Scheda modello

AUTOZODIACO Dune Buggy

Autozodiaco Dune Buggy è il nome con cui va sotto la gamma di fuoristrada leggeri costruiti a Bologna tra la fine degli anni Sessanta e i primi Ottanta, carrozzeria in vetroresina montata su meccanica Volkswagen Maggiolino accorciata.

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Perché sì

  • Rarità assoluta: sono rimasti pochissimi esemplari, un pregio per il collezionismo di nicchia
  • Meccanica derivata dal Maggiolino, semplice da mantenere e con parti meccaniche relativamente reperibili
  • Peso contenuto grazie alla carrozzeria in vetroresina, con conseguente agilità di guida
  • Design essenziale e personalizzabile, con più varianti di carrozzeria disponibili all'epoca

Da valutare

  • Protezione minima dagli agenti atmosferici, essendo pensati come vetture scoperte da spiaggia
  • Carrozzerie in vetroresina originali oggi difficili da reperire in caso di restauro
  • Tenuta di strada limitata dal telaio Maggiolino accorciato e dalle sospensioni originali
  • Mercato dell'usato ristretto, con quotazioni poco standardizzate e scarsità di annunci

In sintesi

Casa costruttrice
Autozodiaco, Bologna
Segmento
Fuoristrada leggero da spiaggia (buggy)
Carrozzeria
Vetroresina su telaio Maggiolino accorciato
Anni di produzione
1969-1981
Motore
Boxer 4 cilindri raffreddato ad aria Volkswagen, da 1.2 a 1.6 litri
Trazione
Posteriore
Modelli principali
Deserter, Squalo, Damaca, Kirby

Tutto nasce nel 1968 quando Mario Zodiaco, folgorato dalle immagini dei buggy da spiaggia americani e dal film Il caso Thomas Crown, decide di importare in Italia un fenomeno ancora sconosciuto al grande pubblico. Il primo esemplare viene assemblato partendo da un kit di derivazione americana montato su un telaio Maggiolino accorciato. L'interesse suscitato da quella prima vettura convince Zodiaco a strutturare un'attività vera e propria insieme al socio Beppe Seragnoli, dando vita alla Autozodiaco Srl. Nel maggio 1969 la produzione del primo modello di serie, il Deserter, prende avvio a Bologna, e nel giro di pochi anni l'officina si trasferisce nello stabilimento di Pianoro per sostenere una gamma che si allarga rapidamente a nuovi modelli.

Dal cinema alla vetroresina: la nascita del Deserter

Il primo modello messo in vendita da Autozodiaco è il Deserter, proposto come kit di trasformazione da applicare al pianale del Maggiolino, opportunamente accorciato di 273 mm. Il pacchetto comprendeva la scocca in vetroresina, il parabrezza, i fanali e la bulloneria necessaria al montaggio, con un prezzo di partenza di 371.400 lire per la sola base, ampliabile con accessori come hard-top, sedili sportivi, gomme maggiorate e roll-bar.

Il Deserter diventa rapidamente il modello più diffuso della gamma, tanto da essere affiancato nel tempo da varianti come il Deserter Neve e il Deserter Jumper, pensate per usi ricreativi e fuoristradistici diversi.

Motore

Boxer 4 cilindri raffreddato ad aria Volkswagen, da 1.2 a 1.6 litri

La gamma si allarga: Squalo, Damaca e Kirby

Nel 1971 arriva lo Squalo, un due posti dalla linea più filante rispetto al Deserter, con muso affusolato che richiama vagamente il frontale del Maggiolino da cui deriva la meccanica.

Sempre nei primi anni Settanta debutta la Damaca, il modello più ambizioso della casa bolognese: disegnata da Tom Tjaarda, già firma della De Tomaso Pantera, e battezzata con un nome scelto tramite un concorso lanciato insieme alla rivista Autosprint. A differenza degli altri modelli, la Damaca monta la carrozzeria su un pianale Maggiolino non accorciato e offre quattro posti a sedere, con un peso a vuoto dichiarato di circa 675 kg.

