Dal grande schermo a Bologna: la nascita di Autozodiaco
La storia di Autozodiaco comincia in modo insolito, con la visione di un film. Mario Zodiaco, che a Bologna gestiva già un'attività di compravendita di auto chiamata "All Cars", rimane colpito dalle immagini dei dune buggy protagonisti de Il caso Thomas Crown del 1968 e intuisce che in Italia non esiste ancora nessuno che costruisca questo tipo di veicoli.
Insieme al socio Beppe Seragnoli fonda così la Società Autozodiaco Srl, con l'obiettivo di progettare e costruire in proprio dei buggy basati sulla meccanica della Volkswagen Maggiolino, da vendere sia in Italia sia nel resto d'Europa. L'attività prosegue per oltre un decennio, fino alla chiusura dell'azienda nel 1981.
La gamma: una famiglia di dune buggy su base Maggiolino
Nel corso della sua attività Autozodiaco propone diversi modelli, quasi tutti costruiti sul pianale e sulla meccanica della Volkswagen Maggiolino, con telaio tubolare e carrozzeria in vetroresina a vista sul motore posteriore.
- Deserter: il modello più longevo, prodotto dal 1968 al 1981 in diverse varianti, incluse le versioni Jumper e Neve;
- Squalo: buggy biposto presentato nel 1971, con motore 1192 cc e 34 CV;
- California: proposto dal 1972 come kit di trasformazione per il Maggiolino;
- Damaca: il modello più moderno e squadrato, disegnato da Tom Tjaarda, con motori 1500 o 1600 cc e quattro posti;
- Kirby: variante particolare realizzata su base meccanica Skoda anziché Volkswagen.
Quasi tutti i modelli erano disponibili sia già assemblati sia in kit, da montare su una base Maggiolino già di proprietà del cliente.
Meccanica semplice, stile fuori dagli schemi
La forza di Autozodiaco sta nel connubio tra la robustezza della meccanica Volkswagen e uno stile spesso più audace di quello delle utilitarie da cui derivava. Lo Squalo, ad esempio, monta il quattro cilindri boxer raffreddato ad aria da 1192 cc e 34 CV a 3600 giri, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 17,8 secondi e di toccare i 145 km/h di velocità massima.
La Damaca rappresenta invece il vertice stilistico della gamma: firmata dal designer Tom Tjaarda, ha un profilo a cuneo, quattro posti e un peso contenuto intorno ai 675 kg, abbinato ai motori Volkswagen da 1,5 o 1,6 litri.
Oltre l'automobile: moto e microcar
L'attività di Autozodiaco non si limita ai buggy a quattro ruote. Nei primi anni Settanta l'azienda sviluppa anche una moto fuoristrada, la Zodiaco Tuareg, equipaggiata con un monocilindrico due tempi da 227 cc e 20 CV e pneumatici molto larghi pensati per la sabbia, per una velocità massima dichiarata di circa 100 km/h.
Nel 1978 Autozodiaco cede inoltre i diritti di una microvettura a tre ruote, che verrà poi commercializzata con il nome All Cars Charly, dotata di un piccolo motore da ciclomotore da 49 cc. Pochi anni dopo, nel 1981, l'azienda cessa definitivamente l'attività.