Le origini: dalla Mini alla Metro
L'Austin Metro nasce per raccogliere l'eredità della Mini senza sostituirla del tutto. Il progetto, inizialmente siglato ADO88, viene rivisto dopo test poco incoraggianti nel 1977 e trasformato, sotto la guida dell'allora amministratore delegato di British Leyland Michael Edwardes, in una vettura di dimensioni leggermente superiori destinata ad affiancare la piccola di casa Austin. Lo stile porta la firma di David Bache e Harris Mann, mentre la meccanica riprende molte soluzioni della Mini, motore compreso.
La presentazione ufficiale avviene l'8 ottobre 1980 al Motor Show britannico, alla presenza del primo ministro Margaret Thatcher, a testimonianza dell'importanza industriale attribuita al progetto per l'economia del Regno Unito.
Anni di produzione
1980-1997
Due serie per un decennio di successi
La prima serie, prodotta dal 1980 al 1984, propone la carrozzeria a tre porte con linee squadrate e un abitacolo essenziale ma più spazioso di quello della Mini. Nel 1984 arriva il restyling che dà vita alla seconda serie, con calandra rivista, paraurti in plastica, plancia rinnovata e frizione idraulica; da ottobre dello stesso anno debutta anche la variante a cinque porte, decisiva per competere con Ford Fiesta e Volkswagen Polo.
Accanto alle versioni Austin, dal 1982 arrivano gli allestimenti più ricercati: la Vanden Plas, con dotazione di lusso, e le sportive MG, disponibili anche in variante Turbo.
Motorizzazioni
Benzina Serie A+ e K-Series, Diesel PSA dal 1990
Motori e meccanica
Fino al 1990 la gamma si affida ai motori a benzina Serie A+ da 998 e 1275 cm³, con potenze che vanno dai 44-47 CV dell'unità 1.0 ai 63-73 CV della 1.3, fino ai 93 CV della MG Turbo con compressore. Si tratta di propulsori derivati direttamente dalla Mini, semplici da mantenere ma ormai datati rispetto alla concorrenza.
Con la trasformazione in Rover Metro, nel 1990, arrivano i più moderni motori K-Series a benzina, da 1.1 a 1.4 litri, oltre ad alcune motorizzazioni diesel PSA. Le prestazioni migliorano, ma il nuovo propulsore porta con sé anche un difetto diventato noto: la fragilità della guarnizione della testata.
Modello sostitutivo
Rover 100, poi Rover 25 dal 2000
Il passaggio a Rover e la fine della produzione
Nel 1990 la Metro viene ridisegnata e ribattezzata Rover Metro, abbandonando gradualmente il marchio Austin, già uscito di scena dai listini nel 1987. Dal 1995 il nome cambia ancora in Rover 100, mentre nei mercati esteri la vettura viene commercializzata come Rover 100 Series con le sigle 111 e 114 in base alla cilindrata.
La fine arriva nel dicembre 1997, pochi mesi dopo un test Euro NCAP impietoso: la Rover 100 ottiene una sola stella su cinque per la protezione degli occupanti adulti, il punteggio più basso registrato fino a quel momento tra le vetture testate. Il responso, unito a un progetto ormai datato, convince Rover Group, allora di proprietà BMW, a interrompere la produzione.
Austin Metro nel mercato dell'usato oggi
Con oltre due milioni di esemplari prodotti tra il 1980 e il 1997, l'Austin Metro resta una delle utilitarie britanniche di maggior successo, tanto da essere ricordata ancora oggi come una delle vetture più vendute nella storia del Regno Unito. Sul mercato dell'usato gli esemplari Austin, meccanicamente più semplici, risultano generalmente più facili da mantenere rispetto alle versioni Rover con motore K-Series.
- Controllare sempre lo stato della carrozzeria, punto debole storico del modello, soprattutto nelle zone dei passaruota e dei longheroni
- Verificare le condizioni delle sospensioni Hydragas, valide ma delicate se trascurate
- Sulle versioni Rover Metro/100, controllare con attenzione la tenuta della guarnizione della testata e la temperatura del motore K-Series
Le quotazioni restano contenute per gli esemplari di uso comune, mentre le versioni MG Turbo e gli allestimenti più rari o ben conservati spuntano prezzi superiori tra gli appassionati.