Chiude idealmente la gamma il Kirby, sviluppato su richiesta di Skoda per realizzare un buggy basato sulla meccanica della casa cecoslovacca anziché su quella Volkswagen.

Anni di produzione

1969-1981

Meccanica e caratteristiche tecniche

  • Motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria, di derivazione Volkswagen, con cilindrate comprese tra 1.2 e 1.6 litri a seconda del modello e dell'allestimento
  • Cambio manuale a 4 rapporti, anch'esso ereditato dal Maggiolino
  • Telaio a pianale Maggiolino, accorciato nei modelli più compatti come il Deserter e lo Squalo
  • Carrozzeria interamente in vetroresina, elemento che riduce peso e costi di produzione rispetto a una scocca in lamiera

Il mercato del collezionismo

Con la chiusura di Autozodiaco nel 1981 la produzione si è fermata dopo poco più di un decennio, lasciando una manciata di esemplari sopravvissuti. Oggi i dune buggy Autozodiaco sono ricercati da un collezionismo di nicchia legato al mondo Volkswagen storico e alla cultura beach buggy degli anni Settanta: le compravendite avvengono soprattutto tramite trattative dirette tra appassionati o in occasione di aste dedicate alle auto d'epoca, con una disponibilità di esemplari sul mercato molto limitata rispetto ad altri classici Volkswagen-based.

Le generazioni della Dune Buggy

  • Deserter (dal 1969) — Modello di lancio della casa, proposto come kit da applicare al pianale Maggiolino accorciato di 273 mm. Disponibile in più varianti, tra cui Neve e Jumper, con accessori opzionali come hard-top e roll-bar.
  • Squalo (dal 1971) — Due posti dalla linea più affusolata rispetto al Deserter, pensato per un uso più sportivo mantenendo la base meccanica Volkswagen.
  • Damaca (dal 1971) — Il modello di punta della gamma, disegnato da Tom Tjaarda su pianale Maggiolino non accorciato, con quattro posti a sedere e peso a vuoto di circa 675 kg.
  • Kirby (dal 1972) — Variante sviluppata su richiesta di Skoda, con meccanica della casa cecoslovacca al posto di quella Volkswagen.

Domande frequenti sulla Dune Buggy

Che motore montavano i dune buggy Autozodiaco?

La maggior parte dei modelli utilizzava il quattro cilindri boxer raffreddato ad aria di derivazione Volkswagen Maggiolino, con cilindrate che a seconda del modello variavano indicativamente tra 1.2 e 1.6 litri, abbinato al cambio manuale a 4 rapporti originale.

Quanto costava un Autozodiaco Deserter all'epoca?

Il kit base del Deserter veniva proposto a 371.400 lire, prezzo che poteva salire con l'aggiunta di accessori come hard-top, sedili sportivi, gomme maggiorate e roll-bar.

Su quale base meccanica erano costruiti?

Quasi tutti i modelli, ad eccezione del Kirby con meccanica Skoda, nascevano sul pianale del Volkswagen Maggiolino, in alcuni casi accorciato per ridurre il passo, con carrozzeria in vetroresina sovrapposta al telaio originale.

È facile trovare oggi un Autozodiaco in vendita?

No, si tratta di vetture rarissime: la produzione si è fermata nel 1981 e gli esemplari sopravvissuti sono pochi, per cui il mercato dell'usato è molto ristretto e riservato a un collezionismo di nicchia.

Qual era la differenza principale tra Deserter, Squalo e Damaca?

Il Deserter era il modello base e più diffuso, lo Squalo una versione due posti dalla linea più sportiva, mentre la Damaca, disegnata da Tom Tjaarda, era il modello di punta a quattro posti costruito su pianale Maggiolino non accorciato.

Fonti

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