La nascita di un marchio a due mani
L'Austin-Healey nasce dall'incontro tra due mondi complementari: da un lato la struttura industriale della British Motor Corporation, di cui Austin era parte, dall'altro l'esperienza artigianale di Donald Healey, costruttore in proprio di vetture sportive. Presentata al Salone di Londra del 1952, la prima roadster nata da questa alleanza convinse immediatamente Leonard Lord ad avviarne la produzione su larga scala con il marchio congiunto Austin-Healey.
Da quel momento il marchio produce vetture per vent'anni, fino al 1972, quando l'accordo ventennale tra Healey e la casa madre, nel frattempo confluita in British Leyland dopo la fusione del 1968, giunge naturalmente al termine.
Motori
4 cilindri 948-2660 cc, 6 cilindri 2639-2912 cc
Le "Big Healey": 100, 100-6 e 3000
Il primo modello, la Austin-Healey 100, viene prodotto dal 1953 al 1956 nelle varianti BN1 e BN2, con un quattro cilindri da 2660 cc capace di 90 CV, portati a 110 CV nella versione sportiva 100M e fino a 132 CV nella rara 100S da competizione, realizzata in appena 50 esemplari.
Nel 1956 arriva la 100-6 (varianti BN4 e BN6), che introduce un sei cilindri BMC C-Series da 2639 cc, inizialmente da 102 CV e poi da 117 CV, oltre a una configurazione 2+2 più abitabile.
Dal 1959 la gamma superiore evolve nella Austin-Healey 3000, prodotta fino al 1967 in tre serie (Mark I, II e III, con sigle BN7, BT7, BJ7 e BJ8) e motorizzata da un sei cilindri da 2912 cc, la cui potenza sale dai 136 CV delle prime due serie ai 150 CV della Mark III finale. Nel 1963 oltre il 91% delle 3000 prodotte fu esportato, in gran parte verso il Nord America.
Potenza
da 43 CV a 150 CV
La piccola Sprite
Accanto alle "Big Healey" nasce nel 1958 la Austin-Healey Sprite, una compatta a due posti pensata per un pubblico più giovane e con un budget più contenuto. La prima serie, soprannominata "Frogeye" nel Regno Unito e "Bugeye" negli Stati Uniti per i caratteristici fari sporgenti dal cofano, monta un quattro cilindri A-Series da 948 cc e 43 CV.
Le serie successive, Mark II, III e IV, adottano una carrozzeria più convenzionale e motori progressivamente più potenti, fino ai 1275 cc e 65 CV della Mark IV, prodotta sino al 1971 con il nome Austin Sprite dopo l'uscita di Healey dal progetto.
Anni di produzione
1953-1972
Competizioni e riconoscimenti sportivi
Le Austin-Healey hanno costruito parte della propria fama in pista e nei rally, con partecipazioni a gare come la 24 Ore di Le Mans e la 12 Ore di Sebring, oltre a diversi titoli nazionali SCCA in Nord America nelle categorie di serie. Già nel 1953 alcuni esemplari furono impiegati per tentativi di record di velocità sul lago salato di Bonneville, a conferma delle doti sportive della gamma sin dagli esordi.
Il mercato dell'usato oggi
Le Austin-Healey sono oggi vetture pienamente da collezione, con quotazioni molto variabili in base a modello, versione e stato di conservazione: gli esemplari 3000 possono spaziare da poche migliaia di euro per basi da restaurare fino a cifre molto elevate per i pezzi meglio conservati o con storia certificata, mentre le Sprite più recenti si collocano generalmente in una fascia più accessibile. In fase di acquisto contano più l'autenticità di telaio e motore, la qualità della carrozzeria e la documentazione che la sola data di immatricolazione, ma gli esemplari ben tenuti restano meccanicamente semplici e piacevoli da guidare.



