiarato di circa 675 kg.
Chiude idealmente la gamma il Kirby, sviluppato su richiesta di Skoda per realizzare un buggy basato sulla meccanica della casa cecoslovacca anziché su quella Volkswagen.
Anni di produzione
1969-1981
Meccanica e caratteristiche tecniche
- Motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria, di derivazione Volkswagen, con cilindrate comprese tra 1.2 e 1.6 litri a seconda del modello e dell'allestimento
- Cambio manuale a 4 rapporti, anch'esso ereditato dal Maggiolino
- Telaio a pianale Maggiolino, accorciato nei modelli più compatti come il Deserter e lo Squalo
- Carrozzeria interamente in vetroresina, elemento che riduce peso e costi di produzione rispetto a una scocca in lamiera
Il mercato del collezionismo
Con la chiusura di Autozodiaco nel 1981 la produzione si è fermata dopo poco più di un decennio, lasciando una manciata di esemplari sopravvissuti. Oggi i dune buggy Autozodiaco sono ricercati da un collezionismo di nicchia legato al mondo Volkswagen storico e alla cultura beach buggy degli anni Settanta: le compravendite avvengono soprattutto tramite trattative dirette tra appassionati o in occasione di aste dedicate alle auto d'epoca, con una disponibilità di esemplari sul mercato molto limitata rispetto ad altri classici Volkswagen-based.